ESCLUSIVA TJ - Paolo Montero: "Eccezionali i tre nomi fatti per il dopo Allegri, i dirigenti aspettano il momento giusto per annunciarlo. Guardiola? Non si contraddice. Sull'U23, Conte e Tonali..."

30.05.2019 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA TJ - Paolo Montero: "Eccezionali i tre nomi fatti per il dopo Allegri, i dirigenti aspettano il momento giusto per annunciarlo. Guardiola? Non si contraddice. Sull'U23, Conte e Tonali..."

"Sono stato qualche giorno a Buenos Aires per degli impegni, ora sono tornato a Montevideo e mi sto tenendo informato su quel che succede alla Juventus". Inizia così la nostra consueta chiacchierata con Paolo Montero, indimenticato e indiscusso ex difensore bianconero che ai microfoni di TuttoJuve.com, in esclusiva, commenta le ultime vicende in casa bianconera e non solo:

Pensavamo avessi avuto dei contatti con la Juventus Under 23 per subentrare a mister Zironelli.

"Magari (sorride), mi piacerebbe lavorare per la Juventus ma non ho mai avuto contatti con loro".

Juventus che si sta guardando molto intorno, visto che la prima e la seconda squadra sono attualmente senza guida tecnica.

"Ho letto che per l'U23 si fa il nome di Andrea (Pirlo ndr), mentre per la prima squadra si fanno i nomi di Sarri, Klopp e Pochettino. Conoscendo bene i dirigenti, penso che abbiano già preso una decisione e stanno aspettando solo il momento giusto per annunciarlo. Questa è la mia opinione da lontano".

Tra i nomi che hai letto, chi ti piacerebbe vedere sulla panchina della Juve? In Italia, mai come questa volta, ci sono tante divergenze d'opinione.

"I giornalisti non riescono a scoprire che cosa pensano Pavel, Fabio e Andrea (Agnelli ndr), ma qui si parla di tre grandi allenatori e chiunque dovesse arrivare sarebbe eccezionale. Basta vedere come gioca il Liverpool, come gioca il Chelsea di Sarri che ha fatto grandi cose con il Napoli e quest'anno ha raggiunto una finale europea. E' partito dal basso e si è guadagnato tutto questo".

C'è un quarto nome che non mi hai fatto: Pep Guardiola.

"Ho visto le immagini in cui dichiara che rimarrà sicuramente al Manchester City, da lontano non sembra una persona che non fa quel che dice. Personalmente non lo farei, mi ritengo molto schietto".

Il calcio, però, è pieno di esempi al contrario, perché tutti ricordiamo Fabio Capello che nel 2004 dichiarò a più riprese di non voler allenare la Juventus e invece in quella stessa estate prese il posto di Marcello Lippi.

"Le dinamiche, in questo mondo, possono cambiare continuamente ma quello è fatto un personale. Moggi, Giraudo e Bettega, probabilmente, furono abbastanza convincenti nelle riunioni che sono seguite a quelle dichiarazioni. Ma Guardiola, fin dai tempi in cui giocava, ha sempre dato l'impressione di essere una persona che non si contraddice".

Da tifoso bianconero, hai una preferenza per i tre nomi che mi hai fatto?

"A me andrebbero bene tutti e tre, magari i dirigenti della Juventus hanno in mente un'altra sorpresa che noi non sappiamo. Tutte le squadre importanti sono brave a non far trasparire ciò che fanno, la Juve è tornata un grande club anche grazie al lavoro della società che negli anni ha vinto un sacco di trofei e ha raggiunto due finali di Champions League. E non bisogna togliere, in nessun modo, i meriti di Conte, Allegri e dei loro rispettivi staff".

La dirigenza è stata talmente brava che ha saputo depistare i mass media riguardo l'addio di Allegri, anche se qualcuno c'era arrivato. Ti ha un po' sorpreso quel che è successo?

"Non me lo aspettavo, la dirigenza ha scelto di cambiare dopo tanti anni e sicuramente avrà i suoi motivi. Allegri ha allenato la Juve per cinque anni di fila e non tutti sono in grado di raggiungere questa longevità, ricordo Carlo che ha allenato il Milan per otto stagioni e Lippi che, però, ha avuto più cicli".

