Undici metri - Sarri si gioca tutto in due settimane. La Juve come il Chelsea, può rifiorire a primavera. Basta critiche e mugugni, serve fiducia

15.02.2020 22:35 di Brian Liotti   Vedi letture
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
Undici metri - Sarri si gioca tutto in due settimane. La Juve come il Chelsea, può rifiorire a primavera. Basta critiche e mugugni, serve fiducia

E’ inutile fare finta di niente, la Juve sta giocando male e comunque molto al di sotto delle aspettative e delle possibilità di una squadra che sulla carta resta la più forte ma che fatica tanto, troppo ad esprimere gioco e a far valere la sua superiorità.
La gara di Coppa Italia con il Milan ha certificato (qualora ce ne fosse bisogno) che i bianconeri sono in crisi. La cosa che dall’esterno colpisce è che si vede una squadra spesso lenta e senza grinta, molti giocatori sono imballati, in confusione e sbagliano anche le cose più elementari.
Basta incontrare una squadra che pressa, che corre, che fa densità, che chiude le linee di passaggio e la Juve va in crisi.
A tenere la barca a galla fino ad oggi ci ha pensato un mostruoso Cr7 capace anche a Milano di procurarsi e battere un rigore che ha salvato la Juve al 91°. I problemi sono tanti, ma si concentrano soprattutto a centrocampo. Lì non si è ancora trovata la chiave giusta. Problema di modulo? Problema di uomini? Forse entrambe le cose. Di sicuro dovrà essere bravo Sarri a cercare di risolverli e non sarà semplice, soprattutto non sarà semplice farlo in tempi brevi. Pjanc è in chiara difficoltà, Matuidi arranca. Si sta aspettando come l’acqua nel deserto il ritorno di Khedira e questo la dice lunga sul fatto che il reparto è in difficoltà.
La Juve ultimamente gioca compassata, troppo in orizzontale e quasi mai in verticale.
Occorre però fare una riflessione più ampia: cambiare mentalità e filosofia dopo otto anni di trionfi, ottenuti giocando in tutt’altro modo non è cosa agevole e soprattutto non lo si fa in pochi mesi. Non si ottiene una rivoluzione o un cambiamento così radicale con la bacchetta magica anche se hai giocatori forti. Ci vuole tempo, ma se Sarri e i suoi hanno un nemico questo è proprio il tempo.
La gara di Champions contro il Lione si avvicina così come la “partita delle partite”, la gara dello Stadium contro l’Inter di Conte. Arrivarci in queste condizioni potrebbe essere drammatico per la Juve.

Il dilemma è semplice: riuscirà Sarri in due settimane a ridare fiato alle speranze e ai sogni dei tifosi? Riuscirà la squadra a riprendere il percorso di crescita che si era visto fino alla finale di Supercoppa persa contro la Lazio? Infatti se proprio dovessi segnare un momento di svolta (in negativo) della stagione bianconera proprio la partita con la Lazio ha segnato l’inizio di questa fase preoccupante di involuzione, come se i giocatori che fino a quel momento volavano, abbiano da quel momento perso sicurezza e certezze. Nonostante tutto io resto fiducioso, ammiro Sarri, che è un signor allenatore e sono convinto che troverà il modo di superare insieme ai suoi questo momento complicato.

Bisogna essere lucidi, razionali. In fondo aspetterei a fare il funerale alla Vecchia Signora, nonostante tutte le difficoltà, nonostante le critiche e tutto quello che volete, Sarri è in corsa su tre fronti, è ancora primo in classifica, è agli ottavi di Champions e deve giocarsi la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan con buone possibilità di andare in finale. Quindi sul piano dei risultati non si può dire nulla. E’ lecito comunque aspettarsi qualcosina di più. Ricordate lo scorso anno? Fino a febbraio il Chelsea di Sarri non convinceva, poi è stata una cavalcata che è culminata con il terzo posto in Premier e con la conquista dell’Europa League. Tanta roba per un esordiente in Premier. Sono sicuro che con la Primavera rifiorirà anche la Juve. I bianconeri nonostante tutto ci sono e sorprenderanno anche gli scettici a patto che si creda in ciò che si sta facendo. Non ha senso pensare a cambi in panchina o al mercato di giugno. Non bisogna adesso parlare di Pogba o altri possibili colpi. La stagione entra nel vivo e bisogna credere a questa squadra e sostenere il progetto intrapreso. Poi a giugno si tireranno le somme. Non bisogna essere disfattisti. Intanto c’è da vincere le gare che precedono il big match con l’Inter. La Juve ha bisogno più che mai di vittorie ma soprattutto di prestazioni di livello. Quelle servono a far crescere l’autostima (che si è un po’ persa dopo le scoppole di Napoli e Verona). La gara di domenica contro il Brescia proprio per questo assume un’importanza incredibile. Non bisogna solo cercare di vincere ma anche giocare bene. Riprendere quel filo che si è interrotto bruscamente da quel 22 Dicembre, giorno della finale di Supercoppa. Vedremo quello che accadrà. Ma la parola d’ordine per il mondo bianconero deve essere una secondo me: fiducia. Fino alla fine.