LA LANTERNA VERDE - Tante ipotesi ma dipende solo dal virus…

26.03.2020 00:10 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    Vedi letture
LA LANTERNA VERDE - Tante ipotesi ma dipende solo dal virus…

In questi giorni, tutti simili tra loro, sono in molti ad essere indaffarati. Hanno molti pensieri per la testa e un calendario sempre tra le mani. C’è da decidere cosa fare dell’amato pallone. Ognuno ha la sua personale teoria. C’è chi si sente persuaso da un incrollabile entusiasmo e ritiene che, tra qualche settimana, si tornerà ad allenarsi e, successivamente, a giocare, magari con la presenza pure del pubblico allo stadio. Altri, meno fiduciosi, credono che, probabilmente, sia più conveniente iniziare a pensare alla stagione 2020/21, facendo finta che l’annata bruscamente interrotta a febbraio non sia mai cominciata veramente. C’è poi anche una corrente di pensiero, più moderata e guardinga, che guarda al conto in banca, sperando che accada qualcosa per evitare guai seri quando verrà diramato dal governo il “… ora si può tornare a circolare”. Insomma, mille opzioni sul tavolo ma, come dice il vecchio proverbio, tutti fanno “i conti senza l’oste”. Eh sì, cari miei, ogni singolo progetto, anche il più cervellotico, non ha ragion d’essere. Dipendiamo dalla volontà del virus… Solo quando il Covid-19 deciderà di farsi da parte (sperando che sia nelle sue intenzioni), ci sarà spazio per strategie che non risultino scritte sull’acqua. Sembra incredibile ma è la semplice e pura verità: il coronavirus ci tiene per il bavero, impedendoci qualsiasi azione, anche la più innocente come fare due tiri al pallone con gli amici del lavoro. Non possiamo far nulla, non possiamo neppure ipotizzare di far nulla.
Siamo confinati nelle nostre abitazioni in attesa che il Covid-19 ci permetta di mettere il naso fuori casa. Il rischio di farsi male e di far male agli altri è troppo elevato (ormai l’hanno capito tutti, anche i più testardi). A dire il vero c’è anche chi ha deciso di affrontare il virus di petto. In Bielorussia giocano e pure a porte aperte, infischiandosene di tutto (nessun morto, al momento in cui scrivo l’editoriale). C’è chi, come il mio grande idolo Stoichkov, si “difende da solo”, assumendo grandi quantità di aglio ma, in generale, ognuno è blindato a casa propria, riconoscendo la desolante verità, ossia che è l’unica maniera per provare a scombinare i piani di conquista del maledetto virus.
Ma allora di cosa possiamo parlare? Davvero ha senso accendere le luci su possibili grandi colpi di mercato o, peggio, ragionare su come sarà la condizione della squadra al ritorno in campo? Purtroppo, trovare un senso al momento che stiamo vivendo è complicato. Chi ha il potere, quelli che decidono le sorti del calcio, si stanno dando un gran da fare ma, onestamente, pare un tentativo, piuttosto goffo, di ostentare un controllo sulla situazione che, in realtà, nessuno ha.
Chiaramente non si può neppure restare inermi in attesa che “accada qualcosa”. La mente, come il fisico, va coltivata. Quindi, comprensibile e accettabile moralmente fare previsioni e piani stravaganti per essere pronti quando il Covid-19 sarà sparito, completamente, dalle nostre vite quotidiane. Tuttavia, meglio ricordarsi che, allo stato attuale delle cose, non abbiamo nessuna voce in capitolo. Possiamo solo guardare dalla finestra di casa nostra e sperare che, prima o poi, il campetto torni a brulicare di ragazzini che rincorrono un pallone. Non mi sento di aggiungere altro…