La differenza di CR7. Kulu, Chiesa e Berna: tre personaggi in cerca d’autore. I giorni di Paratici

13.10.2020 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
La differenza di CR7. Kulu, Chiesa e Berna: tre personaggi in cerca d’autore. I giorni di Paratici

iGaleotta fu la battuta a De Ligt. E l’olandese venne a Torino. Ora si abbraccia e scherza con Mbappé, i tifosi sognano. Il francese non approderà alla Juventus, chissà se l’anno prossimo ci sarà ancora il portoghese. Il punto è un altro. È che si può analizzare l’acquisto di Cristiano Ronaldo sotto mille chiavi di lettura. A livello economico ha messo ulteriore stress sulle casse della Vecchia Signora. A livello sportivo la Juve ha vinto quel che vinceva prima. Però poi lo vedi catalizzare l’attenzione mediatica mondiale e portarsi dietro il marchio della Juventus. E ti ricordi la differenza di CR7, stella senza confini, testimonial senza eguali.

Agli ordini di Pirlo, gli girano attorno tre talenti. Un 2000, un 1997, un 1994. Dal primo all’ultimo passano sei anni, come i personaggi in cerca d’autore di Pirandello. Loro sono tre, ma una definizione in questa Juve la dovranno inseguire comunque. Kulusevski, Chiesa e Bernardeschi, in fila dal più giovane al più esperto. Sono i grimaldelli tattici per capire cosa sarà la Juventus del Maestro, se riuscirà a sfruttarli appieno. Talenti ancora indefiniti: il fatto che a 26 anni lo sia anche Bernardeschi pone qualche dubbio, ma quando è servito c’è sempre stato, in un ruolo o nell’altro. Più del gioco fluido e moderno, questa Juve starebbe benissimo col 4-4-2: Chiesa e Bernardeschi larghi, Kulusevski davanti ad alternarsi con gli attaccanti. Mancherebbero le riserve, però. E a Cristiano Ronaldo storicamente non va troppo a genio. Così la traccia asimmetrica e variabile rimarrà quella da seguire. Ma sfruttare al cento per cento quei tre, anche reinventandoli, può essere il vero fattore dei bianconeri.

Chiudiamo col tema caldo. Il CdA bianconero, in programma giovedì. Quasi tutti si aspettano che sia l’ultimo di Fabio Paratici, è molto probabile. Sono i giorni del ds, che ha avuto buona e cattiva stampa, ma quelli decisivi, in fin dei conti, li ha già vissuti dove meglio sa fare. Al termine di una campagna acquisti per molti aspetti confusionaria, ha piazzato i colpi del campione di razza e rialzato la testa. Come andrà lo sapremo giovedì, in ogni caso ne uscirebbe da vincitore e dopo aver lasciato il regalo Chiesa. Altrimenti, se lo godrà. Per i bilanci ci sarà tempo, nel caso sarà comunque il caso di ricordare che qualche errore non può far passare sotto traccia cento cose buone. Tra cui, dicevamo, la differenza di avere Cristiano Ronaldo in squadra.