Gli eroi in bianconero: HERNANES

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
29.05.2020 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gli eroi in bianconero: HERNANES

Hernanes saluta la maglia della Juve numero undici – si legge sulla pagina Facebook de “Lamagliadellajuve” del 10 febbraio 2017 – il brasiliano si è accasato all’Hebei China Fortune, che per assicurarselo ha versato nelle casse bianconere otto milioni di euro più due di eventuali bonus. In questo, caso, la Cina ci è stata vicina: bene così. La tifoseria non lo rimpiangerà, poco ma sicuro.

Il suo acquisto, avvenuto all’ultimo respiro del mercato estivo 2015, non generò alcun entusiasmo: ai tempi del suo passaggio in neroazzurro si era lanciato in dichiarazioni un po’ ardite nei confronti dell’Inter, che aveva definito «Un club onesto, mai sceso in Serie B e mai coinvolto in scandali»... (soprassediamo). Dichiarazioni indirettamente poco intonate con un suo ipotetico futuro in bianconero: un futuro che nemmeno lui aveva potuto immaginare.

La storia del calcio, del resto, è piena di atleti pronti a tutto per ingraziarsi i nuovi fan: Lucio, approdato sotto la Mole dopo aver militato da protagonista nel club meneghino, benedì la liceità dei titoli juventini cancellati dalla Federcalcio con un atteggiamento palesemente ammiccante. Sul campo, Hernanes poteva illustrarsi e rendersi utile alla causa, perché il campo conta più delle parole di convenienza. Il campo ha emesso il verdetto sul centrocampista di Recife, e lo ha bocciato.

Lontanissimo parente del giocatore che si mise in mostra con la maglia della Lazio, il Profeta non è riuscito a ritagliarsi un posto importante nelle gerarchie di Allegri, e quando è stato impiegato non è risultato all’altezza (nemmeno come tiratore: a fronte dei due goal segnati, troppi gli errori, anche in quella che doveva essere la sua specialità). Hernanes ha confezionato giocate suicide, severamente vietate anche ai bambini delle scuole calcio: errori di concetto e non solo tecnici, i suoi avventati disimpegni in orizzontale hanno generato tanti, troppi pericoli per la Vecchia Signora.

Paradossalmente, ha giocato la miglior partita della sua parabola juventina contro una delle squadre più forti e in una delle partite più importanti: il 23 febbraio 2016, da subentrato di Marchisio, disputò un buon tempo contro il Bayern, nell’andata degli ottavi di Champions League.

Buon viaggio, Profeta.