Gli eroi in bianconero: Roberto TAVOLA

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
07.08.2019 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gli eroi in bianconero: Roberto TAVOLA

Nato a Pescate, in provincia di Como, il 7 agosto 1957, cresce nell’Atalanta, con la quale fa il suo esordio in Serie A, l’11 settembre 1977 nella partita contro il Perugia. Rimane nella società orobica fino all’estate del 1979, quando è acquistato dalla Juventus. In quegli anni, sono molti gli affari che si concretizzano fra le due società; Scirea, Cabrini, Marocchino, Prandelli, Bodini, tanto per fare alcuni esempi. La Juventus deve sostituire un pezzo da novanta, come Romeo Benetti e consegna la maglia numero dieci a Tavola.

Il campionato si conclude con il secondo posto, ottimo risultato poiché alla fine del girone di andata la Juventus era in zona retrocessione; anche l’avventura in Coppa delle Coppe è positiva, nonostante l’eliminazione in semifinale da parte dell’Arsenal, del futuro juventino Brady. Le partite di Roberto furono poche, pochissime e alla fine, tirando i conti, in Galleria San Federico, decisero che il ragazzo doveva farsi le ossa da qualche altra parte.

Fu spedito (con la garanzia di ritorno, giacché era in prestito) a Cagliari insieme a Pietro Paolo Virdis, anche lui esiliato nell’isola che era sua calcisticamente e in pratica. A Cagliari, Tavola, fu impiegato prima come centrocampista e poi come terzino di fascia.

«Fu un’annata un po’ sfortunata sotto parecchi aspetti; qualche incidente, qualche partita saltata nella fase più delicata, quella dell’avvio della stagione, ed ecco spiegato il perché delle mie non numerose apparizioni in campionato. A voler comunque essere preciso e sincero, non sono nemmeno mancati gli aspetti positivi; ci ho comunque guadagnato in esperienza e credo che in molti se ne siano accorti».

Si ripresenta al ritiro juventino dell’estate 1981; la stagione è molto deludente, Roberto totalizza solamente quattro presenze, di cui una schierato nell’inusuale ruolo di terzino sinistro. Fa nuovamente le valigie, destinazione Lazio, in Serie B; due allenatori in un anno: il primo che lo aveva voluto, Clagluna l’altro, Morrone, che non lo amava troppo.

In ogni modo, la promozione in Serie A della Lazio ha visto anche Tavola come protagonista. Ritorna a Torino; la Juventus inizia il campionato 1983-84 senza due suoi monumenti, Zoff e Bettega, ma sarà ugualmente una stagione trionfale; scudetto e Coppa delle Coppe ingrassano la bacheca, ma per Tavola gli spicchi di gloria sono rarissimi. Solamente sei presenze e una fantastica rete, in Coppa delle Coppe, contro il Lechia Danzica.

Termina qui l’avventura juventina di Roberto Tavola; buon centrocampista, dotato di un tiro al fulmicotone ma lacune caratteriali non gli permisero di emergere dall’anonimato.