SOTTOBOSCO - Focus su Sarri: in 7 punti, pro e contro di una (eventuale) scelta epocale. Elkann e Donna Allegra hanno un'altra preferenza. La Juve non può investire su altri big? John incontra Bolsonaro in Brasile e manda un chiaro messaggio

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
26.05.2019 00:10 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - Focus su Sarri: in 7 punti, pro e contro di una (eventuale) scelta epocale. Elkann e Donna Allegra hanno un'altra preferenza. La Juve non può investire su altri big? John incontra Bolsonaro in Brasile e manda un chiaro messaggio

Spiega nell' “Inferno“ Virgilio a Dante: “ Chè voler ciò udire è bassa voglia“. Il canto è il XXX°:  quello dei falsari. In monito è trasparente: la curiosità, a volte, è malsana.

Chi sarà il prossimo allenatore della Juventus? Si stanno versando fiumi di inchiostro e di parole. Ma nessuno conosce la verità. Tutti a tentoni.  Come un concorrente che bendato cerca di colpire la pignatta. 

Sarri  è stato “ingaggiato“ dalla maggior parte dei media.

 Sarri ha la faccia di un boss della mala marsigliese, qualsiasi abito lo infagotta, non si rade, vive in tuta e “cicca“ come un centenario delle Ande.

I tifosi della Juventus lo rammentano, quando allenava il Napoli, per le lamentose divagazioni sugli orari delle gare. E per un dito (volgare) rivolto alla tifoseria bianconera.

 Ma tutto questo è “colore“.

La sostanza è quella di un tecnico preparato. Che fa giocare bene le sue squadre, senza peraltro avere mai vinto un trofeo. Oggi Sarri con il suo Chelsea è in lizza per conquistare l'Europa League. Indipendentemente riesca a o meno ad alzare la Coppa, reputo che alcune considerazioni vadano fatte.

La prima: a Sarri per far assimilare il suo gioco (fatto di possesso palla, di triangoli in mezzo al campo, dai e vai per vie centrali, tagli da un lato all'altro del campo) serve tempo. Qualche mese: come minimo.

La seconda:  il calcio di Sarri è un calcio tecnico ma ripetitivo, non sempre veloce. E deputato ad una rosa ristretta di giocatori.

 La terza: in panchina Sarri non è un fenomeno. Difficile rammentare un suo “cambio“ in corso gara fondamentale .

La quarta:  Sarri preferisce giocare palla a terra. Ergo con giocatori rapidi e tecnici, non con armadi. Di conseguenza Sarri potrebbe essere una manna per i Dybala, Costa, Cuadrado, Pjanic. Ma potrebbe non esserlo  (manna) per il centrocampo della Juve, dove la fisicità prevale sulla tecnica e sulla velocità.

La quinta:  con Sarri in panchina il ritorno di Higuain a Torino sarebbe una ipotesi da cavalcare. Ma un Higuain a Torino e titolare, penalizzerebbe Dybala, al pari di Mandzukic e inevitabilmente restringerebbe le possibilità di impiego di Kean. Con il ritorno del Pipa verosimilmente nel 4-3-3 di Sarri, il terzetto d'attacco sarebbe formato da  Costa, Higuain e Ronaldo.

 La sesta: non me lo vedo Cr7 ripetere fino alla nausea i  "movimenti“ ( vengo incontro alla palla, smisto e vado, rientro sul destro e tiro o rientro sul destro e crosso) che avevano sfinito Insigne.

La settima:  Chelsea a parte in finale di Europa League e in quella di Champions ci sono squadre che praticano un calcio aggressivo nella metà campo avversaria e giocano in velocità accettando il dribbling per saltare l'uomo. 

Questi i pro e i contro di una eventuale scelta (Sarri) sui quali, immagino alla Juventus, abbiano riflettuto. Una scelta ( accesa da Agnelli, pare )  che ,se confermata, sarebbe epocale per i campioni d'Italia .

Poi si scrive: tanto. Anche che Sarri sarebbe stato “consigliato“ alla Juventus da Guardiola .

Ma, per ora, tutto è fluido. Guardiola pare sia un sogno di Elkann. Conte lo sarebbe stato (mi dicono) di donna Allegra. Il piano B si chiamerebbe (condizionale) Simone Inzaghi, gradito sia a Paratici che a Nedved.

Autoesclusosi Mourinho, al pari di Deschamps e di Pochettino, riconciliatosi Zidane con Florentino Perez, promesso sposo Conte all'Inter, mai in lizza Sinisa, mai considerato (chissà mai perché) Gasperini, ne resta uno: il tedesco che allena a Liverpool. 

 Lo ripeto: escludo che la Juventus stia facendo casting. Chiunque sarà il successore di Allegri è stato individuato da tempo. Visto che l'annuncio non c'è ancora stato, è evidente che si attende la conclusione delle finali di Europa League e Champions League. Se tra giovedì e venerdì  il nome (Sarri)  non ci sarà (mercoledì si disputa Arsenal – Chelsea) rimarrebbe un solo candidato a disposizione (Liverpool – Tottenham si gioca a giugno): l'uomo chiamato Jurgen.

Consiglio di rinviare ogni dissertazione su quanto la Juventus possa o non possa investire su un allenatore.

 Segnalo che John Elkann nei giorni scorsi ha incontrato in Brasile, il presidente Bolsonaro. Formalizzando, fino al 2024, un investimento di Fca, nello stato sudamericano pari a 2,1 miliardi di dollari.

Tradotto: l'uomo che ha dato il via libera ad Agnelli per portare a Torino Cristiano Ronaldo può dare il via libera per qualsiasi investimento relativo al successore di Allegri.

Poi: qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai potrebbe una Juventus frenata dal bilancio investire (anche vendendo qualche eccellenza) come ogni giorno leggo, sui Pogba, Milinkovic Savic, Zaniolo, Chiesa, de Ligt. E mi fermo qui.

Se proprio volete l'ultima suggestione: sì, questo Trincao, giovane portoghese che piace alla Juve (e non  solo alla Juve) sembra veramente forte. E, detto tra noi, non ha il prezzo folle richiesto da Corvino per Chiesa.