Moby Dick - Perchè vuoi rompere il giocattolo?
La sensazione, assai limpida, è che le parole pronunciate da Antonio Conte abbiano offuscato, seppur in minima parte, la festa scudetto. Conquistare il secondo scudetto consecutivo, evidentemente, non e' bastato a rasserenare ed a imbonire le aspettative del tecnico sabaudo. Anziché denunciare i propri dubbi in pubblico, nel bel mezzo della conferenza stampa pre scudetto, forse sarebbe stato più opportuno ragionare in un ufficio al primo piano di Corso Galileo Ferraris. Accanto al presidente Agnelli, suo primo estimatore. A pensar male, sosteneva Andreotti, “qualche volta ci si azzecca”. Le minacce non dovrebbero mai far parte del frasario di qualsiasi primadonna da spogliatoio, figurarsi per chi, da allenatore, ha conquistato due scudetti nel nome del collettivo.
Un’ammissione in pubblica piazza di un contrasto con i vertici dirigenziali sulle strategie di rafforzamento della squadra non può che nascondere una frattura fra le proposte di un rinnovamento vigoroso dell’organico ed un classico rattoppo in stile “marottiano” in vista di un’annata assai generosa di impegni. Le parole di Conte sul rispetto delle regole e sull’amore per i colori bianconeri, confermati da un innato senso di appartenenza con il popolo dei trentuno scudetti, stridono però con un contratto in scadenza nel 2015. Quindi, fra ventiquattro mesi. Se i patti e gli accordi devono essere rispettati nel nome di quel professionismo che la Juventus, anche nei giorni di burrasca per le vicende di scommessopoli, ha mostrato, facendo quadrato attorno al proprio allenatore, le parole di Conte risultano ambigue. Irrispettose. E, francamente, fuori luogo.
Dica apertamente di aver avuto qualche abboccamento con un altro club, di essersi stancato di trasformare Padoin in un moderno Garrincha e Peluso in una sorta di Stam con qualche capello in piu’. Lo sfogo, inattesa, ha così offuscato la serenità di una formazione storicamente stretta intorno al proprio allenatore. Un diktat più di un consiglio, un ammonimento esplicito quanto poco piacevole. Soprattutto perché celato a lungo. E nascosto per tutti quei mesi nei quali la Juventus ha invece difeso, sempre e comunque, il proprio condottiero. Un cavaliere, recita una reclame piuttosto efficace, non lascia mai sola la propria Signora. E tanto meno la minaccia. Sarebbe forse stato più corretto annunciare un addio che instillare il germe del dubbio. Quello che potrebbe far vacillare le convinzioni di molti talenti oggi a Torino.
Vidal e Pogba, complice l’inutile confusione sollevata, potrebbero persino cogliere la palla al balzo, e agitare i propri procuratori per spuntare ingaggi migliori, offrendosi a qualche sceicco da strapazzo. Un capitano, una icona viaggiante del tifo sabaudo, non dovrebbe mai parlar in pubblico delle beghe di cortile. Rovinando una festa scudetto che, senza qualche parolina di troppo, avrebbe potuto aprire, e non chiudere, un lunghissimo ciclo vincente…
I VIDEO DI ALVISE CAGNAZZO
http://www.youtube.com/user/wlarai?feature=results_main
CHI E' ALVISE CAGNAZZO - Alvise Cagnazzo (1987) è nato a Bergamo e vive a Bari. Giornalista, scrittore, autore e conduttore televisivo, è il più giovane vincitore del premio “Miglior giornalista di Puglia” sezione carta stampata -sport, istituito dall’Odg. È autore dei libri “Tutti zitti, parlano loro”, (2007), “Semplicemente Rafa” (2010) e, “Montero, l’ultimo Guerriero (2010) e, sempre per Bradipolibri, "Antonio Conte, l'ultimo gladiatore" (2011). Ha collaborato con Carlo Nesti. Ha condotto, per centosessantaquattro puntate, il programma televisivo “Parliamo di calcio”, in onda su Rtg Puglia in prima serata. È firma di Calcio2000, mensile nazionale e internazionale fondato da Marino Bartoletti, diffuso in trentadue paesi. Collabora con il giornale “Puglia”, fondato da Mario Gismondi, ex direttore del “Corriere dello Sport”. Collabora con “Il Riformista”. Editorialista per “Tuttojuve.com con la rubrica Moby Dick”. Ha partecipato come opinionista tv a “Quelli che il calcio” su Rai 2 e “La giostra dei Gol” su Rai International.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

