IL SANTO DELLA DOMENICA - 3282 GIORNI DI DOMINIO ASSOLUTO, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE. MA ORA L'IMPERO NON PUO' SGRETOLARSI: A UDINE CONTA SOLO LA VITTORIA..

02.05.2021 00:05 di Alessandro Santarelli   vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA -  3282 GIORNI DI DOMINIO ASSOLUTO, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE. MA ORA L'IMPERO NON PUO' SGRETOLARSI: A UDINE CONTA SOLO LA VITTORIA..

La prima cosa da fare è dire grazie: grazie per questi 9 anni meravigliosi, unici e irripetibili. Grazie per i 3282 giorni da campioni d’Italia, grazie per le emozioni, le lacrime di gioia che ci avete fatto versare, grazie per il dominio assoluto in Italia. Si chiude con oggi un ciclo incredibile, che probabilmente in molti, solo ora che è arrivato al termine, sapranno apprezzare. E’ stata una cavalcata spettacolare, in lungo e in largo, fatta di vittorie indimenticabili e di momenti che porteremo per sempre nel cuore. Grazie a chi ha permesso tutto questo, a chi ha lottato, combattuto, onorato e difeso la maglia. A chi l’ha fatta tornare a brillare con lo scudetto sul petto, a chi l’ha resa invincibile per 9 lunghissimi anni.

Adesso, che anche la matematica ha sancito la fine del dominio ,è il momento di gettare le basi per il futuro. Un futuro che passa inevitabilmente da queste ultime 5 partite. Certo, non è facile  per chi era abituato a vincere a fine aprile lo scudetto, trovarsi a maggio addirittura con lo spettro di uscire dalla Champions, ma la vera squadra, i veri uomini, i veri “orgogliosi” della maglia si vedono proprio adesso. Udine è lo snodo decisivo se non fondamentale. Ogni risultato che non preveda la vittoria sarà un fallimento, vorrebbe dire avere davanti una montagna ancora più alta da scalare.

 E’ stata una settimana difficile in casa bianconera. Tra lunedì e martedì si ipotizzava addirittura l’esonero di Pirlo, per dare la famosa scossa, nel mezzo tante voci sul prossimo allenatore e sui prossimi assetti societari. Dimenticando che il futuro lo si costruisce con il presente, centrando questo benedetto quarto posto. Approcciamo alla trasferta di Udine virtualmente fuori dalla zona Champions  dopo la vittoria del Milan ( che ha dimostrato che il Benevento si può battere..) senza Chiesa e con Morata presente per onor di firma. Nessun alibi, nessuna scusa, nessun appiglio, servono i tre punti, non importa come, ma devono arrivare.

In altri tempi la trasferta ad Udine, avrebbe dato qualche pensiero e nulla più, oggi con una squadra che appare passiva, con un allenatore che sembrava avesse abdicato con le sue parole nel post Fiorentina, preoccupa eccome. Eppure quei giorni in cui la Juve dominava sono sempre lì, dietro una porta che si è appena chiusa, sospinta da un refolo di vento, ma che non può essere dimenticato o spazzato via. Ecco, magari l’aver chiuso matematicamente  il ciclo può essere lo stimolo in più per chi ha contribuito alla costruzione, di gridare a tutti che una stagione sbagliata può essere solo un episodio, la famosa eccezione che conferma la regola.

Tutto cominciò in una meravigliosa e indimenticabile serata di Trieste, non vogliamo e non possiamo pensare che a pochi chilometri di distanza si possa vivere il crollo definitivo.