LA LANTERNA VERDE - C’è chi gioca bene e chi si gioca i trofei… Premiata l’ostinazione di Allegri 

21.04.2022 00:37 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    vedi letture
LA LANTERNA VERDE - C’è chi gioca bene e chi si gioca i trofei… Premiata l’ostinazione di Allegri 

Anche in questa tribolata stagione la Juventus si è regalata l’occasione di alzare un trofeo. Il prossimo 11 maggio, all’Olimpico, si disputerà la finale di Coppa Italia. La Juventus si è conquistata il pass per poter partecipare e conquistare quella che sarebbe la 15a Coppa Italia della sua storia. L’avversario saràsempre lo stesso: l’Inter. Una rivincita dell’ultima edizione della Supercoppa Italiana, l’ennesimo Derby d’Italia da non perdersi per nulla al mondo…
Prima, tuttavia, c’è da celebrare l’ostinazione di Allegri. Criticato da tanti, il tecnico livornese, tanto per cambiare, ha fatto di testa sua e ha avuto ragione. Anche nella semifinale di ritorno contro la Fiorentina, i bianconeri non hanno brillato ma il risultato, quello che conta davvero, ha premiato i bianconeri. La palla è stata, spesso, controllata dai viola ma, alla fine, è stata la Vecchia Signora a festeggiare. Gli “amanti del bel gioco” si sono indignati. Subito, sui social network, è stato sottolineato il “non gioco” di Allegri. Tutto vero ma la Juventus è in finale, non c’è altro da dire o aggiungere…
Curioso, inoltre, che il gol che ha sbloccato e, di fatto, chiuso la partita porti la firma di Bernardeschi (felice per il 2-0 di Danilo, se lo meritava). Mandato in campo dal primo minuto (Dybala in panchina), l’ex viola (uno dei tanti nella rosa bianconera) ha segnato il gol più pesante della sua stagione, forse il più importante della sua avventura a Torino (12 totali, non moltissimi per la verità). Ad onor del vero, prima del gol (un sentito grazie a Dragowski per l’uscita a farfalle), Bernardeschi aveva litigato spesso con il pallone. Diversi colleghi avevano già iniziato a scrivere impietose pagelle nei suoi confronti. Poi, magicamente, ecco il gol che lo salva dall’epurazione mediatica e, chissà, magari lo aiuta anche in sede di rinnovo. Il calcio è un universo balordo: a volte basta un gol al momento giusto e contro l’avversario giusto per passare da ingombrante esubero a preziosa risorsa…
Dicevamo, le scelte di Allegri. Squadra corta, attenzione massima alle coperture e ripartenze sprint sull’asse Morata-Vlahovic. Il piano partita ha funzionato anche se il pubblico ha manifestato il suo amore incondizionato per Dybala. E’ bastato vederlo fare stretching per vedere i tifosi presenti all’Allianz Stadium esaltarsi e spellarsi le mani. Al momento del suo ingresso in campo (65’), il boato del “suo” pubblico è stato impressionante. E’ come se tanti non abbiano ancora accettato che, tra un paio di mesi, non sarà più bianconero. O, forse, vogliono goderselo fino all’ultimo secondo dell’ultima partita. Non ci sono dubbi: sarà un addio lungo e doloroso. La Joya è nel cuore del popolo bianconero. Dalla tribuna stampa mi sono chiesto più volte se, il prossimo 11 maggio, Dybala sarà in campo contro l’Inter nella finale di Coppa Italia per quello che potrebbe essere il suo ultimo trofeo in bianconero. Io ho già preparato i fazzolettini per asciugare le lacrime che, ne sono certo, arriveranno copiose. Di un fatto sono certo: Allegri non si farà condizionare da niente e nessuno. Manderà in campo la formazione migliore per provare a strappare il trofeo dalle mani dell’Inter. Ho avuto un’altra conferma al termine di Juventus-Fiorentina: c’è chi gioca bene e chi si gioca i trofei, non sempre le due cose vanno di pari passo. La Fiorentina l’ha capito a proprio spese…