Qui Tuttosport - Xavier Jacobelli: "Juve rullo compressore. Il bilancio di Sarri: i numeri schiacciano le parole. De Ligt autentico predestinato"

04.11.2019 00:38 di Xavier Jacobelli Twitter:    Vedi letture
Qui Tuttosport - Xavier Jacobelli: "Juve rullo compressore. Il bilancio di Sarri: i numeri schiacciano le parole. De Ligt autentico predestinato"

Ogni lunedì la redazione di Tuttojuve.com analizza i temi caldi del nostro calcio con una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo italiano, Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport. Ecco il suo intervento:

"Di partita in partita, diventa sempre più appassionante la sfida scudetto fra la Juve e l’Inter, scandita da sorpassi e controsorpassi. E, stavolta, non c’è stato nemmeno bisogno di aspettare ventiquattro ore, essendo successo tutto sabato sera nello spazio di 300 minuti. La capolista conta 29 punti, la seconda 28, la Roma terza in classifica  22; Lazio, Atalanta e Cagliari sono a 21. Molti sono convinti che la questione tricolore sia ristretta a Sarri e a Conte, ma è troppo presto per affermarlo senza tema di smentita. Come ha annotato lo stesso tecnico bianconero in calce al successo sul Toro, rimangono da giocare 27 partite e 81 sono i punti a disposizione. E mentre Napoli e Milan, soprattutto il Milan, caduto in casa con la Lazio, sono i grandi assenti nel gruppone delle prime sei, fa notizia il grande ritorno delle romane: percorrendo strade diverse, Fonseca e Simone Inzaghi hanno dato un’elettrizzante scossa alla loro stagione.

La Juve, unica squadra imbattuta, procede come un rullo compressore e il bilancio di Sarri dopo 11 turni (9 vittorie e 2 pareggi) lo eleva ai livelli più alti toccati dai suoi più illustri predecessori, a cominciare da Massimiliano Allegri che, un anno fa di questi tempi aveva inanellato 10 vittorie e 1 pareggio, contando 2 punti in più rispetto al successore. L’Inter di Conte registra 3 punti in più; la Roma 6 in più; la Lazio gli stessi 21; l’Atalanta 6 in più; il Cagliari addirittura 8 in più. Tutto questo per dire che, a meno di un terzo del cammino, le sorprese sono appena cominciate. La Juve ha cambiato guida, ma conferma tutta la sua forza; l’Inter è più che mai contiana; le inseguitrici promettono di non mollare, tutte prese come sono a rincorrere un posto in Champions.

Esaminando i risultati della capolista e il livello delle sue prestazioni, molto si disquisisce su quanto e come l’impronta di Sarri sia già visibile nel territorio bianconero. La risposta è sì, nonostante il pragmatismo che ha caratterizzato le prestazioni con il Lecce e con il Toro. Ma nel calcio i numeri schiacciano le parole e, se la metafora ippica è consentita, i cavalli si giudicano al traguardo. Non bisogna dimenticare che a causa della faticosissima tournée intercontinentale di luglio, durante la quale ha pure contratto il virus della polmonite che l’ha messo fuori causa per oltre due settimane, praticamente con un mese di ritardo Sarri  ha potuto cominciare ad allenare la Juve come vuole lui.

Ecco perché, addì 4 novembre 2019, il suo bilancio è molto positivo, tenendo ben presente anche il cammino in Champions League: in caso di successo a Mosca, per i bianconeri si spalancherebbero le porte degli ottavi di finale con due turni d’anticipo. Inoltre, la capolista è riuscita a essere più forte anche degli infortuni di Chiellini e Douglas Costa. L'indisponibilità del capitano ha accelerato la titolarità di de Ligt, un autentico predestinato, al quale il primo gol in A e nel suo primo derby, farà un gran bene. L’assenza di Douglas Costa ha indotto Sarri a modificare l’assetto tattico, passando al 4-3-1-2, forte del felice momento di Higuain e Dybala e del progressivo ritorno alla migliore condizione di Ramsey. Il meglio, per la Juve, deve ancora venire".