Undici metri - Il grave peccato originale del Maestro e gli errori a monte. Ora evitare il disastro totale. Sbagliato cedere Dybala. Non scordiamoci il passato

27.03.2021 20:22 di Brian Liotti   Vedi letture
Undici metri  -  Il grave peccato originale del Maestro e gli errori a monte. Ora evitare il disastro totale. Sbagliato cedere Dybala. Non scordiamoci il passato

La sconfitta subita allo Stadium contro il Benevento ha messo a nudo tutti i limiti della Juve di Pirlo. Una squadra che quest’anno non è mai riuscita a convincere del tutto e a dare continuità di risultati e prestazioni. Come era prevedibile Pirlo è finito nella bufera.
Il “Maestro” ha dalla sua un grave peccato originale agli occhi dei più, ossia quello di aver accettato di allenare la Juve avendo zero esperienza in panchina. Eppure non me la sento di addossare tutte le responsabilità a Pirlo. Andrea ha delle belle idee di calcio, un calcio innovativo e moderno, sono sicuro che il futuro gli sorriderà, l’errore è stato fatto a monte.

La Juve è una squadra costruita male, soprattutto in due reparti: a centrocampo e in attacco. In mediana la Juve soffre terribilmente, in avanti ha gli uomini contati. Serviva come il pane una quarta punta e si è scelto di non prenderla a Gennaio.

A questo si aggiunga la lista impressionante di problemi, di infortuni con un nome su tutti: Paulo Dybala. La Joya quest’anno praticamente non si è quasi mai visto.

Insomma fino ad oggi è stata una stagione difficile per i bianconeri. A questo punto diventa di vitale importanza centrare la qualificazione Champions, per evitare un disastro economico e un inevitabile ridimensionamento.

La qualificazione in Champions è l’obiettivo minimo. Poi c’è una finale di Coppa Italia da disputare, la stagione può regalare ancora qualche sorriso ai bianconeri, certo si tratta di poca roba rispetto a come ci si era abituati in passato.

La domanda che il tifoso medio si pone si pone è questa: se Allegri e Sarri sono stati messi alla porta dopo uno scudetto vinto, perché non dovrebbe accadere la stessa cosa con Pirlo che a meno di miracoli improbabili non vincerà il decimo?

La risposta è semplice, perché nel calcio esistono dinamiche e ragionamenti che vanno ben oltre il risultato sportivo. Agnelli in Pirlo ha creduto e crede ancora, Pirlo non è l’unico colpevole, forse le responsabilità della stagione opaca vanno distribuite, e le scelte di mercato (in alcuni casi discutibili) hanno peggiorato la situazione. 

Suppongo che ai piani alti ci sia irritazione (per usare un eufemismo),  per la piega che ha preso la stagione bianconera. Non bisogna però buttare tutto alle ortiche e non bisogna fasciarsi la testa.  In momenti come questo occorre mantenere la lucidità.
Di certo soprattutto sul mercato adesso il margine di errore si avvicina allo zero. Non si può più sbagliare. Bisogna capire in primis quale sarà il futuro dell’allenatore.  

Nedved in una recente intervista di fatto ha ribadito la fiducia della società in Pirlo. Il messaggio è chiaro ed anche importante: serve per ricompattare l’ambiente dopo gli ultimi scivoloni. Ma non sempre le conferme di Marzo- Aprile significano automaticamente che a Giugno l’allenatore resterà al suo posto.

Anche Allegri fu confermato in Primavera, per poi salutare a fine stagione, tanto per fare un esempio di un precedente illustre e recente.   
A parer mio saranno decisive le prossime due gare contro Torino e Napoli. Soprattutto la gara con gli azzurri sarà cruciale, due vittorie potrebbero riportare entusiasmo ed il sereno ma un eventuale crollo potrebbe portare a scenari ad oggi inimmaginabili. Occhio al futuro di Pirlo ma anche a quello della dirigenza, Paratici in primis.

Siamo praticamente a fine Marzo e adesso bisogna pianificare la stagione che verrà, occorre avere le idee chiare e non lasciarsi condizionare dagli umori della piazza e dei tifosi.

Bisogna capire anche come fare il mercato in un momento difficilissimo da un punto di vista economico. Il mantra sarà cedere tutti quelli che non si sono rivelati funzionali al progetto e che abbiano richieste.

Poi non bisogna fare l’errore di cedere Dybala per due motivi, l’argentino è ancora relativamente giovane (compirà 28 anni a Novembre) e poi cederlo dopo una stagione così negativa dove praticamente mai ha giocato, significherebbe darlo via ad un prezzo troppo basso, di certo non un prezzo consono al suo valore. Si dovrà anche valutare se riscattare Morata (non è scontato accada) e cosa accadrà con Cr7.


Altra cosa che secondo me servirebbe è ricreare un’ossatura italiana, quella che un po’ manca a questa squadra. Ben vengano nuovi “Chiesa” (sicuramente l’acquisto migliore di Paratici dell’ultimo mercato). In tal senso mi stuzzicano nomi come Locatelli. Questa credo sia la strada maestra da seguire.


L’ambiente bianconero è ancora sotto shock dopo l’uscita dalla Champions e dopo le ultime gare e i tanti punti persi. Tuttavia era nell’ordine delle cose e alquanto prevedibile che dopo nove anni di trionfi, lo scettro passasse ad altri.

Bisogna solo applaudire una squadra capace di vincere per tanti anni di fila e di fare qualcosa di unico, di leggendario. Pochi se ne rendono conto ma questa società ha fatto qualcosa di straordinario, di storico. Forse lo capiremo pienamente solo tra qualche anno.  


Quello che accadrà nei prossimi mesi non è dato saperlo, potrebbe cambiare solo qualcosa o esserci una nuova rivoluzione copernicana. Chissà, ma quello che si cercherà di ricostruire e fortificare è il DNA Juve, un DNA fatto di sacrifici, di lavoro, di vittorie e di trofei. Fino alla fine…