Le insidie nascoste nel sì agli allenamenti: il CTS ha appena chiuso le porte alla ripresa? La proposta: fate giocare la Champions

12.05.2020 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
Le insidie nascoste nel sì agli allenamenti: il CTS ha appena chiuso le porte alla ripresa? La proposta: fate giocare la Champions

Allenamenti sì, dalla prossima settimana. Ma con la prospettiva di una quarantena per la squadra in caso di nuovo contagio e soprattutto la responsabilità del medico sociale. Siamo curiosi di vedere chi se la assumerà. L’impressione, al di là delle parole e delle ipotesi, è che il  Comitato Tecnico Scientifico, nel dare l’ok alle sessioni collettive a partire dal 18, abbia in realtà messo una bella pietra tombale sulla ripresa del campionato. A queste condizioni, con questi vincoli, non si può fare: meglio essere realisti. E, come ha scritto qualcuno, pensare a tornare in campo senza riflettere seriamente sulla crisi economica che ci colpirà è come guardare il dito mentre il saggio ci sta indicando la luna.

Se queste condizioni siano accettabili o meno, lo decideranno i club. L’ultima idea che potrebbe davvero riportare a una ripartenza è quella, per usare le parole del sottosegretario Zampa, di una sterile in cui rinchiudere per un paio di mesi calciatori, allenatori, membri dello staff, massaggiatori, magazzinieri, via dicendo. È davvero possibile? Sarà che dobbiamo inventarci soluzioni mai viste, ma chi scrive crede di no, che sia una strada un po’ fuori dalla realtà del Paese. Più che fare tamponi a tutto spiano: su quel fronte, almeno, a livello nazionale sono stati fatti passi da gigante negli ultimi tempi e forse, a spese dei club, avrebbe anche un senso.

Se la Serie A non potrà ripartire, come purtroppo ancora è possibile o forse anche probabile, è dalla UEFA che continuiamo ad aspettare una risposta concreta, seria. Ceferin ha chiuso il passaggio all’unica vera proposta per completare la stagione e guardare al futuro, passando all’anno solare che, specie in ottica Mondiale 2022, sarebbe stata una bella riforma. Così, dall’Europa può arrivare una (parziale) soluzione ai problemi economici del nostro calcio: Champions ed Europa League, quelle sì che si possono disputare. Coinvolgono le squadre più ricche del Continente, una ristretta élite che può correre e giocare per tutti i campionati fermi. Sostenerli, anche a livello economico: parte dei proventi alle leghe nazionali, previo accordo con le Pay Tv, che almeno di questo si potrebbero pure accontentare. In sintesi: chi scrive ritiene che tornare in campo per il campionato sia difficile, improbabile, anche non davvero utile al futuro del pallone. Ma la Champions, almeno quella, fatela giocare. E poi ripartiamo, pronti a convivere davvero, con un minimo di progettualità, con questo maledetto virus.