LA LANTERNA VERDE - Una batosta che può servire… A patto che con la Dea…

09.07.2020 00:05 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    Vedi letture
LA LANTERNA VERDE - Una batosta che può servire… A patto che con la Dea…

Onestà intellettuale e sportiva: mai avrei pensato che, nel campionato italiano, ci fosse una squadra in grado di segnare quattro gol alla Juventus. Sempre più certo che De Ligt sia fondamentale tanto quando Dybala ma, francamente, un poker del genere non era quotato neppure tra i miei incubi peggiori… E, invece, la Juventus di Sarri si è beccata quattro reti in 20’ mal contati (non ho la forza mentale per andare a riguardare quanto accaduto così da avere certezza sulla durata del black-out bianconero). Gli statisti del calcio hanno evidenziato come la Vecchia Signora non incassava una quantità simile di palloni in singolo match da sette, lunghi, anni. Correva l’anno 2013, tra i bianconeri giocava Tevez e, ad allenarla, c’era Conte. Bene, allora fu la Fiorentina a fare a strisce la Juventus, questa volta il Milan. Per voler essere ancor più precisi, quattro gol nella propria rete la Vecchia Signora li aveva raccolti anche nella maledetta finale di Champions League contro il Real Madrid (4-1, CR7 era un blanco) ma meglio non soffermarsi su quella serata funesta…
Insomma, non capita spesso di assistere ad uno scempio tale… In tanti si sono scagliati contro Sarri, altri contro i giocatori e c’è chi ha pensato di tirare in ballo il rigore che ha riaperto il match… Punti di vista diversi che non cambiano la sostanza dei fatti: orrenda Juventus e sconfitta pesantissima a tutti i livelli. Proprio nel momento in cui, seppur timidamente, Sarri iniziava a percepire qualche segnale positivo dal suo gruppo, ecco la doccia gelata che azzera tutto (o quasi). Per fortuna, chi insegue, è ancor più incasinato dei bianconeri. La Lazio post Covid pare una squadra da classifica di destra e l’Inter è tanto ondivaga quanto il parere di alcuni politici (senza far nomi).
Eppure, questa batosta può servire. Dopo il pesante k.o. con la Fiorentina nel 2013, la Juventus si è ricompattata e ha spiccato il volo (terzo Scudetto dell’era Conte, 102 punti finali, +17 sulla Roma seconda in classifica). Può farcela anche questa Juventus? Sì, a patto che, sabato sera, scenda in campo la vera Vecchia Signora, quella che sa rialzarsi sempre e in maniera trionfale. La Dea è la squadra più in forma del campionato, anche più del redivivo Milan, quindi è un test perfetto per testare l’orgoglio di certi giocatori e, soprattutto, la capacità di Sarri di saper gestire le mareggiate improvvise e inattese. Il mio allenatore ideale, in un post match di una gara persa 4-2 in rimonta, non si limita ad un diplomatico “Guardiamo avanti e non facciamo processi”. Il mio allenatore ideale va davanti ai microfoni e si trasforma in Hulk… Ma è il mio personale punto di vista…
Restiamo sull’argomento Sarri… Lo Scudetto ce l’ha in tasca, su questo non ci piove. All’orizzonte ha anche una Champions League che potrebbe diventare molto dolce. Eppure… Avete presente il detto “… Parola detta e sasso tirato non tornano indietro.,,”? Ecco, mi ricapita, sempre di più, di ripensare al giorno in cui i vertici bianconeri hanno scelto Sarri e “salutato” Allegri. L’obiettivo era continuare a vincere ma in maniera differente, ossia divertendo e divertendosi. Mi pare che, al momento, ci sia poco da ridere e tanto da sgobbare, esattamente come è sempre stato negli anni recenti. Con una piccola ma evidente differenza: Allegri si divertiva nelle avversità, Sarri “guarda avanti”…