ESCLUSIVA TJ - Moro su Pirlo: "Si sente responsabile, ma sbagliando si impara. Dovrà lavorare molto sull'atteggiamento dei calciatori. Nel finale di stagione può utilizzare il 4-3-3"

12.03.2021 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Moro su Pirlo: "Si sente responsabile, ma sbagliando si impara. Dovrà lavorare molto sull'atteggiamento dei calciatori. Nel finale di stagione può utilizzare il 4-3-3"
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La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, colui che lanciò Andrea Pirlo tra i professionisti, Adelio Moro, per parlare approfonditamente del suo pupillo e non solo:

A tre giorni di distanza, la delusione per l'eliminazione dalla Champions non è ancora stata sbollita.

"Andrea è a conoscenza del fatto che c'è molta gente delusa per questa eliminazione, ma in questo momento non ha bisogno di parole. Chi lo conosce bene sa la sua forza e la sua personalità, questo fa parte del suo percorso di crescita. Bisogna anche dire che è girata anche male, mi riferisco non tanto alla prima partita dove la Juve non c'è stata ma al ritorno dove nel secondo tempo il Porto non l'ha mai vista. I portoghesi erano belli compatti, forti fisicamente, bravi a difendersi all'italiana. Il loro allenatore è cresciuto calcisticamente in Italia".

E' girata male, ma sostanzialmente la Juventus in Europa è allo stesso punto dell'anno scorso. Pensi che la società si aspettasse nuovamente un passo falso del genere?

"Se la società ha effettuato questa scelta ad agosto, significa che sono stati calcolati tutti i rischi fin dall'inizio. La Juve non ha cambiato solo l'allenatore, ma sono stati inseriti quattro o cinque elementi molto giovani che si stanno adattando pian piano. Bisogna avere solo un po' di pazienza".

Ciò che si evince è che la Juventus quest'anno abbia sempre sbagliato l'atteggiamento. Dipende dall'allenatore o dai giocatori?

"E' li che Andrea dovrà lavorarci, i giocatori sono consapevoli di essere forti. Questa è una squadra che vince da nove anni, al di là degli errori commessi non bisogna mai mettere in discussione la forza di questa Juve. Quindi bisognerà invertire il trend, in modo da evitare che si regalino minuti come successo nelle ultime settimane".

Il tempo c'è, la Juve è ancora in corsa in campionato e c'è una finale da giocare in Coppa Italia.

"Assolutamente, ora bisognerà ripartire da qui. In Coppa c'è un avversario come l'Atalanta che conosci molto bene, in campionato invece non è ancora finita. Rido di gusto quando leggo di persone già convinte che lo scudetto vincerà l'Inter, con 39 punti ancora in palio non è possibile fare un discorso del genere. Ad oggi i punti di distacco non contano niente, c'è ancora molto da giocare. Già mercoledì prossimo, dopo il recupero con il Napoli, possiamo avere un'idea più concreta a riguardo".

Sei sempre convinto che Andrea possa utilizzare il 4-3-3? 

"Per larga parte della stagione ha utilizzato il 4-4-2, per cui sono pienamente convinto che il 4-3-3 possa essere ancora utilizzato. Sarebbe bello vedere un attacco con Morata, Ronaldo e un Chiesa più votato all'attacco. I centrocampisti potrebbero essere importanti negli inserimenti, in particolare penso a Kulusevski come mezz'ala".

Tornando per un attimo al match col Porto, non credi che Pirlo abbia impiegato un po' troppo a fare i cambi?

"Un po' sì, ma cresci soprattutto in questi momenti. Chi non ha mai sbagliato? Anche i più bravi come Lippi e Trapattoni hanno fatto degli errori durante la partita. Ad Andrea vanno concesso queste attenuanti, è solo all'inizio del percorso. Nel momento in cui il Porto è rimasto in dieci, è chiaro che il pensiero sia stata di vincerla. Purtroppo non sono state sfruttare le palle gol costruite, quella dell'inizio di Morata o i due legni colti da Chiesa e Cuadrado. Diciamo anche che è stato concesso un rigore agli avversari molto generoso, lì l'andamento della partita è cambiata". 

A tuo parere, come sta affrontando questi giorni?

"Premetto che le sconfitte da calciatore non sono come quelle che subisci da allenatore. Andrea si sente responsabile, ma adesso dovrà stare solo tranquillo e sereno. Ha l'appoggio del presidente, di Paratici e di Nedved, per questo deve essere sicuro di ciò che fa. L'importante è che proverà a centrare tutti gli obiettivi rimasti, con la consapevolezza che da qui si potrà aprire un nuovo ciclo magari più vincente nel prossimo futuro".

Curiosità finale: da osservatore dell'Inter hai avuto modo di vedere molti talenti. C'è qualcuno di questi che, poi, è andato alla Juventus?

"Sì, ma i nomi non li voglio fare (sorride ndr). In questi anni ci sono stati molti giocatori seguiti da Inter, Juve e tanti altri club. La maggior parte di loro è finita proprio in bianconero, così sono stati costruiti i successi degli ultimi anni".

Si ringrazia Adelio Moro per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.