L'IMBOSCATA - Conte non è più un ex juventino. Avrebbe dovuto chiedere scusa. Sarri, una sorpresa. Le parole che hanno fatto crescere singoli e gruppo. Le mosse per sbancare San Siro e l'uomo decisivo. Rocchi gradito?

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
04.10.2019 00:05 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - Conte non è più un ex juventino. Avrebbe dovuto chiedere scusa. Sarri, una sorpresa. Le parole che hanno fatto crescere singoli e gruppo. Le mosse per sbancare San Siro e l'uomo decisivo. Rocchi gradito?

Serve, in vista di Inter – Juventus di domenica prossima, sgombrare il campo da un equivoco: Antonio Conte non è un ex juventino. Non lo è più. Antonio Conte è un interista. Lo ha detto, lo ha ribadito, lo sta dimostrando in tutti i modi possibili. 

A Barcellona, Conte ha “pianto“. Lacrime non prive di fondamento: l'Inter ha giocato bene e avrebbe meritato di uscire dal Camp Nou con un pareggio.

 L'arbitro di Barcellona- Inter, tuttavia, aveva diretto una finale di Champions: tutto si può dire tranne che non fosse all'altezza.

Quattro ammonizioni per il Barca, due per l'Inter. Un rigore negato all'Inter, uno al Barcellona. Il Camp Nou intimidisce? Dipende se ti fai “intimidire“. Il Milan stellare di Berlusconi si faceva un “baffo“ delle intimidazioni. La Juventus se le scrollò grazie alle spalle larghe di Zalayeta. Che era un buon centravanti, non John Charles.

Conte non è Mourinho: il secondo “ci fa“, il primo “c'è“. Differenza non da poco.

Inter- Juventus sarà una gara “calda“. Lo è sempre stata, dagli anni Sessanta del scolo scorso, in poi. I motivi sono tanti. E sono arcinoti . 

L'immaginetta di Conte è sul comodino di molte “vedove“ juventine. Nessuna di loro ha dimenticato (con più di una ragione)  il Conte giocatore e il Conte allenatore. E' Conte che ha dimenticato la Juventus. Oggi è interista.

Poi c'è un'altra categoria di “tifosi“. Quelli che razionalmente ti dicono: “ la Juventus doveva riportare Conte a casa. Per impedirgli di andare all'Inter“.

Tesi interessante. Ma prima Conte, io reputo, avrebbe dovuto, come minimo chiedere “scusa“: non puoi dare del “pezzente” al tuo datore di lavoro e immaginare che quello non se la leghi al dito.

Replica: a Torino non conoscono Machiavelli. Contro replica: nel Salento conoscono alla perfezione Guicciardini.

 A Milano Conte non avrà mai problemi con i ristoranti: i cinesi hanno una “potenza economica mostruosa” . A sentire qualche ascaro, “nel giro di tre - quattro anni, il fatturato dell'Inter sforerà il miliardo di euro“. Manchester United, Real Madrid e Barcellona stanno prendendo appunti  per capire come “si fa“ .

Io, lo ammetto, non sono mai stato un fan di Sarri. Non lo reputo “un maestro“. Anche perché di questa parola si tende ad abusare: hanno etichettato di non so quale “maestria“ anche Giampaolo. Che è un buon allenatore a lungo vissuto  in 100 metri quadrati.

Ma che trasferito in una villa con venti stanze (pur malconcia e con i muri da pittare) ha difficoltà a trovare la cucina.

Nondimeno Maurizio Sarri sta dimostrando una cosa che mi ha sorpreso. E che mi piace da matti: non è un integralista. Ha capito il “ giro del fumo  “. Ha capito dove è atterrato. Ha cominciato a capire cosa sia la Juventus. Ha cominciato a “studiare“. E ha detto cose importanti.

Ad Higuain: “Stai tornando quello di Napoli“. A Dybala: “Puoi giocare con Ronaldo e avrai il tuo spazio“. A Bernardeschi: “Lo so che sei ormai una mezz'ala. Ma non non ho esterni e ti chiedo di pazientare e di sacrificarti“. A Khedira: “Sei l'uomo fondamentale del mio gioco“ . A Bonucci: “ Proteggi il bambino, perché la Juve ha bisogno che cresca rapidamente“. A Pianjc: “Toccami 150 palloni: perché se la palla ce l'hai tu, non ce l'hanno gli avversari“ .  A Cuadrado: “So che ti piace giocare alto. Ma sei il mio miglior esterno basso. Mi servi, là“. A Matuidì: “Corri ragazzo, corri: che il posto non te lo toglie nessuno“ . A Ramsey: “Hai una qualità speciale: sai andare in verticale e sai  tirare in un fazzoletto. Fai il trequartista. Che per il box to box, il tempo verrà“. A Ronaldo: “Dove ti garba giocare? Ecco dove ti garba, sta bene anche a me“.

Sarri ha ringraziato la società per avergli recapitato Buffon, poi Barzagli. Ha ringraziato Chiellini, disponibile anche con le stampelle. Presto ringrazierà i tifosi che hanno capito.

Le difficoltà ancora ci sono. La Juventus è migliorata ma ancora non può essere bellissima. Ci vorrà  tempo: il tempo di Sarri. Che non è (e mai sarà) Conte. Ma che è il presente. L'altro è il passato. Il cui presente non è colorato di bianco e di nero .

Sono consapevole che la Juventus, al Meazza, rischia. So che mezza Italia, quella che detesta la Juve, domenica sera tiferà per l'Inter. So che la gara sarà dura. So che Lukaku è sano come un pesce. So che Conte andrebbe al banco dei pegni di Satana, pur di vincere quella partita . Ma so che non c'è Juventino che non sia disposto a fare a Belzebù una offerta migliore di quella di Conte .

Il quale, reputo, cercherà di bloccare i lanci di Bonucci facendolo pressare da Lukaku. Toccherà a De Ligt: è in grado di farli .

 Lautaro (gran gol a Barcellona) è in forma. Ma ho la sensazione che Conte opterà per Candreva e Politano accanto a Lukaku. Almeno inizialmente. Memore di come la Juve in difesa, soffra i “tagli” che arrivano dai piedi degli esterni avversari.

Fondamentale sarà Matuidi su Sensi. Il folletto interista è più rapido, ma Matuidì è uno che sa mordere le altrui caviglie .

Credo che Sarri opterà per Higuain e Ramsey  accanto a Ronaldo. Di testa la difesa a tre dell'Inter non è aggredibile. Ma palla a terra, io reputo, lo sia .

Ho una sensazione. Che non è una previsione, solo una sensazione: la partita potrebbe risolverla Dybala. Che non ha ancora segnato. Ma che prima o poi timbrerà il cartellino.

Arbitrerà Rocchi. A me sta bene.

A Conte? No, perché bisogna dirlo prima.
Come, prima? Lo cantava anche Jannacci: “Prima“.

 “Dopo“  è troppo facile affidarsi al  lacrimatoio.