IL SANTO DELLA DOMENICA - ARRIVA LA SETTIMANA DELLA POSSIBILE  RIPARTENZA. ER L’ATTACCO SI CERCA UN CENTRAVANTI A TEMPO, MA...

24.05.2020 00:05 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - ARRIVA LA SETTIMANA DELLA POSSIBILE  RIPARTENZA. ER L’ATTACCO SI CERCA UN CENTRAVANTI A TEMPO, MA...

ARRIVA LA SETTIMANA DELLA POSSIBILE  RIPARTENZA. LA FEDERAZIONE STUDIA IL PIANO B MA I PLAY OFF VANNO RIDOTTI A POCHE SQUADRE. I SOLITI STUCCHEVOLI ATTACCHI ALLA JUVE NON SI PLACANO NEPPURE IN TEMPI DI PANDEMIA . PER L’ATTACCO SI CERCA UN CENTRAVANTI A TEMPO, MA QUANTI RIMPIANTI NEL VEDERE HAALAND….   

Mentre in Germania si torna piano piano verso la normalità, anche la Spagna dà il via libera alla ripresa. Con la settimana che inizierà lunedì 8 giugno la Liga riavvierà il motore. Detto che anche la Premier ha di fatto deciso di portare a termine il campionato, manca ancora la serie A. I primi a entrare nell’incubo Covid 19, gli ultimi ad uscirne. L’importante però è che seppure tra mille difficoltà, mille prese di posizione, si riesca a intravedere una via di uscita. Segnatevi sul calendario giovedì 28 maggio, giorno in cui anche il nostro campionato potrebbe segnare il passo definitivo verso la ripresa. La Figc ha studiato anche il famoso piano b, quello dei Play Off. Soluzione che non piace praticamente a nessuno, tranne ovviamente ai soliti noi, ma che la federazione ha fatto bene a prendere in considerazione, come escamotage di emergenza. Su una cosa però non si può’ derogare. Se dovesse scattare il piano b, servono regole certe e condivise. I play off non potranno coinvolgere le prime 8 o addirittura 12 squadre. Cosi come gli eventuali play out dovranno vedere al massimo la partecipazione di 6 club. Insomma, nella lotta al vertice sarebbe folle vedere lottare per lo scudetto  Napoli, Roma, Milan, Verona, che si trovano a distanze siderali dai primi posti. Attenzione dunque a non stravolgere lasciando da parte la logica.

Nel frattempo dispiace constatare che anche a pallone fermo, anche in periodi non propriamente semplici, gli attacchi alla Juve non mancano mai. Non amo parlare di questi aspetti, perché trovo che in fondo si faccia solo pubblicità a chi la cerca parlando sempre e comunque contro i colori bianconeri. Ma stavolta, di fronte a quanto letto e sentito dopo la scomparsa di Gigi Simoni, persona educata, stimabile e di spessore, non posso tacere. Qualcuno, anzi più di qualcuno, ha sfruttato l’occasione per rivolgere le solite stucchevoli inutili e ridicole accuse “ Gli fu impedito di vincere uno scudetto”.  “ Anche prima di quel famoso Juve Inter ci furono cose strane ” Di fronte a frasi  del genere non si può restare in silenzio. Al presidente Moratti, a Giunluca Pagliuca  chiedo di portare le prove, in modo da aprire  un confronto serio. Ma siccome le prove non arriveranno mai, perché inesistenti, credo che sarebbe  più logico andare a vedere come si sviluppò quel campionato, come la Juve lo vinse meritatamente e come l’Inter lo perse, cosa peraltro non nuova basti pensare al 5 maggio, per demeriti propri. Ma accusare i più forti resta sempre l’alibi dei perdenti e anche questa volta un bel silenzio sarebbe stato decisamente migliore.

Sul piano agonistico, la Juve sta per cominciare  gli allenamenti di gruppo, con tutti gli effettivi che sono tornati a disposizione. La ripresa del campionato sarà una grande incognita per tutti, dove non solo l’aspetto tecnico farà la differenza. Ma resto convinto che la vera avversaria della Juventus resti la Juve stessa. Sarri dovrà essere bravo a gestire una situazione completamente nuova, dove anche il minimo dettaglio potrà fare la differenza

Anche se non ci sono ancora date certe il mercato sta di fatto entrando nel vivo. Questo periodo di stop ha   favorito i primi approcci e le prime trattative. Dove Paratici si dovrà muovere con grande anticipo e particolare scaltrezza è nel reparto offensivo. Confesso che ogni partita di Haaland mi fa aumentare il rimpianto di non vederlo in bianconero. Se ne riparlerà, speriamo, tra un paio di anni. Ma nel frattempo la Juve deve trovare un centravanti il  cui  rapporto qualità prezzo sia determinante. Di tutti i nomi che si fanno, l’unico che mi convince, seppur con alcuni limiti fisici, è Milik. Il Napoli non può certamente chiedere 60 milioni, ma se il prezzo verrà abbassato e mitigato da alcune contropartite tecniche ecco che l’affare si potrebbe chiudere. Il sogno resta Icardi, ma se bisognerà fare di necessità virtù, l’attaccante polacco rappresenta un valido compromesse. Dove invece faccio fatica a convincermi è sulla questione Jorginho. L’agente del centrocampista ha clamorosamente aperto ad un suo passaggio alla corte di Sarri. Il tecnico bianconero lo accoglierebbe a braccia aperte, ma credo che per qualità ed esigenze, la linea mediana della Juve che verrà deve ambiare a qualcosa di più. L’idea di passare da Pirlo a Pjanic a Jorginho nel giro di pochi anni non mi fa dormire sonno tranquilli….