Qui Tuttosport - Xavier Jacobelli: "I numeri della crisi della Juventus. Situazione molto compromessa. Verso decisioni Elkann, si prepara una rivoluzione"

10.05.2021 01:35 di Xavier Jacobelli Twitter:    Vedi letture
Qui Tuttosport  - Xavier Jacobelli: "I numeri della crisi della Juventus. Situazione molto compromessa. Verso decisioni Elkann, si prepara una rivoluzione"
TuttoJuve.com

Ogni lunedì la redazione di Tuttojuve.com analizza i temi caldi del nostro calcio con una delle firme più autorevoli del giornalismo sportivo italiano, Xavier Jacobelli, direttore di Tuttosport. Ecco il suo intervento:

"Per capire la crisi della Juventus a tre giornate dalla fine del campionato, i numeri prima di tutto. A cominciare dalle sconfitte patite dai bianconeri allo Stadium. Per la prima volta la Juve ha subito tre ko nel proprio impianto in un solo campionato, e proprio con Pirlo: 0-3 con la Fiorentina, 0-1 con il Benevento, 0-3 con il Milan, ieri sera. Per la Juve di Pirlo sono 11 punti in meno rispetto alla Juve di Sarri, 69 rispetto ad 80. La Juve di sarri a tre giornate dalla fine era capolista con 6 punti di vantaggio sull'Atalanta seconda a quota 74. L'ultima Juve di Allegri, 2018-19, vantava 20 punti in più di adesso dopo 35 turni. La Juve di Allegri era campione d'Italia già dopo la 33esima giornata. La Juve di Pirlo ha subito la sesta sconfitta in questo torneo e l'ultima volta che aveva incassato il maggior numeri di insuccessi  risale al torneo 2010-11, quella volta dopo 35 giornate di campionato, le sconfitte della Juventus erano state 9. 

Tutto questo per dire che il clamoroso tonfo interno con un grande Milan, che ha dimostrato sul campo di meritare la qualificazione alla Champions League viene da lontano, affonda le radici in una squadra costruita male, che sta concludendo peggio questa stagione e ha a disposizione ancora tre partite per ribaltare una situazione molto compromessa in chiave qualificazione alla Champions League. Sotto gli occhi di John Elkann, accanto al cugino Andrea Agnelli, i bianconeri hanno offerto la peggiore prestazione stagionale, dominati in lungo e in largo da un Milan che ha pure sbagliato un rigore con Kessie, penalty pagato da Szczesny, e che ha legittimato sul campo, con una partita molto determinata, molto grintosa e molto efficace un successo che lancia i rossoneri verso la qualificazione alla Champions League, tenendo anche conto che qualora la Juventus arrivasse a pari punti con la formazione di Pioli, gli scontri diretti la castigherebbero. Ciò detto è evidente che aspettando la conclusione della stagione e la finale di Coppa Italia con l'Atalanta - più che mai in palla, 5-2 al Parma, 84 gol segnati in 35 gare di campionato - il Sassuolo e l'Inter Campione d'Italia di Conte, nel giro di meno di una settimana, addirittura nel giro di 4 giorni, stabiliranno quale sia il futuro immediato di una squadra che si prepara ad una rivoluzione, in attesa di conoscere le decisioni di Elkann - il 27 maggio ci sarà l'Assemblea degli Azionisti di Exor, la holding della Famiglia Agnelli che detiene la proprietà della Juventus -, è evidente che molte cose dovranno cambiare. E' altrettanto chiaro quanto la guida tecnica della Juventus sia suscettibile di essere cambiata, ma è altrettanto evidente che dal presidente, al vicepresidente, al responsabile dell'area mercato, tutti siano pesantemente in discussione. Mentre monta il comprensibile sgomento dei tifosi, testimoni attoniti di una Juventus che, come era naturale che fosse, era consapevole di avviarsi alla conclusione di un ciclo strepitoso durato nove anni, durante i quali ai 9 scudetti si sono aggiunti 9 trofei nazionali, fra Coppe Italia e Supercoppe di Lega, e due finali di Champions League. Però, comme ammonivano gli antichi padri, 'Est modus in rebus', c'è modo e modo nelle cose".