IL SANTO DELLA DOMENICA - GENNAIO MESE DECISIVO PER IL CAMPIONATO. LO STRANO SILENZIO DEL MONDO DEL CALCIO DOPO LA SENTENZA DEL CONI. ORA SERVE UN'IMPRESA, MA L'IMPORTANTE E' PROVARE A GIOCARSELA FINO ALLA FINE

27.12.2020 00:05 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - GENNAIO MESE DECISIVO PER IL CAMPIONATO. LO STRANO SILENZIO DEL MONDO DEL CALCIO DOPO LA SENTENZA DEL CONI. ORA SERVE UN'IMPRESA, MA L'IMPORTANTE E' PROVARE A GIOCARSELA FINO ALLA FINE

Servirà un’impresa, forse non impossibile, ma pur sempre un’impresa. Lo scudetto, o meglio la rincorsa al decimo consecutivo, passa adesso inevitabilmente dal mese di gennaio, dove sbagliare sarà pressochè impossibile. Ammetto candidamente che non avrei mai immaginato di arrivare alla sosta natalizia con ben 10 punti di distacco dalla vetta. Non chiedevo la prima posizione, che in pieno inverno spesso resta fine a sé stessa, ma un distacco più contenuto, attorno ai 4, 5 punti. Invece in uno dei martedì più strani e contorti  della storia recente bianconera siamo passati dalla ridicola sentenza del Coni, dove la politica ha trionfato sul rispetto del protocollo, alla brutta sconfitta in casa contro la Fiorentina e ci siamo ritrovati addirittura al sesto posto in classifica lontani dai posti che contano.

Nel sorriso beffardo del signor De Laurentis, si nasconde la sconfitta del calcio italiano, la sconfitta di tutte quelle società che hanno rispettato un regolamento che sarà pure pieno di lacune, ma che tutte le squadre, compresa quella del signor produttore cinematografico, hanno sottoscritto per permettere al mondo del calcio di sopravvivere alla pandemia. Colpisce anche il silenzio generalizzato, non un silenzio degli innocenti, ma un silenzio che fa molto rumore. Mi si dice che il forte mal di pancia  sarà manifestato direttamente a chi di dovere, e non ho dubbi che verrà fatto, ma una presa di posizione generale sarebbe stata opportuna. Il Coni, leggasi Malagò, ha affondato la Federazione, leggasi Gravina, e nel frullatore c’è finita la Juventus, che ha avuto il solo torto di giocare anche quando Ronaldo non era disponibile senza appellarsi a nessuna Asl compiacente.

Sia chiaro, la sconfitta con la Fiorentina non deve portare alcun alibi. La scandalosa sentenza del pomeriggio avrebbe dovuto caricare a molla la squadra, che invece è parsa sgonfia, spaesata , senza idee e piena di lacune. Giornata storta? Può essere ma questa altalena di risultati e prestazioni non porta a niente di buono. Aggiungo quanto detto in maniera provocatoria già durante la diretta a Radio Bianconera. Il mercoledì  mattina , prima delle vacanze, avrei fatto allenare la squadra come “ premio” per le pessima prestazione con i viola.  Sinceramente non mi interessano i paragoni con l’anno passato. E’ evidente che lo scotto di un allenatore esordiente si sarebbe pagato, dunque evitiamo di pensare al ruolino di marcia di un anno fa, che era decisamente migliore sotto tutti i punti di vista. Adesso però lo stesso Pirlo deve dare una sterzata decisa alla stagione. Può sembrare estremo, ma in meno di un mese la Juve si giocherà il campionato. I due test a san Siro, prima con il Milan e poi con l’Inter indirizzeranno la stagione, almeno in ambito nazionale, cosi come le sfide a Udinese e Sassuolo, visto che i bonus con le medio piccole, sono già stati ampiamente sfruttati. Senza dimenticare quella che diventerà una partita dai mille significati, la sfida alla squadra del signor produttore cinematografico in Supercoppa. Un trofeo che la Juve DEVE ( e lo scrivo volutamente in maiuscolo) portare a casa.

I temi del mercato invernale  si intrecceranno alla stagione in corso. In un mondo “ normale” la Juve avrebbe avuto bisogno di almeno tre rinforzi, un esterno difensivo, un centrocampista “top” e un vice Morata di qualità. In tempi di pandemia, sarà difficile rinforzare la squadra adeguatamente, se non in presenza di sostanziose uscite. Ecco perché sarà fondamentale il ruolo di tutti, ritrovare quei giocatori che per un motivo o per un altro hanno dato di meno. Penso a Paulo Dybala, che potrebbe davvero diventare il valore aggiunto. Un talento del genere non si può e non si deve regalare a nessuno. L’invito va rivolto a tutte le parti in causa. Il tema va risolto quanto prima, perché se il giocatore non dovesse far parte di piani, è bene che la questione sia chiarita immediatamente, viceversa Paulo stesso deve dare una svolta ad una stagione fino ad ora tormentata.

Difficile prevedere come si snoderà il 2021 sul campo, ma una cosa ci sentiamo di dire a tutti gli attori in maglia bianconera: il nostro motto recita finoallafine, rigorosamente tutto attaccato. Bene, noi siamo pronti a dimenticare questa ultima gara stagionale, ma voi mettete in campo tutto ciò che avete per giocarvela con tutti fino alla fine….