ESCLUSIVA TJ - Il secondo addio di Buffon raccontato da chi lo ha conosciuto alla Juventus

12.05.2021 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Il secondo addio di Buffon raccontato da chi lo ha conosciuto alla Juventus
TuttoJuve.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Sono passati quasi due anni dalla presentazione a Milano nello store ufficiale della società, in quel caldo pomeriggio di luglio il sorrisone di Gianluigi Buffon la diceva lunga sul suo ritorno in bianconero. Due stagioni vissute nuovamente all'ombra della Mole in cui il numero 77 si è dovuto calare nella nuova realtà di secondo portiere e ha dovuto convivere con una situazione mai capitata in carriera. I rumors e le voci si susseguivano da almeno un paio di mesi, ma l'ufficialità del nuovo addio di Gigi è arrivato da lui stesso nel corso dell'intervista rilasciata a BeinSports. 

La nostra redazione ha contattato alcuni dei suoi ex allenatori e preparatori dei portieri avuti alla Juventus, per commentare insieme il suo nuovo addio e non solo:

Giampiero Ventrone (preparatore atletico 1994/1999 e 2001/2004): "Nella vita non si sa se un qualcosa inizierà, ma certamente finirà. Gigi, dopo una carriera paragonabile ad un highlander, a detta sua vuole chiudere l'esperienza non specificando se terminerà o meno. Per come lo conosco, se qualcuno gli farà drizzare il pelo non è detto che non accetterà. Personaggi come lui, in campo o fuori, miglioreranno sempre i capitali delle società. Il mio augurio è che possa continuare la sua storia con il suo entusiasmo e il suo modo di essere diverso dagli altri".

Ivano Bordon (preparatore dei portieri 1994/1999 e 2001/2004, Italia 2004/2006): "Se Gigi si sente ancora integro per continuare a giocare a calcio, l'augurio è che possa continuare. Il suo ritorno alla Juve non ha intaccato in alcun modo la storia che era stata creata prima, perché si è sempre fatto trovare pronto nel momento in cui è stato chiamato in causa. Ho letto che giocherà stasera e contro l'Atalanta in Coppa, non c'è modo migliore che salutare i bianconeri aiutandoli a conquistare gli ultimi obiettivi. Non sarà un addio, ma un nuovo arrivederci".

Franco Tancredi (preparatore dei portieri 2004/2006): "Sono dispiaciuto per questa notizia, ieri è stato un giorno triste per il calcio italiano. Soprattutto per quel ruolo, che ha interpretato come il più forte di tutti i tempi. L'ho allenato per due anni e per me è stato un grosso piacere, a lui è mancato il Pallone d'Oro che avrebbe meritato nel 2006. Gigi ha un forte senso di appartenenza nei confronti della 'Vecchia Signora', non dimentichiamoci che è sceso in Serie B. Se Gigi vorrà continuare farà più che bene, altrimenti spero possa rimanere nel calcio. Abbiamo bisogno di esempi come lui".

Giorgio Pellizzaro (preparatore dei portieri Juventus 2007/2009): "Non è stata una sorpresa perché la decisione era già nell'aria, lo conosco abbastanza bene e so quanto è innamorato di questa professione. Gigi sta bene fisicamente, se vorrà continuare significa che è molto motivato. Pensavo potesse assumere un ruolo importante nel club, ma non è detto che non potrà ritornare in futuro".

Alessandro Nista (preparatore dei portieri Juventus 2010): "Gigi è una delle persone più corrette conosciute in questo ambiente, la scelta è emersa ieri ma è una cosa di cui aveva già parlato con l'ambiente Juventus da diversi mesi. Probabilmente avrebbe potuto già salutare la scorsa stagione quando gli era arrivata una proposta allettante, ma aveva già dato la sua parola al club per cui aveva firmato il contratto e gli stava riconoscendo il suo infinito valore. L'ho allenato alla Juve in quella stagione non fortunatissima, ma il mio percorso con lui è iniziato almeno quindici anni prima. C'è sempre stata amicizia e grande rispetto tra di noi. Oltre che un professionista esemplare è un fenomeno di longevità, penso che pochi portieri nella storia hanno dimostrato di essere al top per tutto questo tempo. Se ha ancora voglia di giocare, potrebbe essere una decisione di successo. Mondiale? Magari dentro di se può ancora cullare questo desiderio. L'eliminazione da Russia 2018 lo ha privato del record e dell'immensa grandezza che ne deriva, questa è una cosa ingiusta esattamente come il mancato riconoscimento del Pallone d'Oro per l'amore dimostrato alla Juventus".