ESCLUSIVA TJ - Bercellino ricorda la finale del '65: "Herrera ci chiese di aver pazienza, l'Inter fu battuta in contropiede. Pronostico? La Juve vincerà 1-0"

10.05.2022 15:30 di Mirko Di Natale Twitter:    vedi letture
ESCLUSIVA TJ - Bercellino ricorda la finale del '65: "Herrera ci chiese di aver pazienza, l'Inter fu battuta in contropiede. Pronostico? La Juve vincerà 1-0"
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"Sembra l'altro ieri, eppure sono già trascorsi 57 anni. Sarà una grande emozione vedere nuovamente Juventus ed Inter confrontarsi nella finale della coppa nazionale". Pensieri e parole di Giancarlo Bercellino, una vita calcistica in bianconero tra giovanili e prima squadra, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ricorda volentieri la sfida del 29 agosto 1965:

Che ricordi possiede della finale del 1965?

"Ricordo un match molto combattuto, nessuno di noi voleva perdere l'incontro. Herrera ci chiese di avere molta pazienza, dovevamo lasciar sfogare l'Inter per poi colpirla in contropiede. E andò proprio così".

Che gol fece Menichelli? Lo può raccontare?

"Menichelli segnò un gol in ripartenza, era imprendibile a campo aperto. I difensori nerazzurri non riuscirono a contenerlo, la squadra era scoperta. Poi difendemmo il vantaggio per il resto della partita".

Un modo di giocare che, oggi, provocherebbe grosse critiche.

"Ma all'epoca non era così, le persone si ricordavano solo di chi vinceva. A loro non importava il tipo di gioco espresso. L'Inter era più forte, una super squadra, d'altronde la potevi battere solo così. E qualche buon risultato lo abbiamo ottenuto".

Quindi, di certo, non è tra i detrattori di mister Allegri. O sbaglio?

"Assolutamente no, perché ciò che importa è il risultato. Tutti parlano di Guardiola, ma Ancelotti con il sistema di 40 anni fa ottiene ancora risultati. Il calcio si modernizza, ma alla fine resta sempre quello".

Che partita si aspetta domani sera?

"Ci sarà molto equilibrio, sono due squadre che si equivalgono. Vincerà chi sbaglierà di meno. Pronostico? Vincerà 1-0 la Juve, non sarà una partita piena di gol. Farò il tifo per la mia squadra del cuore".

Che effetto le ha fatto giocare nella sua squadra del cuore?

"Sono sempre stato juventino, ho realizzato il mio sogno nel cassetto. Ero arrivato adolescente, sono andato via uomo. Auguro ai ragazzi di oggi come Miretti di seguire questo percorso, perché le bandiere nel calcio sono quasi del tutto scomparse. Il futuro è dei giovani".

Si ringrazia Giancarlo Bercellino per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.