Se non batti le migliori, non puoi vincere: dimenticata la chimera scudetto. La Juve ora ha da costruire il futuro

05.04.2022 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    vedi letture
Se non batti le migliori, non puoi vincere: dimenticata la chimera scudetto. La Juve ora ha da costruire il futuro
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Polemiche a parte, la Juventus con l'Inter ha chiuso nel ripostiglio ogni velleità di scudetto. Dell'arbitraggio - discutibile - si è già letto e scritto altrove: in casa bianconera si dice che discuterlo è l'alibi di chi perde. Forse non è più così, ma bene ha fatto Allegri a sorvolare. Torniamo al discorso tricolore: dove l'ha perso la Vecchia Signora? C'è chi dice nelle sconfitte iniziali e chi nei confronti con le dirette avversarie. La Juve, e questo è un fatto, chiuderà il campionato senza aver vinto alcuno scontro diretto. Alla casella dei successi contro Milan, Napoli e Inter c'è uno zero grosso come una casa. Così, vincere è impossibile. È un dato che pesa più dell'avvio col freno a mano tirato: c'è stato, e tre punti sono tre punti sia contro l'Empoli che contro l'Inter, ma in una stagione senza schiacciasassi gli inciampi alla fine li hanno tutti. Se nel mini-campionato delle prime quattro sei l'ultima, viceversa, diventa molto essere davanti alla fine. E da qui si dovrà ripartire, perché una rondine non fa primavera, mentre sei partite - otto, considerando l'Atalanta - senza una vittoria sono un tema da affrontare.

Dimenticato lo scudetto, si diceva. Giusto chiamarlo chimera: Allegri & Co verosimilmente non ci sarebbero arrivati comunque. Vincendo il derby d'Italia, la Juve sarebbe stata con ottime probabilità la squadra più convinta dei propri mezzi in questo finale di campionato. E una volata ben fatta avrebbe dato ulteriori convinzioni per ripresentarsi in pole position ai nastri di partenza della prossima stagione. Sta di fatto che è quest'ultima, il futuro, il vero obiettivo della Juventus. Da chi ripartire? Dove migliorare? Nell'identità sono stati dei passi avanti: la sconfitta brucia, ma arriva al termine della miglior prestazione stagionale, a sua volta arrivata a conclusione di un percorso molto positivo. C'è tanto di buono, da tenersi stretto dopo lo Stadium.

Ripartirà senza Dybala, la Juventus: poco ma sicuro. L'ultima grande partita di campionato della Joya non è stata affatto grande. Il prossimo dieci, di fatto prima che di nome e numero, è la scelta più delicata che a Torino siano chiamati a compiere da qualche anno a questa parte. Zaniolo o Raspadori? Bene in entrambi i casi, ma vi sarà da concedere un discreto periodo di ambientamento. Un ritocco pesante andrà fatto in difesa: Alex Sandro sembra ai titoli di coda (ma arriverà un'offerta?), Chiellini è un'incognita, a Rugani è bastata una partita sbagliata per tornare in bilico. C'è poi il capitolo centrocampo: tornerà Ramsey, c'è ancora Rabiot. Il francese è stato il migliore contro l'Inter, ma ha senso che continui a essere fra i giocatori più pagati della squadra? L'ultimo periodo della Juve non illuda: finché non si risolve il problema in mezzo al campo, è difficile migliorare davvero. A proposito di futuro: il peccato originale degli ultimi 10-15 anni, alla Continassa, è stato non lanciare propri giovani. Dopo Marchisio, Giovinco e De Ceglie praticamente il nulla: vuoto cosmico. Oggi vi è una generazione che scalpita: Fagioli poteva essere già lanciato, e non è l'unico che avrebbe fatto comodo. I giovani non sono un concetto: sono risorse concrete, anche parecchio utili per allungare le liste, altro problema atavico. Se non si riparte da loro, non c'è futuro che tenga.