Gli eroi in bianconero: Dani ALVES

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
06.05.2019 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Gli eroi in bianconero: Dani ALVES

LA MAGLIA DELLA JUVE, 28 GIUGNO 2017
Dani Alves ci saluta e ringrazia, chiedendo scusa per qualche atteggiamento da noi mal interpretato (abbiamo equivocato: abbiamo pensato che consigliare a Dybala di approdare in un’altra squadra per completare la sua crescita non fosse un incentivo alla “Joya” a legarsi a vita alla Juve. Abbiamo pensato che mettere in mostra, a stretto giro di posta dalla delusione di Cardiff, le tue scarpe utilizzate nella finale di Berlino non fosse un modo di sottolineare la tua capacità di vincere la Champions senza e contro la Juve, bensì un prezioso omaggio virtuale ai collezionisti di memorabilia bianconera). Siamo stati ingenui, abbiamo interpretato male. O, forse, abbiamo il cuore meno puro del tuo, forse abbiamo familiarità con l’animo cospiratore. La tua classe, non l’abbiamo mai messa in discussione. La tua decisività nel tratto conclusivo della stagione l’abbiamo sottolineata, eccome. Pensavamo che tu ti sentissi grato di appartenere a un club che aveva già vinto tutti i trofei internazionali quando il Barcellona non aveva mai vinto la Coppa dei Campioni. Pensavamo che tu ti sentissi appagato dal far parte di una formazione dalla storia onusta di gloria e da un presente di altissimo profilo. Pensavamo che lo spirito guerriero della Vecchia ti fosse entrato, seppur in minima parte, nel corredo genetico. Pensavamo che tu, proprio perché campione riconosciuto e avviato alla fase discendente della parabola agonistica, ti prendessi maggiormente a cuore la nostra maglia e ci tenessi a onorarla nel migliore dei modi fino alla fine, comportandoti come un maestro, aiutando i giovani a crescere, dando l’esempio. Pensavamo che tu volessi divenire anche una leggenda juventina. Invece no: ci siamo sbagliati e lo ammettiamo, senza vergogna ma con le gote arrossite per l’errore commesso, un errore un po’ grossolano. Ma sappiamo come gira il mondo, e ci rendiamo conto che, in fondo, in questo calcio può succedere di amare una maglia così tanto da pensare che un giocatore che la veste seppur da poco tempo possa affezionarvisi sinceramente. Del resto, è successo qualche anno fa a un vecchio ragazzo di nome Andrea Pirlo; Andrea Pirlo non venne da noi solo per soldi, venne da noi per vincere, per far vedere al mondo che era ancora Andrea Pirlo. E Andrea Pirlo, in quanto a talento, ti è superiore, e non di poco. Ciao, Dani. Ci sono tanti modi per esternare la purezza dei propri sentimenti. Il tuo, a noi non è piaciuto. In tutto e per tutto. Buon proseguimento, ovunque la tua vena romantica ti porterà.


Il suo saluto: «Mi piacerebbe ringraziare tutti i tifosi della Juventus per l’anno vissuto, i miei compagni per avermi accolto e per essere dei veri professionisti. Grazie a loro questo club vince e arriva alle finali. Credo che il mio rispetto verso questo club e la sua tifoseria è consistito nella mia dedizione, il mio impegno, la mia passione e tutto il mio sforzo per far parte di questa squadra, che cresce ogni giorno. Chiedo scusa a ogni tifoso juventino se hanno pensato che io abbia fatto qualcosa per offenderli, mai ho avuto questa intenzione: ho un modo spontaneo di vivere le cose sicché pochi lo capiscono… Anche se sembra, non sono perfetto, ma il mio cuore è puro. Oggi finisce il nostro rapporto professionale e porterò con me tutti quelli che rendono davvero e di cuore la Juventus un grande club. Come sapete ho il difetto di dire sempre quello che penso e che sento… Io sento che devo dire grazie al signor Marotta per l’opportunità che ho avuto di averlo come dirigente, un grande professionista che ama la sua professione. Io non gioco a calcio per denaro, gioco a calcio perché amo questa professione e rispetto chi la pratica. Amo il calcio e mai il denaro mi tratterrà in qualche posto. Grazie mille!».