IL SANTO DELLA DOMENICA - Con la Fiorentina tre punti fondamentali. Ma la prestazione... A gennaio questa squadra dovrà essere rinforzata, altrimenti il rischio quarto posto sarà concreto

07.11.2021 00:05 di Alessandro Santarelli   vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - Con la Fiorentina tre punti fondamentali. Ma la prestazione... A gennaio questa squadra  dovrà essere  rinforzata, altrimenti il rischio quarto posto sarà concreto

La vittoria è di quelle pesanti, che fanno classifica, morale e autostima. Il resto è da analizzare, in modo più sereno perché i tre punti fanno sempre la differenza, ma deciso. La Fiorentina si è dimostrata squadra ben organizzata, superiore allo Zenit, capace di mettere in difficoltà la Juve soprattutto in fase di costruzione. Attenzione: dal punto di vista delle occasioni, gli uomini di Italiano non hanno creato granchè con Vlahovic annullato dall’ottimo lavoro di De Ligt in collaborazione con Rugani ( positivo il rientro del centrale), tanto che in 90 minuti i viola hanno concluso complessivamente 5 volte, ma solo una nello specchio della porta, con Perin praticamente inoperoso. Ma dove la Juve è rimasta imbrigliata è nella fase mediana. Con Locatelli schermato, l’ex Sassuolo ha faticato ad illuminare ma è stato perfetto a fare filtro su Torreira, soltanto Mc Kennie è riuscito a strappare e verticalizzare, mentre Rabiot è sembrato ancora una volta fuori dalla partita e dallo spirito bianconero. Perché se una cosa va riconosciuta alla squadra, anche in una serata non brillantissima sul piano del gioco, è la voglia e lo spirito di non mollare mai. Ecco, altro aspetto che va sottolineato è la difficoltà nel capire perché la Juve spesso e volentieri si accende soltanto nei minuti finali. Questa volta la scintilla, in una partita che sembrava destinata ad un pareggio, è stata l’espulsione di Milenkovic. Rimasta in 10, la squadra toscana si è sentita improvvisamente vulnerabile e gli uomini di Allegri finalmente hanno deciso di presidiare la tre quarti campo avversaria. Se solo l’intensità vista nel finale ci fosse stata anche prima, forse la Juve avrebbe scritto un’altra partita anche sul piano della prestazione, vedi quanto successo con lo Zenit. Alla vigilia Allegri aveva parlato correttamente di partita da bollino rosso, ecco perché era lecito attendersi una squadra assatanata e feroce sin dall’inizio. Nulla di tutto questo sotto il cielo dello stadium, cosi come qualche perplessità l’ha lasciata il nuovo inserimento dal primo minuto di Rabiot, in luogo di un Bernardeschi che contro lo Zenit aveva fatto bene. Poi Allegri la risolve, con l’inserimento di Cuadrado, sinceramente apparso troppo tardivo. Insomma sui cambi, si poteva fare qualcosa in anticipo, soprattutto quando a metà ripresa si era capito che la squadra non riusciva a cambiare passo. Ma tutto è bene quel che finisce bene, come recita un vecchio adagio. Questi tre punti sono fondamentali per non staccarsi troppo dal quarto posto, considerando che alla ripresa la Juve avrà ( guarda caso che coincidenza) altri due scontri diretti in chiave zona Champions contro Lazio e Atalanta.Bisogna lavorare e molto, e Allegri lo sa benissimo, ma la sensazione ormai conclamata è che questa squadra ( ha ragione il commentatore di Dazn Ambrosini, difficile da mettere in campo) abbia bisogno a gennaio di una punta forte ( difficile arrivare a Vlohovic, comunque annullato completamente da De Ligt) e di un centrocampista capace di costruire e alleggerire il lavoro di Locatelli. Certo,servono investimenti che la Juve oggi difficilmente si può permettere, ma sul piatto va messo pure il rischio di non centrare il quarto posto. E allora ecco che un sacrificio ( anche se dovesse  passare da almeno una cessione importante) dovrà essere messo in preventivo.