QUI FIORENTINA - Antognoni: "Juve ferita e ancor più pericolosa"

19.04.2019 20:50 di Alessandro Vignati   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
QUI FIORENTINA - Antognoni: "Juve ferita e ancor più pericolosa"

Intervenuto a Radio Onda Libera, ha parlato Giancarlo Antognoni di Juventus-Fiorentina: "La Juve è stata sorpresa dalla brillantezza di questi giovani. Sono diversi i giovani che prenderei dall'Ajax, come l'organizzatore di gioco De Jong, non a caso preso dal Barcellona a cifre impossibili per i club italiani, Neres e De Ligt che anche in Italia farebbero bella figura. D'altronde l'Ajax anche dagli anni 70-80 è una fucina di giovani sui quali ha molto investito. Juventus uscita di Coppa vantaggio o svantaggio? La Juve di per sé è pericolosa, una Juve ferita lo è ancora di più ma noi dobbiamo fare la nostra partita e giocare come sappiamo, consapevoli che troviamo una squadra che ha ucciso il campionato. Come è rientrato Montella? Bene e molto motivato, il suo ritorno in Italia è positivo soprattutto a Firenze aveva ottenuto ottimi risultati nelle tre stagioni in cui c'è stato e la società ha investito su di lui pensando che possa fare bene come ha già fatto. Siamo dispiaciuti per Pioli, ha lavorato bene ma è successo un po' di "maretta" ed è andata come è andata però abbiamo preso un allenatore valido a tutti gli effetti. Se sarà confermato Allegri? Ascoltando Agnelli sembra di sì ma dopo l'eliminazione dalla Champions può accadere di tutto e cambiare tante cose. Allegri infatti ha fatto molto bene in questi anni ma se l'obiettivo era la Champions, svanita non per colpe dell'allenatore certo, può succedere di tutto. Chiesa e Zaniolo il futuro italiano? Ci sono molti giocatori giovani che stanno esplodendo, come Barella e Donnarumma, che stanno facendo bene nei loro club ma certo loro sono i più rappresentativi ed i più importanti del calcio italiano. Mancini? Ha fatto un cammino fin qui positivo ed una ripartenza della Nazionale importante puntando sui giovani. Perché non ci sono più bandiere? Non è una questione di soldi ma per giocatori importanti è difficile rimanere a lungo nello stesso club perché sul mercato ci sono tante sirene".