ESCLUSIVA TJ - Emerson: "La Juve di Allegri come quella di Capello, può sognare di vincere la Champions. Dybala deve dimostrare di valere in Europa. Su Calciopoli, Douglas e Alex Sandro..."

27.03.2019 12:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
ESCLUSIVA TJ - Emerson: "La Juve di Allegri come quella di Capello, può sognare di vincere la Champions. Dybala deve dimostrare di valere in Europa. Su Calciopoli, Douglas e Alex Sandro..."

E' stato tra i protagonisti di uno dei trasferimenti più chiacchierati della rovente estate 2004 che vide Capello, Zebina ed Emerson Ferreira Da Rosa trasferirsi da Roma a Torino sponda Juventus. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, quell'operazione lasciò evidenti strascichi e polemiche, La redazione di TuttoJuve.com ha raggiunto telefonicamente a Miami, in esclusiva, l'ex centrocampista bianconero per parlare del momento bianconero e non solo:

Come sta andando la tua avventura a Miami? Ci puoi raccontare il tuo lavoro e che cosa ti sta colpendo l'America calcistica?

"La mia esperienza qui a Miami sta procedendo a gonfie vele, ho scelto questo calcio in funzione della crescita esponenziale che avrà il calcio americano nel giro di un paio d'anni. Non c'è fretta, pian piano stiamo lavorando per migliorare sempre di più".

Quanto ti manca giocare? Quanto ti manca essere "Il Puma" in mezzo al campo?

"Sì, mi manca davvero tanto (sorride ndr). Specialmente per un brasiliano, tutti noi sogniamo di giocare a calcio e personalmente sono riuscito a giocare sia nei più grandi club al mondo e sia nella nazionale verdeoro. Purtroppo l'età in cui devi ritirarti arriva per tutti, ma in diciotto anni di carriera ho fatto delle buone cose e penso di aver lasciato un bel ricordo"

A proposito Emerson, c'è un giocatore che ti assomiglia di cui parleresti bene?

"Non mi è mai piaciuto paragonare i vari giocatori, infatti ad oggi non vedo un calciatore delle mie caratteristiche. A me piace molto Arthur del Barcellona, è un ragazzo di qualità e di grande personalità. Seguo moltissimo anche Casemiro del Real Madrid, predilige più la parte difensiva che quella offensiva. Trovo delle similitudini con il mio modo di interpretare quel ruolo. Loro due hanno davvero un gran potenziale".

Un commento sulla stagione della Juventus, che ha quasi vinto il campionato ed è ai quarti di finale di Champions. Ti aspettavi un campionato già chiuso a marzo?

"La Juve è sempre molto forte in Italia, infatti negli ultimi anni ha dimostrato grande qualità e riesce a vincere le partite con facilità. Ci sono altre squadre che cercano un po' di disturbarla, ma non sono ancora a livello dei bianconeri. Il Milan si sta pian piano ristrutturando, l'Inter non è più quella di una volta e lo abbiamo visto in Europa, il Napoli è migliorato ma fa ancora un po' di fatica e la Roma sta provando a tenere il passo".

"Proprio la Champions, competizione che a Torino vivono un po' come una ossessione. Dopo la rimonta con l'Atletico e con un Cristiano Ronaldo in queste condizioni, pensi che la squadra bianconera può riuscire a vincere la Champions?

"Sì, la Juve può sognare di vincere la Champions e ha più possibilità di vincerla grazie alla prestazione straordinaria contro l'Atletico. Specialmente quando riesci ad effettuare una rimonta del genere. Non dimentichiamoci, inoltre, che nella sua rosa c'è un giocatore spettacolare come Cristiano Ronaldo anche se si è infortunato. Spero per lui possa rientrare in fretta. E' un grande professionista che riesce a dare la carica nei momenti più difficili. E, soprattutto, i suoi compagni possono sempre contare su di lui".

 In Italia spesso abbiamo criticato Massimiliano Allegri per una Juventus non bellissima dal punto di vista del gioco. Può ricordare la tua Juve allenata da Fabio Capello che vinceva pur non giocando bene?

"Non sono d'accordo, la Juventus gioca un grande calcio e lo ha dimostrato nell'ultima partita europea. Non la ribalti se non giochi bene. Questa squadra non gioca come il Barcellona semplicemente perché i giocatori possiedono caratteristiche differenti, infatti i bianconeri prediligono più la forza fisica e la concretezza. Anche la mia Juve allenata da Capello era così, noi avevamo Del Piero, Trezeguet, Vieira e tutti gli altri che sapevano giocare a pallone. Eravamo molto forti e la nostra peculiarità era quella di rubar palla all'avversario proprio per il nostro grande pressing. Qui devi vincere sempre, non c'è altra soluzione. E questi ragazzi stanno facendo molto bene ormai da diversi anni".

Affermi che la tua Juve era come questa, ma prova a rispondere a questa domanda: quale era la più forte?

