ESCLUSIVA TJ - Evelina Christillin: "Dio benedica Bonucci, ad Andrea ho detto che poteva festeggiare con tranquillità. Pirlo o Sarri? Per affetto Allegri. E sulla Superlega..."

07.12.2020 14:00 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Evelina Christillin: "Dio benedica Bonucci, ad Andrea ho detto che poteva festeggiare con tranquillità. Pirlo o Sarri? Per affetto Allegri. E sulla Superlega..."
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, la manager torinese membro aggiuntivo Uefa del consiglio Fifa - nonché tifosissima doc bianconera -, Evelina Christillin, per parlare della sua Juventus e non solo: 

Ai microfoni de "La Stampa", qualche giorno fa, aveva dichiarato qualche giorno fa che "viveva il derby in maniera un po' abulica". Lo è ancora?

"Era un po' un riferimento a quanto viviamo oggi, viene un po' a mancare l'entusiasmo e la testa è un po' da un'altra parte. Le emergenze e le sofferenze fanno passare tutto in secondo piano, derby compreso, però al fischio di inizio la voglia di tifare Juventus è venuta ugualmente. Quest'anno per i motivi già elencati ho evitato sfottò e messaggi di scherno agli amici più cari, ma Dio benedica Bonucci per la sua capocciata".

A pensarci, i messaggi di sfottò e di scherno li ha ricevuti pochissime volte negli ultimi anni.

"L'ultimo derby che abbiamo perso è stato quello del 2015, poi in ordine temporale c'è addirittura quello del 1995. La verità è che soffro molto di più la sfida con l'Inter rispetto al Torino, non perché con i granata sono tre punti garantiti ma perché la rivalità sportiva è da sempre, dal mio punto di vista personale, più sentita nei confronti della beneamata".

Se l'aspettava una Juventus così arrendevole nella prima frazione?

"Fino al 70' mi è parsa di vedere una Juventus molto distante da quella spettacolare che vorremo sempre vedere, era veramente molto triste la questione. Non sembrava che ci fosse in campo grinta e cuore, addirittura Bonucci ha detto che rientravano a due all'ora. Onestamente il Torino ha ceduto nella parte finale del match, erano stanchi e sono calati nella corsa. Senza quella parata di Szczesny potevamo essere addirittura in svantaggio di due gol, la sveglia l'ha suonata il gol annullato di Cuadrado. E l'ingresso di McKennie ha acceso la Juve come un albero natalizio".

Ed è stata anche l'occasione per il presidente Agnelli di festeggiare al meglio il compleanno.

"Sì ci siamo sentiti per messaggio ieri mattina, entrambi siamo sempre molto mattinieri. Ho detto ad Andrea che poteva festeggiare in tranquillità, riferendomi chiaramente al gol di Bonucci".

Se non fosse arrivata la vittoria nel derby, a suo parere si poteva già parlare di crisi?

"Non tocca a me rispondere, non faccio parte della società di cui ho un rispetto enorme. Il calcio è il pane quotidiano di tutti noi, dai bar ai negozi è un argomento affrontato da tutti. Ed è anche molto ondivago: si passa dall'apoteosi al disastro nel giro di pochi giorni, basta vedere ciò che è stato detto all'Inter nelle ultime tre settimane. Ritengo che Pirlo possieda tutti i diritti di godere di un periodo di assestamento, deve avere il tempo a disposizione per mettere in campo la squadra secondo le sue idee. Sarebbe stato ingiusto parlare di crisi, con Allegri cinque anni fa eravamo dodicesimi dopo la sconfitta col Sassuolo. Siamo abituati a nove anni in cui la Juve è sempre in testa alla classifica, non esserlo oggi è una rarità. Ma in generale ci sono stranezze anche altrove, il Barcellona che perde a Cadice o in Premier dove in testa c'è il Tottenham e non il City o il Liverpool".

In effetti il calcio nel periodo "Covid-19" è molto strano, a me viene in mente l'esempio del Milan che si è totalmente trasformato.

"A me colpisce particolarmente questa squadra, l'età media era di 22 anni. Prima del lockdown volevano esonerare Pioli, oggi invece ha delle potenzialità enormi. Un mio amico, tifoso milanista, mi ha detto una frase che mi ha fatto molto riflettere: senza pubblico, i ragazzi giovani sono più tranquilli perché non risentono dei fischi. E, così, si sono scongelati dalla paura. Non so se sia vero, ma potrebbe esserlo".

Da tifosa, preferisce più il gioco di Pirlo oppure preferiva quello di Sarri?

"Il gioco di Pirlo non ho ancora prese le misure e forse non lo ha fatto nemmeno lui. E' da diverse settimane che afferma di voler provare dei cambiamenti, penso lo possa fare in virtù di una rosa molto ampia. Dal mio punto di vista, che non sono un tecnico, ma noto che a Kulusevski, Rabiot e Chiesa non ha ancora trovato la giusta posizione. A me il calcio di Sarri, in teoria, divertiva molto, ma lì credo fossero presenti dei problemi personali con alcuni giocatori e in una squadra ci deve essere un affiatamento personale. Il mio affetto, se posso permettermi, è ancora per Allegri".

E invece su Dybala, quale è la sua opinione?

"Apprezzo tantissimo Dybala come ragazzo, è venuto da noi al museo egizio e ho constatato che è molto colto e sensibile. E' stato molto bello ciò che ha fatto per la regione Piemonte con quel messaggio che ha divulgato sul 'Covid-19'. Credo che psicologicamente non abbia una tenuta nervosa enorme, quando le cose non girano al massimo e si sente poco coinvolto non riesce a dare il massimo. La prima parte di match con il Toro è stata pessima da parte sua e di tutta la squadra eccetto Szczesny, ma poi nel finale è stato molto attivo e quasi segnava il gol della vittoria. Forse l'arrivo di Morata è stato un po' destabilizzante per la sua posizione, quel che posso dire è che sia un giocatore ancora molto giovane di grandissima classe. Bisogna puntare ancora su di lui, in attesa di ritrovare il vero Paulo".

Che partita si aspetta con il Barcellona?

"E' una partita che conta a livello di gioco, un po' meno a livello di risultato perché la qualificazione è già stata acquisita. Il primo posto arriverebbe in caso di vittoria con tre gol di scarto, ma non è detto che esser teste di serie sia meglio. L'esempio perfetto è quel che è accaduto con il Lione la scorsa stagione".

C'è la possibilità di vedere una Superlega a 36 squadre in futuro?

"No, l'Uefa non ha alcuna intenzione di fare una Superlega. Questo lo posso affermare chiaro e tondo".

Si ringrazia Evelina Christillin per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.