L'IMBOSCATA - Media contro de Ligt per due motivi (e le prestazioni non c'entrano). Può arrivare un altro Ronaldo, ma U25: gli obiettivi. Dybala, Paratici e quella idea cervellotica. Calciopoli e i ricorsi, quello che vuole la Juve

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
25.10.2019 00:10 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - Media contro de Ligt per due motivi (e le prestazioni non c'entrano).  Può arrivare un altro Ronaldo, ma U25: gli obiettivi. Dybala, Paratici e quella idea cervellotica. Calciopoli e i ricorsi, quello che vuole la Juve

Cara Alessandra Stefanelli (collega che garbatamente riprende qui parte dei miei interventi a Rbn): grazie per il lavoro e la pazienza nello sbobinare.

Ma temo che nel mio intervento su De Ligt mercoledì scorso in diretta con De Bonis e Santarelli, non sia stata colta la vena ironica.

Mi chiedevo come mai De Ligt, nelle valutazioni dei media becchi sempre l'insufficienza in pagella. Su De Ligt gran parte dell'informazione sta  “infierendo“.

Per due “peccati“ originali. Il primo: De Ligt ha “osato“ preferire la Juventus al Barcellona. Secondo: Del Ligt è costato (con stipendio super)  un forziere, parte del quale è andato ad ingrossare il conto in banca di Raiola, agente non precisamente simpatico, specie alla stampa meneghina, per la vicenda  Donnarumma .

De Ligt dovrà farci il callo: perderà sistematicamente “ogni contrasto fisico”. Perché magari chi pontifica tifa una squadra che non è la Juve. 

La Juve è brutta, sporca e cattiva: a prescindere. Come i suoi calciatori, come i suoi allenatori. Infami fino a quando siedono in panchina all'Allianz: beati non appena cambiano casacca.

A proposito di allenatori: un azionista, all'assemblea della Juventus che ha deliberato tra le altre cose l'aumento di 300 milioni del capitale sociale, ha chiesto la rimozione all'Allianz della stella di Conte .

Personalmente sono contrario ad una simile evenienza .

Ma rammentando che nel 2012 la Juventus per mesi è andata avanti priva del suo capo allenatore per il coinvolgimento di Conte (relegato in un box), nella vicenda Scommessopoli, Agnelli non le ha (indirettamente) mandate a dire al suo ex tecnico. I ringraziamenti ad Allegri, ma non a Conte, sono apparsi un “vessillo“ dell'Agnelli- pensiero.

Del resto le frizioni tra i due club continuano e continueranno.

Il 9 novembre sarà discusso al collegio di garanzia del Coni l'ennesimo ricorso della Juve contro l'assegnazione della scudetto di cartone all'Inter . Immagino  verrà nuovamente respinto. E immagino che gli avvocati della Juventus troveranno gli appigli per un nuovo ricorso. Ormai quella della Juventus è una posizione simile alla famosa frase di Catone nel senato di Roma: “Ceterum censo, eccetera“ . Quello, voleva che Cartagine venisse distrutta. A Torino vogliono che all'Inter venga tolto lo scudetto assegnato in maniera irrituale da Guido Rossi.

In ogni caso all'assemblea della Juve molte cose interessanti sono state dette. L'aumento di capitale sarà indirizzato all'espansione commerciale del brand , non al mercato. Il bilancio è in rosso con 39 milioni di passivo, ma risulta sostenibile. Si punta a diventare (oggi la Juve è quinta) la quarta società nel mondo quanto a ranking. Lavoravano per la Juve, nel 2010 circa 85 persone: oggi sono 258, con un personale diffuso di 850 unità. Passi da gigante sono avvenuti nell'espansione economica della società: il doppio - ha spiegato Agnelli - di quanto non abbia realizzato, nello stesso periodo, il Real. La sede aperta ad Hong Kong è una finestra sui ricchi mercati asiatici. Brutte notizie, infine, per gli “odiatori“ di Madama: la sponsorizzazione Jeep non scollina i paletti del fair play finanziario.

Agnelli ha ipotizzato uno, forse due stadi:  per la squadra femminile (e le giovanili maschili) e per la Under 23. Mentre altrove hanno scomodato mezzo mondo per cercare di costruirne uno ( in “socia“  e che “intimorisca“ gli avversari fin dentro agli spogliatoi) a Torino dopo l'Allianz, potrebbero farne altri due. 

