IL SANTO DELLA DOMENICA - L’INIZIO DELLA NUOVA ERA PIRLO, SCELTA RISCHIOSA E AFFASCINANTE. MA NON TUTTE LE COLPE ERANO DI SARRI. ADESSO SOTTO CON UNA CAMPAGNA ACQUISTI E CESSIONI IMPORTANTE.

09.08.2020 10:39 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - L’INIZIO DELLA NUOVA ERA PIRLO, SCELTA RISCHIOSA E AFFASCINANTE. MA NON TUTTE LE COLPE ERANO DI SARRI. ADESSO SOTTO CON UNA CAMPAGNA ACQUISTI E CESSIONI IMPORTANTE.

L’indizio era arrivato venerdi 31 luglio: presentazione in grande stile con la presenza di Andrea Agnelli, appena poche ore dopo la conferenza stampa pre partita di Maurizio Sarri. Andrea Pirlo allora era destinato a sedersi sulla panchina della under 23, ma più di un campanello di allarme era suonato. Per la tempistica, per le parole del presidente, per una certa insoddisfazione dello stesso nei confronti della gestione tecnica della stagione. A pensare male si fa peccato diceva qualcuno, ma spesso si indovina. E cosi è stato.

La disgraziata serata post Lione ha portato nel giro di poche ore all’esonero di Maurizio Sarri e all’arrivo di Pirlo. Una scelta,  lo dico subito,  sperando vivamente di essere smentito dai fatti, che non mi convince. La Juve, o meglio Andrea Agnelli, si prende un rischio enorme che sembra sul momento frutto di un palese mal di pancia che risale ad un anno fa, quando la dirigenza decise di esonerare Allegri per portare Sarri. Lo avevo detto a radiobianconera perché qualcosa mi era arrivato e qualcosa sospettavo. Il progetto Pirlo rappresenta un bellissimo prospetto, che però per almeno un paio di anni doveva restare chiuso in un cassetto, per permettere al neo allenatore di crescere e maturare le giuste esperienze. Di sicuro il fascino di vedere Andrea sulla panchina c’è, il rischio lo corre anche lui in prima persona e ne è assolutamente consapevole.    

Si è deciso di passare direttamente dalla gavetta alla prima squadra. Ma la Juventus non è una società qualsiasi, non è una squadra qualsiasi ed ogni scelta viene ponderata. Il passaggio è stato avvallato dai “senatori”  dello spogliatoio, gli stessi che, diciamocelo francamente, non hanno mai legato con Sarri.

La Juve stabilisce anche il curioso record di esonerare due allenatori consecutivamente con lo scudetto in tasca. Segnale evidente che il massimo trofeo italiano ormai viene dato quasi per scontato, e la crescita deve essere fatta in Europa. Sarri se ne va senza lasciare grandi rimpianti nella tifoseria, per un amore mai nato nè da una parte nè dall’altra. Troppe volte è parso un corpo estraneo alla realtà bianconera, diversi sono stati gli scivoloni comunicativi, ma sarebbe ingeneroso dare tutte le responsabilità all’ex allenatore. Se sposi il progetto Sarri sai di prendere un pacchetto completo dove almeno due anni di rodaggio li devi mettere in preventivo. Ma se da un lato Nedved e Paratici avrebbero forse concesso una deroga, dall’altro il presidente ha preso la situazione in mano sparigliando le carte.

Adesso però servirà una campagna acquisti adeguata, perché il solo Pirlo non può bastare a cambiare la tendenza negativa con cui si è chiusa la stagione. Molti giocatori sono arrivati al capolinea, e lo stesso allenatore dovrà farsi sentire per non accettare passivamente le scelte di mercato. Ne avrà la forza? Sinceramente  qualche dubbio lo abbiamo, ma l’augurio è che le parole di Paratici “ Pirlo è un predestinato, la sua una scelta naturale” possano aprire una nuova stagione di grandi soddisfazioni.

Benvenuto mister Pirlo, e buon lavoro con l’augurio che quel pizzico di scetticismo ( che mi auguro ci concederà e che le garantisco  non nasconde alcun pregiudizio) possa essere subito spazzato via. Noi saremo con lei senza se e senza ma, come abbiamo fatto con tutti gli allenatori che l’hanno preceduta, simpatici o antipatici, belli o brutti eleganti o meno. Perché per noi prima di tutto conta il bene della Juventus e perché in fondo vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta…