Juve, una malattia da curare al più presto
Una rosa che pullula di attaccanti, un reparto in overbooking dal quale attingere con l’imbarazzo della scelta eppure Antonio Conte continua a dare fiducia incondizionata a Mirko Vucinic, tradendo peraltro il suo credo tattico, quel 4-2-4 tanto sponsorizzato ad inizio stagione si è trasformato prima nel tradizionale 4-4-2 per poi cedere il passo all’innovativo 4-1-4-1 con il montenegrino nell’inedito ruolo di unica punta. Un modulo che, almeno per il momento, lascia spazio a diversi dubbi. Soprattutto se utilizzato con squadre non di primissimo livello. A Verona, la mancanza del secondo centravanti si è fatta sentire parecchio. Nella prima frazione di gioco, Sorrentino sorseggiava te, mangiando pasticcini, indisturbato.
E pensare che con il parco attaccanti a disposizione del tecnico bianconero, le soluzioni da adottare potrebbero essere molteplici. Dopo la prestazione perfetta sfoggiata contro il Milan, perdere due punti con il Chievo, nonché la ghiotta occasione di sganciarsi dall’Udinese e conquistare la vetta in solitaria, è stato motivo d’indigestione per i tifosi bianconeri. La solfa è sempre la stessa: grandi con le grandi, piccoli con le piccole. Una malattia da curare al più presto, perché se ti chiami Juventus e hai un primato da conservare, hai l’onore e l’onere di comportarti da Signora, con la maturità e la consapevolezza necessarie per ambire a ruoli da protagonista.
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