Parlando di sorprese, avrai avuto questa espressione anche quando hai letto o sentito che Andrea Agnelli ti nominava il suo giocatore preferito.

"Sì (ride ndr), lo so che mi vuole bene".

L'Inter è vicinissima ad annunciare Antonio Conte, che è stato ad un passo dal clamoroso ritorno alla Juventus. Come giudichi questa scelta?

"E' da un po' di tempo che non parlo con lui, dalle interviste che ha rilasciato si capiva che aveva voglia di tornare ad allenare in Italia. Non mi sorprende, l'Inter è una squadra importante come il Milan e la Juve. Non dimentichiamoci che in nerazzurro c'è Marotta: lui e Antonio sono stati tra i protagonisti della rinascita bianconera. Antonio, persona che pensa al presente e soprattutto al futuro, è rimasto stregato dal progetto e per questo ha accettato la panchina. Questa, ovviamente, è la mia interpretazione".

E dopo tanti anni di buio, Conte può portare la luce nell'Inter.

"Marotta lo ha preso conoscendo la sua personalità, ho conosciuto tanti giocatori che mi hanno parlato bene delle sue doti di allenatore".

Domanda secca: vedremo prima la quarta stella oppure la terza Champions League?

"Personalmente? Mi auguro la terza! Questo ciclo composto da calciatori e dirigenti vincenti merita la Champions League, lo affermo molto sinceramente. E' noioso il concetto che la Juve debba vincere tutto perché è forte, allora anche le altre big come Inter, Milan e Real Madrid dovrebbero trionfare ogni anno".

E' sempre stata criticata per il gioco, magari adesso può succedere il contrario.

"Sì, ma ricordo che il Milan, nel periodo in cui fui un giocatore dell'Atalanta, era criticato per il gioco. Il Milan! Parliamo di una delle squadre più forti di quel periodo. La verità è che quando vinci sei sempre scomodo e questo sta accadendo con la Juventus. Ronaldo? Non si può aggiungere nient'altro da lui".

E sul calciomercato, quale è il tuo pensiero?

"Penso che la dirigenza stia pensando a dei giocatori forti da acquistare, i nomi come sempre sono tanti. Milinkovic Savic? Bisogna vedere se è vero oppure no. E' un giocatore forte, ma ho letto che i bianconeri sono interessati a Tonali del Brescia. Ho avuto modo di vedere qualche partita del campionato di Serie B e ci sono giovani interessanti, tra cui lo stesso centrocampista. Senza dimenticarci dell'Under 23 dove ci sono i giovani del futuro, tra cui Nicolussi Caviglia e Pereira che hanno già debuttato in prima squadra. E c'è Zanimacchia che è molto bravo".

Il centrocampista lo hai detto, il difensore invece?

"Per quelli che ho avuto modo di vedere in Champions, mi piacerebbe vedere De Ligt dell'Ajax. A diciannove anni è già in grado di impostare perché ha un buon piede, è bravo a difendere come lo richiede la Juve, ha molta personalità e si assume sempre dei grandi rischi. Avrà un futuro importante questo ragazzo, io direi da mostro".

Dybala: lo terresti o lo cederesti?

"Io terrei sempre un giocatore così".

O passa la palla o passa la gamba, ci puoi spiegare questa affermazione?

"Era una battuta detta con un giornalista, perché quando eri piccolo in Uruguay ti dicevano che se passava la palla non poteva passare l'uomo. E ho utilizzato anche io questo modo di dire (sorride ndr), perché significa che dovevi fare fallo".

Con chi adotteresti questo tuo modo di dire nel calcio di oggi?

"Al giorno d'oggi, essendoci tante telecamere e il Var, non si potrebbe fare questo perché vai fuori subito. Sicuramente proverei a limitare tutti i miei avversari, ma l'arbitro dei miei tempi concedeva molto di più rispetto a quello attuale che invece ti ammonisce o ti espelle subito".

Si ringrazia Paolo Montero per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.