Undici metri - Attenzione, il derby è sempre il derby. Da Genova ulteriori segnali di crescita. La linea verde di Paratici per allungare il ciclo vincente

04.07.2020 15:35 di Brian Liotti   Vedi letture
Undici metri - Attenzione, il derby è sempre il derby. Da Genova ulteriori segnali di crescita. La linea verde di Paratici per allungare il ciclo vincente

La Juve vista a Genova fa ben sperare, i bianconeri sono indubbiamente in crescita costante e continua. Contro i rossoblù si è vista una squadra ben messa in campo capace di giocare alta, di portare un pressing asfissiante, con trame veloci, gioco più rapido (anche se spesso in orizzontale) e ha vinto con i colpi da campione di Dybala, Cr 7 e Douglas Costa, con un’intesa pazzesca tra Cristiano e la Joya, roba da far brillare gli occhi ai tifosi.
Ci si aspetta che i progressi continuino anche perché non si può certo tirare il fiato, le giornate di campionato si susseguono frenetiche e la prossima tappa della Juve è il derby della Mole. Il livello di difficoltà a parer mio è molto alto. 
Come sempre prevedo una gara insidiosissima. Sulla carta guardando le rose delle due squadre e lo stato di forma attuale, i bianconeri partono nettamente favoriti ma si sa che il derby è una partita a sé stante, una gara in cui spesso i valori cambiano ed entrano in gioco motivazioni particolari. Proprio per questo credo che nel cammino verso il tricolore, questa sia la gara chiave, la gara da non sbagliare.
L’altra grande incognita sarà il fattore “caldo”, si giocherà alle 17.15 sotto un sole rovente. Sarà la prima volta per la Juve che fino ad oggi ha giocato sempre la sera alle 21.45.
Questo potrebbe incidere sull’intensità del match e sulla forma di qualcuno.
Sarri in conferenza stampa ha giustamente sottolineato l’importanza e la difficoltà della partita con il Torino. I granata daranno filo da torcere e sarà una partita dura, vincerla però sarebbe fondamentale. Ormai stiamo entrando nella fase cruciale della stagione e Sarri vuole blindare il Campionato e poi dedicarsi alla Champions.
Quello che fa ben sperare, lo ripeto, è che si nota un netto miglioramento sia della squadra sia della qualità del gioco e i risultati si vedono. Sarebbe sbagliato non sottolinearlo, ma non bisogna esaltarsi. La Juve non era in crisi dopo aver perso (ai rigori) la finale di Coppa Italia, non è scintillante adesso, semplicemente prosegue un percorso di crescita in cui a parer mio si comincia a vedere chiaramente la mano di Sarri. Arrivati a questo punto bisogna però tenere il piede pigiato sull’acceleratore.
Intanto sul fronte mercato fervono le trattative, si rincorrono i nomi. Per chi ancora non l’avesse capito, Paratici già dallo scorso anno ha avviato un netto rinnovamento e ringiovanimento della rosa e lo sta facendo a parer mio alla grande.
De Ligt e Demiral (prossimo al rientro) sono una coppia di assoluto valore e hanno poco più di 20 anni, saranno le colonne difensive bianconere per molti anni.
Kulusevski è il miglior talento emergente del nostro torneo con colpi da campione e anche lui ha 20 anni. Arthur (che arriverà nell’operazione che ha visto PJanic andare al Barcellona), è un altro potenziale campione e ha solo 23 anni. Bentancur con Sarri è sbocciato e oggi è un fattore, un potenziale fenomeno, un centrocampista completo e ha solo 23 anni.
A centrocampo sicuramente durante la sessione di mercato, ci saranno altre novità, occhio a Jorginho che in Inghilterra danno in orbita Juve, e al sogno Pogba (anche se lo United vorrebbe farlo rinnovare a tutti i costi). E’ quasi sfumato Tonali destinato a quanto pare all’Inter. Gli altri profili da tenere d’occhio sono i romanisti Pellegrini e Zaniolo.
In attacco ci sarà movimento. Higuain dovrebbe salutare la compagnia. Sicuramente davanti arriverà un attaccante, forse due. Il nome più caldo è quello di Milik ma trattare con De Laurentiis è difficilissimo. Raul Jimenez del Wolverhampton costa una cifra esorbitante (90 milioni la richiesta degli inglesi) e non credo che i bianconeri possano entrare nell’ottica di spendere tanto per un giocatore di 29 anni. Attenzione poi a Zapata dell’Atalanta.
A proposito di Atalanta chiudiamo con la Dea. Onore a Gasperini, un vero mago. Ha creato un capolavoro: l’Atalanta macina gioco, punti e travolge gli avversari segnando tantissimi gol. Quello che colpisce dei bergamaschi sono l’organizzazione, la spensieratezza e lo strapotere fisico. Se L’Atalanta continua così a parer mio può dire la sua anche i Champions, soprattutto nella formula di quest’anno quando in partita secca può accadere di tutto. Ormai i nerazzurri non sono più una sorpresa e rappresentano una realtà, una bellissima realtà.