SOTTOBOSCO - Donnarumma alla Juve? Delitto perfetto, Marotta ha in mano scala reale. Le bugie del dg su Verratti, Iniesta e Cuadrado. Dani Alves e Alex Sandro: gli scenari. Moratti, da che pulpito!

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
 di Andrea Bosco  articolo letto 65365 volte
SOTTOBOSCO - Donnarumma alla Juve? Delitto perfetto, Marotta ha in mano scala reale. Le bugie del dg su Verratti, Iniesta e Cuadrado. Dani Alves e Alex Sandro: gli scenari. Moratti, da che pulpito!

 “Dottor Beppe Marotta: quante bugie ha detto in questa intervista?“.

“Qualche bugia ...bianca. Che non fa male “

Si conclude così a firma Paolo Tomaselli, l'intervista che ieri Beppe Marotta ha rilasciato al “Corriere della Sera“ e ad altri quotidiani.

Un amministratore delegato della Juventus ha il “dovere“ di dire qualche bugia sul mercato. Questione di strategie. A volte le bugie vengono veicolate per depistare gli uomini mercato dei vari media. A volte per non far schizzare il prezzo dei veri obiettivi della società.

 

DONNARUMMA: PUNTINI DI SOSPENSIONE

 

Provo ad approfondire. Su Donnarumma, spiega Marotta: “Quando un giocatore è sul mercato, abbiamo il dovere di provarci”.

E aggiunge Marotta nella versione di “Tuttosport “ a firma Guido Vaciago: “Al momento non siamo in pista. Ma, aggiungerei tre puntini di ...sospensione“.

Alcuni mesi fa disse Marotta sempre a proposito di Donnarumma: “ Storicamente la Juventus ha sempre avuto il portiere della Nazionale.. quindi“ .

Quindi la Juventus è su Donnarumma. Come il Real Madrid e il Psg. E forse anche di più.

Quanto a Szezesny “stiamo lavorando in questo senso (portare il polacco a Torino come vice di Buffon n.d.r) ma niente è stato fatto“ . 

 Parliamoci chiaro:  se Donnarumma approderà su consiglio di Raiola alla Juventus, Marotta e il vulcanico procuratore avranno realizzato il delitto perfetto. Una storia alla Agata Christie.  Al netto di quanto successo nelle ultime settimane, resta un interrogativo: per quale motivo a suo tempo, dopo aver fatto rinnovare un altro giocatore di Mino Raiola, il centrocampista Bonaventura, l'allora direttore generale del Milan, Adriano Galliani non è riuscito a far firmare Donnarumma?   Domanda che si presta a molte risposte. Il tempo ci offrirà probabilmente la soluzione.

Riepilogando: Il Real è in pole per Donnarumma. Ma la Juventus non è lontana. E se sul piano economico ha poche possibilità di spuntarla, sul piano complessivo del progetto (il dopo Buffon, sia alla Juve che in Nazionale) potrebbe avere in mano una imbattibile scala reale.

“Prenderete Verratti?“  chiede Tomaselli.

Risposta: “Per caratteristiche tattiche e l'investimento è un profilo che non ci interessa“

Bugia bianca? Bugia. Verratti da sempre interessa alla Juve. Ma dopo l'offerta (si parla di 90/100 milioni) del Barcellona il prezzo del giocatore (sotto contratto con il Psg fino al 2021 e al quale  è stato ipotizzato un rinnovo e un aumento dello stipendio) è schizzato . Tuttavia la Juve su Verratti, là dove il giocatore manifestasse in modo concreto la volontà di tornare in Italia, ha già pronto un progetto: affidargli la maglia numero 10 (senza un padrone dopo la cessione di Pogba) e costruire sul giocatore un progetto di marketing, simile a quello (alla Del Piero per capirci) che presto vedrà protagonista a Torino, Paulo Dybala .

 

VERRATTI “CHIAMA“ INIESTA

 

Ma attenzione: se Verratti dovesse andare a Barcellona, quel “non credo sia raggiungibile“ di Marotta a proposito di Iniesta più che una bugia bianca sarebbe una bugia grigia. Verratti a Barcellona escluderebbe Iniesta. E un Iniesta “escluso“ potrebbe essere attratto dalle lusinghe della Juventus .

Appurato che Schick è virtualmente un giocatore della Juventus (mancano solo le visite mediche e le conseguenti firme con la Sampdoria), che Bonucci non è sul mercato,  che Mandzukic e Marchisio restano al 100%, che Douglas Costa piace ma che per il momento non è ancora stata formalizzata una offerta, che Spinazzola e Caldara  resteranno all'Atalanta ancora per una stagione, che Orsolini andrà in ritiro e puoi si vedrà, su N'Zonzi ha detto Marotta a Guido Vaciago: “E' uno dei nomi ma non vogliamo impazzire. Non abbiamo ancora parlato con il Siviglia, certo 40 milioni … “.

