Gli eroi in bianconero: Marco PACIONE

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
27.07.2015 15:42 di Stefano Bedeschi  articolo letto 3398 volte
© foto di Federico De Luca
Gli eroi in bianconero: Marco PACIONE

Da Pescara, classe 1963, è l’attaccante che, nella stagione 1985-86, deve sostituire il titolare Serena all’occorrenza, od affiancarlo quando si tratta di dare maggiore peso ed incisività all’attacco bianconero. Il ragazzo, che nell’Atalanta in serie B era stato ribattezzato Paciogol per la sua abitudine a segnare reti pesanti, è un talento naturale: gran fisico, buon colpitore di testa, sembra fatto apposta per sfondare le difese avversarie. Racconta il giorno del raduno: «Essere alla Juventus è come arrivare al top, al gradino più alto. Quando ero a Bergamo, nell’Atalanta, sapevo che la Juventus mi stava facendo seguire e si interessava a me. Ora vivo questa esperienza con umiltà e con una gioia incredibile. Non sono storie; quando mi hanno fatto sapere che sarei stato bianconero, mi è sembrato di essere di colpo entrato a far parte del grande calcio. Poi, mi sono detto, quello era soltanto un passaggio e non il traguardo finale. Alla Juventus si deve far sempre bene, crescere con il tempo».
Trapattoni gli dà spesso fiducia, non sempre però ripagato dal ragazzo, che offre buone prestazioni ma che, dopo essersi procurato non poche occasioni da goal, manca sistematicamente di lucidità al momento di concludere, fallendole clamorosamente. La svolta di una stagione già poco entusiasmante arriva una sera di gran gala, in primavera; c’è il Barcellona nei quarti di finale di Coppa dei Campioni, e Trapattoni schiera Pacione nell’undici di partenza, al posto dell’infortunato Serena. Nel primo tempo la Juventus, che deve recuperare lo 0-1 subito al Camp Nou, attacca e Platini offre al centravanti pescarese almeno tre ghiotte palle-goal, tutte mancate di un soffio. Poi, una rete dello scozzese Archibald, in forza ai blaugrana, ammutolisce lo stadio e rende ancora più evidente le opportunità non sfruttate da Pacione.
A fine stagione, Marco da Pescara viene ceduto al Verona, dove, ironia della sorte, non solo riprenderà a fare goal, ma ne rifilerà addirittura due, in un colpo solo, proprio ai bianconeri, in un Verona-Juventus che lo consegnerà direttamente alla leggenda dei tifosi veronesi. Tre stagioni in Veneto, poi il ritorno a Torino, sponda granata, per disputare il campionato di serie B; altri quattro tornei con Genoa e Reggiana, per poi concludere la carriera a Mantova, in serie C, nella stagione 1994-95. Nell’anno della Juventus, concluso con la conquista del 22° scudetto, Pacione, mette comunque insieme 23 partite, di cui 4 in Coppa dei Campioni, pur senza andare mai a segno. Strano destino per un giocatore che in carriera ha realizzato più di 70 reti, molte delle quali, decisive ai fini del risultato.