Federica Russo: "Via dalla Juve perché rischiavo di spegnermi, al Napoli per giocare e vincere. Vi racconto il mondo bianconero"

11.09.2019 14:10 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Federica Russo: "Via dalla Juve perché rischiavo di spegnermi, al Napoli per giocare e vincere. Vi racconto il mondo bianconero"

L'ex giocatrice bianconera, ora al Napoli, Federico Russo, ha concesso una lunga intervista a Il Mattino: "Ho giocato poche partite da titolare con la maglia bianconera, nel Napoli mi è stata offerta la possibilità di giocare e non ci ho pensato su troppo: ma sì, andiamo a vedere che aria tira da quelle parti».

E che aria tira?
"Bella, intrigante, attraente. Questo è un passaggio forte nella carriera e nella vita, vengo da una realtà totalmente differente".

Calciatrice per merito di papino?
"Sì, mamma non voleva. Papà invece mi fece fare un provino nello Juventus Torino, il mio primo club. È nato tutto lì».

Poi la Svizzera e gli studi di pari passo con il calcio.
"Ho preso la laurea magistrale in finanza, non si sa mai. Mi piacerebbe restare nell'ambiente calcio. Ma chissà che un giorno non mi ritrovi a lavorare in banca come papà".

A Torino sono tutti di fede granata o juventina, giusto?
"Togliamoci subito il dente: tifo Juventus da quando ero piccola".

Qui se dici Juve è come prendere la corrente.
"Lo so, è una cosa che mi fa sorridere. Mi piace come i napoletani vivono questa rivalità, ci scherzano su parecchio".

Bel coraggio a lasciare il mondo bianconero.
"Sono stata attratta da nuovi propositi, che sono solidi e ambiziosi. Mi hanno cercato e allora ho detto a me stessa: vai Fede, Napoli può essere il posto migliore per tornare a giocare e vincere".

Una squadra scudettata che fa riferimento al gruppo Agnelli alle spalle per la serie B e un progetto tutto da verificare.
"Non mi andava più di fare il secondo portiere, rischiavo di spegnermi calcisticamente".

A Vinovo fino a poco tempo fa dividevate i campi di allenamento con Ronaldo.
"Sì perché il mondo Juve era tutto concentrato lì prima che la squadra maschile si trasferisse alla Continassa. Vedevamo spesso Marotta o Pjanic dare una sbirciatina alle nostre partite, si sta insieme alla cena di fine anno, tutto fa parte di un microcosmo dove l'organizzazione è ai massimi livelli e dove l'obiettivo è quello di primeggiare. Anche la squadra femminile è stata concepita per vincere, non per iscriversi e fare bella figura in un campionato differente da quello maschile".

Cresciuta nel mito di Buffon, ha provato a portargli via qualche segreto.
"Alla Juve funziona così: esistono un modo di lavorare e una filosofia calcistica che devono valere per tutti".

A difendere la porta del Napoli c'è il giovanissimo Meret, anche lui dal profondo Nord.
"Gran bel portiere, lo osservo in televisione, c'è sempre tanto da imparare"
.
Federica ha già spiegato alle nuove compagne come si vince.
"Credere nel progetto, fare gruppo e avere in testa un solo obiettivo. Ho detto sì al Napoli perché voglio la serie A, voglio vincere".