ESCLUSIVA TJ - Monguzzi, ex allenatore di Locatelli: "Juve sbrigati a prenderlo, può diventare come Marchisio. Vi racconto come era nel settore giovanile..."

16.08.2021 12:15 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Monguzzi, ex allenatore di Locatelli: "Juve sbrigati a prenderlo, può diventare come Marchisio. Vi racconto come era nel settore giovanile..."
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© foto di Pietro Mazzara

"Ho avuto la fortuna di non aver fatto danni con Manuel Locatelli (ride ndr)", lo rompe così il ghiaccio Riccardo Monguzzi, attuale tecnico della Berretti del Monza, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ci racconta quel Locatelli che tanto desidera la Juventus: 

"Sono stato suo allenatore nell'U17 del Milan e in quegli anni lo dividevo con Cristian Brocchi, era talmente bravo che già giocava in Primavera - ha dichiarato -. Il giovedì e il venerdì, quando non era chiamato da Brocchi, si allenava e giocava con noi, complessivamente avrà fatto una ventina di presenze in entrambe le categorie. Quando ci sono dei talenti così importanti - ha continuato - l'allenatore può aiutarli a crescere dal punto di vista caratteriale, metodologico e della fiducia, ma è tutto merito suo. Per questo, a livello di fortuna, è stata più la nostra che di Manuel".

I tifosi sono mesi che aspettano Locatelli, ma la fumata bianca non è ancora arrivata ad oggi. Fa bene la Juventus ad inseguirlo così a lungo?

"E' un po' il gioco delle parti, ma non sentendo più altre squadre interessate oramai credo sarà una trattativa che si andrà da definire. Lo spero da tifoso della Juve, Manuel è un ragazzo giovane e forte che sarà il futuro della nazionale italiana. Capisco i tifosi, anche io ho un po' d'ansia a riguardo. Prendiamolo in fretta".

Dunque saresti contento di vedere Locatelli alla Juventus.

"Assolutamente, sarei davvero contento se arrivasse a Torino. I bianconeri hanno cominciato un progetto di ringiovanimento che ha visto arrivare giovani importanti come Chiesa e Kulusevski. E in più, la storia dice che è sempre stato il blocco italiano ad esser protagonista. Anche per il forte senso di appartenenza, il gruppo storico ne trarrebbe giovamento. Manuel, poi, è uno dei più forti a livello italiano ed europeo".

Nel gioco di Allegri, eventualmente, dove lo vedresti bene Locatelli?

"Lui può giocar bene davanti la difesa in un centrocampo a due o a tre, oppure far la mezz'ala e vederlo protagonista come contro la Svizzera. Credo che ad Allegri piacciano i giocatori in grado di attaccare l'area, un po' come faceva Marchisio. Se Manuel dovesse migliorare anche in quello, diventerebbe un giocatore universale. Ha imparato a non forzare le giocate. Mentre nel settore giovanile poteva giocare dappertutto, invece al Sassuolo sotto la guida di De Zerbi è diventato un giocatore completo. Lo deve ringraziare tanto".

Mi citavi Marchisio, che effettivamente incarnava lo spirito Juve e faceva parte di quel blocco italiano vincente nei bianconeri.

"Ricordo che anche Marchisio era stato schierato davanti la difesa, ma il meglio fu come incursore. Così come ha fatto lui, anche Manuel dovrà cercare di migliorare le sue lacune".

 Quale è un ricordo che ti lega a lui?

"A lui dicevo sempre di giocar corto, perché l'intento era quello di dominare il centrocampo avversario. Sbagliare il lancio lungo era un problema, per Manuel evidentemente no. Non ne ha mai sbagliato uno, che cosa gli potevi dire? Era il migliore centrocampista d'Italia della sua età. Ricordo poi l'ultima giornata di regular season, il Milan giocava con il Cagliari e ci bastava un pareggio per arrivare davanti all'Inter nel girone. Posso continuare?".

Certo, anche perché il cassetto dei ricordi si sta aprendo sempre di più.

"Il risultato era in parità, all'ultimo minuto Manuel raccolse un cross da 0-0 mal giocato da un compagno e riuscì, dopo un grande stop, ad inventarsi una sforbiciata dal limite dell'area. Il 'Vismara' rimase a bocca aperta, palla all'incrocio sul secondo palo e vittoria conquistata. Lui se lo ricorderà senz'altro, il gol era imbarazzante per quanto bello".

Con Locatelli, il centrocampo della Juve diventerebbe il più forte d'Italia?

"Occupandomi di settore giovanile, non so ben giudicare. Però se dovesse arrivare anche Pjanic, il livello si alzerebbero ulteriormente. La Juve non avrebbe nulla da invidiare agli altri centrocampi rivali".

Si ringrazia Riccardo Monguzzi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.