 Quanto alle nuove maglie non sono una diavoleria concepita a tavolino, ma tengono conto del gusto dei compratori. Che evidentemente amano una Juve vestita come i fantini e con i colori del Bari. Del resto, non andiamo a guardare il “capello“: la Juve ha arrischiato di non avere le maglie a strisce bianconere. Se andate a rileggere la storia, (arrivarono bianconere per un equivoco al momento della spedizione dall'Inghilterra) avrebbero potuto essere rosse e nere.

Ma potreste dirmi: sempre meglio che nere ed azzurre.

Il prossimo mercato potrebbe vedere  l'acquisizione di un Ronaldo con meno di 25 anni. Due nomi sul taccuino: Haaland, bomber  norvegese del Salisburgo. Ed eventualmente (molto, per ora) Mbappè. Anche perché nella Ville Lumiere è rifiorito Icardi: per la gioia dei francesi e quella del cassiere dell'Inter. A testimonianza che Wanda Nara non è solo social e “balconata“, ma che di calcio ne capisce. L'Icardi in fiore è il risultato del grande avvio di stagione di Di Maria, uno che gli assist li recapita a ripetizione e con il telecomando. Quello che a Tiki Taka aveva chiesto Wanda Nara:  o no?

 Per Pogba, a giugno si vedrà. Ma piace tanto Tonali. Come dar torto a Paratici?

Dopo il doppio turno di Champions, contrordine compagni: il calcio italiano non è poi così derelitto. La Juve ha faticato con i ferrovieri russi, ma Dybala ha dimostrato quanto cervellotica fosse quella  idea di scambiarlo a giugno con Lukaku. Ed è apparsa sorprendente (e forse inopportuna) la considerazione di Paratici, all'assemblea dei soci riferita a Dybala:  “Bisogna essere attenti anche alle dinamiche in uscita del mercato“. 

La metto così: quanti Rabiot ci vogliono per fare un Dybala? Magari mi sbaglio, magari il francese mi sorprenderà, magari sarò costretto a cospargermi il capo di cenere: magari. Oggi ho ragione io. Per Dybala e anche per il “reietto“ Can.

Chiedo a chi a giocato al pallone (la mia risposta già la conoscete): “Nel vostro centrocampo, voi accanto preferireste avere un Rabiot o un Emre Can?“ .

 Contro il bunker della Locomotiva, Madama ha penato,  molle di gamba. Ma l'importante era vincere. E ora, benché il passaggio agli ottavi non sia una formalità, Sarri si è portato avanti con il lavoro .

Dispero di vedere Bernardeschi mezz'ala: almeno fino a quando non rientrerà Costa.

Ascolto sofferenza attorno a Ramsey: diciamo che la Juve ha fatto una scommessa, tipo quella effettuata a suo tempo su Khedira.  

Ma intanto ha lucidato ( bravo Sarri ) Bentancur. 

In Europa c'è stato il nuovo crollo dell'Atalanta, ma anche i successi di Inter e Napoli . 

 De Laurentis si tenga stretti i suoi Mertens ed Insigne . E ci pensi prima di mettere sotto contratto Ibra.  Difficilmente il fatturato dello svedese sul campo si rivelerebbe migliore di quello del belga, del polacco e del basco che si alternano come centravanti. Ma capisco l'idea di don Aurelio di dotarsi di una “star“ per incrementare il fatturato . La Juve con Ronaldo ha fatto scuola, la Fiorentina ha seguito in scia con Ribery: Ibra potrebbe essere il terzo. 

Con i campioni (anche stagionati) incrementi il fatturato. Ma è vero che i campioni, da soli, non bastano. Per ridisegnare il calcio italiano servono le riforme che mai, i gattopardi che sono al volante del sistema, faranno. 

Sabato si gioca a Lecce. Che a Milano ha esibito “maraviglie“. Ergo prudenza: specie se farà caldo. Che Juve? Io reputo con qualche cambio: si gioca ogni tre giorni e l'acido lattico va dosato. Non è chiaro se ci saranno rientri dall'infermeria .

Ma probabilmente qualche variazione Sarri la effettuerà .

L'Inter è lì, ad un punto. Il Napoli non molla. In fondo non è un brutto campionato. Fosse  a 18 squadre, qualche cosa di diverso potremmo  vedere.

Ho scritto campionato a 18 squadre? Devo avere la febbre.