Tradotto: N'Zonzi può arrivare ma solo a cifre ragionevoli. Che al momento non sono quelle pretese dal Siviglia. In pista sono stati avvistati l'ex oggetto del desiderio Matuidi (anche lui assistito da Raiol), il brasiliano del Monaco, Fabinho, il tuttofare del Sassuolo (ma la Roma ha sul giocatore una opzione di recompra ) Pellegrini. E secondo le mie informazioni proprio quel Renato Sanches che con l'arrivo di Tolisso a Monaco di Baviera potrebbe finire in panchina .

 

“BERNA“ UBER ALLES

 

Ora se quella su Cuadrado “non ci sono sentori che possa andare via“ è una bugia lavata e sciacquata col candeggiante,  quella su Bernadeschi non è neppure una bugia: “ Appartiene alla  fascia dei talenti che devono diventare campioni, con il lavoro della società e dell'allenatore. Un poco come abbiamo fatto con Dybala“ .

Tradotto: Firenze “odierà“ la Juventus, ma la Fiorentina dovrà tenere conto della volontà del giocatore. Che nella Juventus ha individuato la squadra in grado di farlo crescere e soprattutto vincere .

Quanto a Keita: “ Ho letto frasi che non credo siano di Lotito. Sono fesserie. Conosco le regole e mai avrei avvicinato un tesserato altrui“ .

 

PALLA A LOTITO

 

Mezza verità, in questo caso. La Juventus ha rispettato le regole ma ha chiesto al procuratore del giocatore ( così come ha fatto con M'Bappe ) di essere informata sulle intenzione di rinnovare o meno . E la risposta è stata: “Non rinnoviamo“ . La palla passa a Lotito che si trova con Keita in una situazione simile a quella del Milan con Donnarumma . Ma qui è conosciuta la volontà del giocatore di accettare un trasferimento solo alla Juventus. Un poco come ha fatto Conti che a Percassi ha detto di volere andare al Milan. E solo al Milan .

 

ALEX CON LA VALIGIA?

 

Delicata invece appare la situazione di Alex Sandro. Il cui contratto è a lunga scadenza ma per il quale il Chelsea ha fatto una offerta  respinta) di 60 milioni .

“Abbiamo detto no, ma oggi i giocatori sono padroni di se stessi“.

Tradotto: Alex Sandro (del resto una cessione importante, da Vidal a  Pogba , a Coman  la Juventus l'ha sempre fatta) potrebbe partire. In pista c'è soprattutto Mendy del Monaco. A ruota De  Sciglio, pupillo di Allegri. 

Non ha commentato, Marotta, sul destino dei Lemina, Rincon, Neto, ma ha negato che nello spogliatoio di Cardiff ci sia stata un violenta lite tra Dybala e Bonucci. Personalmente faccio credito a Marotta. Questa, mi sento di dire, non è una bugia .

Non è intervenuto l'Ad della Juve a proposito del video nel quale un Dani Alves sembrato poco lucido, oltre ad invitare Dybala a cambiare società ( “in futuro , per migliorarsi“ ) ha spiegato quale sia il suo sogno: giocare in Premier League .

 

E SE ACCONTENTASSERO ALVES?

 

Per come conosco le abitudini di Madama, a luglio, Dani Alves potrebbe essere accontento. Non è improbabile che nel primo giorno di ritiro venga detto, più o meno questo al nazionale brasiliano:  La invitiamo a trovarsi un'altra società. Lei non fa più parte del progetto. E siamo pronti a discutere- da adesso – sulle modalità di rescissione del nostro rapporto professionale “ .

La mia sensazione è questa. Vedremo nelle prossime settimane.

 

DA CHE PULPITO

 

Nei prossimi mesi vedremo invece quale sarà l'impatto reale della parole di Fabio Capello pronunciate in Cina alla presentazione del suo nuovo incarico nella squadra cinese di proprietà del neo proprietario dell'Inter: “Due scudetti ce li hanno tolti, ma li abbiamo vinti sul campo“ .

Dall'Italia l'ex proprietario dell'Inter, Massimo Moratti ha commentato la cosa come “una scivolata e una mancanza di stile“ .

Direi che come sempre dipende da come si osserva il bicchiere. Da Torino potrebbero replicare a Moratti che “una mancanza di stile “è quella di esibire in bacheca uno scudetto mai vinto, assegnato via fax con decisione proterva (dal commissario straordinario-interista-Guido Rossi), di definirlo come “il più bello della storia dell'Inter“ in  un campionato nel quale la squadra di Massimo Moratti era arrivata terza: a quindici punti di distanza dalla prima .

Funziona così, con i bicchieri. Il pericolo è quello di esagerare con il contenuto. Dei bicchieri, ovviamente.