"E' molto difficile rispondere a questa domanda, era decisamente un'altra epoca dove la mia Juve era forte così come lo erano gli avversari. C'era il Milan di Ancelotti, l'Inter di Mancini e anche la Roma che aveva vinto qualche anno prima il campionato. La Serie A, a differenza di oggi, era molto più difficile ed ora il torneo più difficile è quello inglese per il maggior equilibrio che riesce a garantire. In conclusione, a mio avviso, è giusto affermare che la Juventus odierna è forte per le competizioni a cui partecipa e la mia lo era per i motivi che ho appena spiegato".

Che cosa manca al centrocampo della Juve per essere il più forte d'Europa?

"Penso che la Juve stia bene così, ha i giocatori adatti per disputare tutte le manifestazioni a cui partecipa. Mi fido molto delle persone che lavorano nella Juventus, sicuramente sono già al lavoro per rendere ancor più competitiva la squadra in vista della prossima stagione. Ovviamente, con il benestare dell'allenatore. Ramsey? E' un bel giocatore che rinforzerà questo club".

Douglas è infortunato e come Alex Sandro potrebbe andare via questa estate. Ti chiedo: che cosa pensi delle condizioni di Douglas Costa e di un possibile scambio Marcelo-Alex Sandro?

"Douglas Costa mi piace molto come calciatore, purtroppo è sfortunato perché si infortuna parecchio. E' un vero peccato, perchè sa far bene il suo ruolo ed è uno dei pochi al mondo che è capace di essere devastante a sinistra. Alex Sandro, invece, non è un calciatore che fa la differenza ma è molto bravo a difendere ed è in grado di aiutare i suoi compagni in questo. Ho letto le voci di una sua possibile partenza, è un nazionale e mi dispiacerebbe molto se lasciasse la Juventus. Su Marcelo, bisogna valutare le sue condizioni fisiche poiché se sta bene è uno dei migliori al mondo".

Che cosa manca a Dybala per diventare forte come un altro numero 10 della Juve, Alex Del Piero?

"A mio parere, ciò che manca a Dybala è di dimostrare il suo valore in Europa al contrario del palcoscenico italiano in cui ha già messo in mostra le sue qualità. Lui deve cercare di diventare ciò che pensa la gente, deve iniziare a fare la differenza nel palcoscenico europeo e con la nazionale argentina".

Nel 2004 hai fatto di tutto per trasferirti alla Juventus, ma due anni più tardi hai scelto il Real e per questo tanti tifosi non ti hanno ancora perdonato. Due domande: nel 2004 quale fu il motivo per cui ti fece scegliere a tutti i costi la Juventus e lasciare la Roma con cui avevi vinto uno scudetto? E che cosa ti ha portato via da Torino? Lo scandalo Calciopoli? Mister Capello che stava andando proprio al Madrid?

"Quando andai via dalla Roma, la società giallorossa aveva bisogno di soldi e c'era già un accordo con il presidente per quanto riguarda la mia cessione. Successivamente è arrivata la Juventus, c'è sempre stata una grande rivalità tra le due squadre e purtroppo i tifosi non hanno capito bene la situazione. Ormai è un capitolo chiuso. Ho sempre svolto al meglio il mio lavoro e ho sempre rispettato i colori che indossavo, ad esempio in Germania i supporters del Bayer Leverkusen mi vedono ancora di buon occhio così come quelli del Gremio in Brasile. Alla Roma ho vissuto dei bei momenti così come nella Juventus, al Real Madrid riuscii a vincere il campionato spagnolo. Questi sono episodi di campo, fa parte di questo gioco e cerco di comprendere il loro punto di vista. Perché significa che ho fatto un qualcosa di bello mentre ho indossato quelle maglie".

Non fosse successo Calciopoli saresti rimasto alla Juventus?

"Sicuramente sarei rimasto, ma tutto venne condizionato da Calciopoli. La Juventus non sarebbe riuscita a mantenere tutti, ecco perché alcuni di noi come me, Cannavaro, Vieira ed Ibrahimovic andarono via. Anche perché ci fecero capire che dovevano essere effettuate delle cessioni. Al contrario di altri, invece, che sono rimasti e hanno fatto la differenza riportando così la squadra dove meritava di essere. Quando Capello è andato a Madrid, ha chiesto di acquistarmi e i bianconeri hanno avallato a questa operazione. Penso che, con la mia cessione, di averli aiutati in quel periodo".

Con lo squadrone che aveva la Juve in quel periodo (ancora non mi spiego come siete usciti ai quarti con Liverpool ed Arsenal) avreste vinto la Champions? Si parlava di Gerrard su tutti.

"Potevamo vincere la Champions, perché Capello stava preparando la squadra per vincere questa coppa. Se non ricordo male, in programma c'era l'acquisto di due o tre calciatori molto forti ma purtroppo non è andata in questo modo".

Si ringrazia Emerson Ferreira da Rosa per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.