Undici metri - Critiche feroci ad Allegri, ma molti hanno memoria corta. Prematuro fare il funerale alla Signora

01.10.2022 21:55 di Brian Liotti   vedi letture
Undici metri -  Critiche feroci ad Allegri, ma molti hanno memoria corta. Prematuro fare il funerale alla Signora

La Juve cerca di ripartire, la gara contro il Bologna sarà cruciale. La prima parte della stagione bianconera è stata chiaramente deludente, soprattutto le ultime gare prima della sosta non sono state memorabili (per usare un eufemismo). La Juve ha giocato male, mostrando anche una preparazione fisica approssimativa, il fondo si è toccato a Monza. Quello è stato probabilmente il punto più basso dell’inizio della stagione.

Ovviamente si è abbattuta la tempesta su squadra e allenatore. Allegri è stato travolto dalle critiche e qualcuno pensava si potesse arrivare alla fine della storia, per ora Max resta saldamente al suo posto.  La società crede che possa essere ancora lui a risollevare la squadra e portarla in posizioni di classifica migliori. E’ chiaro che saranno i risultati ad orientare le scelte future. Come tanti, anche io ho criticato Allegri per alcune sue scelte, perché si sa, che quando le cose non vanno, l’allenatore ha le sue responsabilità, però lasciatemi dire che Allegri ha subito critiche feroci, a volte eccessive. Non bisogna mai mancare di rispetto all’uomo e al professionista, Allegri va rispettato, non è certo l’ultimo arrivato. Molti hanno la memoria corta, Allegri resta ad oggi uno dei tecnici più vincenti della storia bianconera. Poi è chiaro che i ritorni possono essere vincenti ma anche risultare fallimentari. In quel caso, magari le strade si potranno anche separare. Ma parlarne adesso ed evocare scenari futuri non ha senso. Incassata la fiducia della società, oggi Max ha la grande possibilità di dimostrare il suo valore, di tornare ad essere quell’allenatore capace di intuizioni geniali e di leggere le partite come pochi. Sono convinto che Allegri sia bello carico e voglioso di rimettere le cose a posto e zittire i tanti (troppi) che hanno già fatto il funerale ai bianconeri. 
Da qui alla sosta di Novembre la Juve giocherà 12 gare tra Campionato e Champions, l’obiettivo è quello di ritornare protagonista, di inanellare risultati e vittorie. Si sa che vincere aiuta a vincere e migliora anche l’umore.
Oggi intorno alla squadra c’è troppo pessimismo e troppa “tristezza”. C’è un ambiente quasi depresso, tocca ai giocatori e al Mister riconquistare i tifosi e far tornare a sognare la gente.

Certo sembra improbabile che la squadra magicamente possa tornare brillante e giocare bene. Ma il calcio è imprevedibile, non è una scienza esatta. Forse qualcuno l’ha dimenticato, correva il campionato 2015/2016. Si arriva alla decima giornata, la Juve perse contro il Sassuolo scivolando a meno 11 dal primo posto all’epoca occupato dalla Roma. Anche quella squadra giocava male e faticava a portare a casa le partite.
Ebbene, lì accadde qualcosa di incredibile, la Juve con una rimonta epica passò dal meno 11 al meno 1 in quindici partite. Non c’era mai riuscito nessuno in Italia. Alla fine arrivò lo scudetto, uno dei più belli per me.

Ricordo benissimo le critiche e il clima di tristezza dopo quella sconfitta col Sassuolo. Ricordo come fosse ieri la punizione di Sansone che condannò i bianconeri. Anche all’epoca si parlava di un possibile esonero di Allegri e cose del genere. Ebbene la storia scritta fu un’altra e in panchina c’era sempre Max. Corsi e ricorsi storici, chissà .. Sono convinto che a volte basti una scintilla, magari è una partita che può far svoltare la stagione.

Potrebbe essere quella col Bologna. La squadra però deve ritrovare la fame, deve ritrovare certezze e soprattutto aumentare i giri del motore e l’intensità. Le Nazionali hanno riconsegnato ad Allegri alcuni giocatori in grande spolvero su tutti Kostic, Vlahovic e Bonucci. Si riparta da loro e dai giocatori che piano piano recupereranno e rientreranno da infortuni e squalifiche. Siamo ancora ad inizio Ottobre, c’è tutto il tempo per recuperare, bisogna crederci e pedalare.  C’è una frase di Nietzsche che a me è sempre piaciuta e che trovo paradigmatica per la Juve attuale “Chi ha un perché abbastanza forte, può superare qualsiasi come”.

La Juve deve ritrovare quel perché, ossia quelle motivazioni, quella fame, quella cattiveria agonistica, quella voglia di non mollare mai e di vincere che sono sempre state parte del Dna di questa squadra e di questa società. Se ritroverà tutto ciò, la Juve potrà tornare a far paura e a riprendersi il ruolo che le compete: quella della protagonista.