La visione di Agnelli e della Juventus: ecco perché la Next Gen è una risorsa non solo tecnica ma anche economica: chi sono i prossimi destinati a esplodere. Allo Stadium una riunione per il futuro del calcio italiano

Inviato di Tuttomercatoweb, in RAI con 90° Minuto, Calcio Totale e Notte Azzurra, ha lavorato con Radio RAI, Il Messaggero e con Radio Sportiva
28.11.2022 15:01 di Marco Conterio Twitter:    vedi letture
La visione di Agnelli e della Juventus: ecco perché la Next Gen è una risorsa non solo tecnica ma anche economica: chi sono i prossimi destinati a esplodere. Allo Stadium una riunione per il futuro del calcio italiano
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Andrea Agnelli ha ragione da vendere quando spiega che le seconde squadre sono un modello per il calcio del futuro, sia per la sostenibilità economica, sia per la crescita di valori tecnici, sia per radicare nei ragazzi il senso d'appartenenza, sia per una commistione di tutti questi lavori che permette a un club di far viaggiare in parallelo i due obiettivi principali. Risparmi e guadagni. Per questo l'happening di due giorni fa allo Stadium è stato un punto che deve essere di ripartenza per il calcio italiano, visto che quella delle seconde squadre è stata una visione colta inspiegabilmente solo dalla Juventus. Il fatto che fossero presenti nella casa bianconera anche le massime istituzioni del nostro pallone è fondamentale: Gravina per la FIGC, Ghirelli per la Lega Pro, Casini per la Lega A, Calcagno per l'AIC. Tutti insieme, per discutere di quella che la Juventus ha capito prima di tutti, e finora solo lei, essere una risorsa fondamentale in un movimento in difficoltà come il nostro.

La visione della Juventus
Claudio Chiellini, ora ds del Pisa, è stato l'artefice principale del progetto bianconero che è nato e poi si è corretto più volte in corsa. Negli obiettivi, nei target, nei giocatori giusti per completare la rosa. Nato in fretta, in poco tempo, l'Under 23 è diventata ora Next Gen perché intesa come un nuovo progetto volto al futuro, a diventare una realtà consolidata per i bianconeri e per il calcio italiano. Quel che ha detto ieri il Presidente dell'Olympique Marsiglia, Pablo Longoria, in passato scout proprio dei bianconeri, è vero: i grandi talenti devono passare ma non svernare in seconda squadra. Deve essere il primo passaggio per fargli respirare il calcio dei professionisti, per metterli subito alla prova coi grandi, ma poi devono fare il salto. Le società devono avere il coraggio di iniziare a puntare, nel caso la Juventus, sui grandi campioni e poi su questi ragazzi. Insieme, senza disperdere più energie e denari in calciatori di fascia medio-alta che diventano spese e rischi d'impresa, da Ramsey in poi.

I prossimi crack bianconeri
La Juventus parte con anni di vantaggio sulle altre che ora non potranno far altro che copiare dal progetto di chi prima e meglio degli altri ha strutturato il progetto. Dovranno farlo e capirlo, che sarà un bene loro e poi anche del calcio italiano. Ma non solo perché Miretti e Fagioli sono talenti per la nazionale, ma anche perché calciatori come Soulé o Iling diventano asset che poi portano profitti anche ai club del nostro pallone che permettono di aprire dei circoli virtuosi di acquisti, cessioni, plusvalenze e così via. Kenan Yildiz, Dean Huijsen e Jonas Rouhi. Segnatevi questi tre nomi. Sono i prossimi destinati a esplodere dalla Next Gen bianconera. Un progetto che finora solo alla Continassa hanno realizzato essere una risorsa per il futuro di un club.