Due pesi e due misure in casa Juve. Pirlo paga le colpe che ha e anche quelle che non ha

06.04.2021 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
Due pesi e due misure in casa Juve. Pirlo paga le colpe che ha e anche quelle che non ha
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"I tre giocatori coinvolti nell'episodio non sono convocati per la partita di domani e vedremo quando riprenderanno". Così, di venerdì, Andrea Pirlo escludeva McKennie, Arthur e Dybala, rei di festa, festino o cena a seconda delle versioni. Hanno ripreso molto presto. Domenica sono tornati in gruppo e uno dei tre (perché gli altri due non sono in condizione) quasi sicuramente giocherà col Napoli, probabilmente anche da titolare. Perché, va detto, le alternative sono poche e in palio c’è la stagione. Chiudere un ciclo (maxi-ciclo, ok) senza il decimo scudetto su dieci si può. Chiuderlo col quarto posto sarebbe una delusione. Chiuderlo senza Champions un fallimento colossale. Ma torniamo a noi. Il venerdì puniti, la domenica perdonati. Qual è il messaggio che ha mandato la Juventus con questa decisione?

Ma soprattutto, qual è la differenza tra il comportamento dei tre e quello di Cristiano Ronaldo, che un paio di mesi fa è andato a spasso in Val d’Aosta in zona arancione? Forse non era il caso di farlo oggi, in un momento così delicato della stagione o del Paese. Può darsi, ma non è che prima andasse tutto a gonfie vele, né per l’una né per l’altro. E soprattutto una violazione è una violazione, o la fai pagare a tutti allo stesso modo o qualcosa non torna e qualche dubbio è naturale. È fare due pesi e due misure: ci sta che Ronaldo conti più di altri, ma sono cose che in uno spogliatoio hanno la loro rilevanza. Torniamo al messaggio. Non s’è capito, se c’era. La Juve voleva punire platealmente chi ha mandato in onda un brutto spot in tempo di Italia zona rossa? Chi ha fatto fare una cattiva figura al club? Chi è andato a cena fuori due giorni prima di un derby? L’impressione è che il messaggio sia stato non farti beccare, a maggior ragione se fosse vero che alla famigerata cena c’erano anche altri bianconeri. Pochi giorni fa scrivevo che la Signora è eccezionale nel tenere tutto sotto traccia. A prescindere dall’opportunità di punire McKennie, Arthur e Dybala, questa volta la sensazione è che in altri tempi l’avrebbe fatto in modo duro e silenzioso. Ora parecchio rumore e due giorni dopo amici come prima.

Col Napoli in palio c’è la stagione, si diceva. Forse addirittura il posto di Pirlo, che è stato confermato urbi et orbi ma a fine campionato è da vedere se sarà ancora alla guida della Juve. Chissà che un po’ non si sia pentito anche lui di una scelta molto rapida, forse troppo. L’esonero in corso d’opera sarebbe una prima assoluta nell’era Agnelli e anche un clamoroso dietrofront: la dirigenza attuale può davvero permetterselo senza mettersi in discussione? Più in generale, comunque vada, e l’impressione che presto o tardi c’è, Pirlo pagherà responsabilità che ha e anche altre che non ha. Dire che non tutto è colpa sua non vuol dire infatti che non abbia sbagliato. L’ha fatto, come per certi versi è normale che fosse da esordiente. Ci sono lacune evidenti, mancanza d’identità (per la verità almeno da tre stagioni), un’idea tattica non troppo definita e al tempo stesso prevedibile. Il caos organizzato che nel momento di difficoltà diventa caos e basta. La passione per alcuni esperimenti tattici, da ultimo: Danilo mediano bene nell’emergenza, ma visto che sta andando tutto a rotoli perché non dare mezza chance a Fagioli? Ci sono delle responsabilità di Pirlo. Ma ce ne sono altre non sue: i cambi di rotte e le contraddizioni, l’idea di fare il gioco corale dopo aver preso Ronaldo. Poi alcuni acquisti semplicemente sbagliati, che saranno difficili da gestire (Ramsey super-richiesto in Premier sembra Khedira che un giorno sì e l’altro pure firma la risoluzione). E ancora: una squadra che ha delle lacune evidenti e che dal proprio vivaio non è riuscita a tirare fuori un giocatore da prima squadra dai tempi di Marchisio. È roba che pesa, a lungo andare. Da un lato non può certo far dimenticare nove scudetti e dall’altro neanche far passare in secondo piano gli errori (da mettere in preventivo e per questo più perdonabili) di Pirlo come tecnico. Ma nell’ambito di una seria riflessione non si può neanche sottovalutare. Mercoledì la Juve si gioca la stagione, vediamo come andrà.