ESCLUSIVA TJ - Alessio Tacchinardi: "La Juventus è senza punti deboli, la rosa è una delle migliori di sempre. Con CR7 non può più specchiarsi. Champions? Non è un disastro se non la vinci"

15.10.2018 15:45 di Mirko Di Natale Twitter:   articolo letto 10970 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA TJ - Alessio Tacchinardi: "La Juventus è senza punti deboli, la rosa è una delle migliori di sempre. Con CR7 non può più specchiarsi. Champions? Non è un disastro se non la vinci"

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'allenatore, opinionista tv ed ex centrocampista bianconero, Alessio Tacchinardi, per parlare di Juventus e non solo:

Dopo la pausa per la nazionale, la Juventus tornerà in campo a partire da questo fine settimana. Come l'hai giudicata fin qui?

"E' una squadra fortissima, forse la rosa è una delle migliori di sempre da quando la seguo. Bisognava soltanto trovare un po' di amalgama e di condizione fisica, perché alla fine Allegri ha capito che per vincere alcune partite non serviva per forza la grande prestazione. E' l'anno post mondiale, è normale un po' di scorie nei calciatori. Oggi la Juve sta benissimo fisicamente, può variare mille moduli ma il livello è ormai altissimo".

Un livello ormai altissimo, ancor di più grazie all'acquisto di CR7.

"Sicuramente l'acquisto di Ronaldo è un aiuto per tutti, poiché la ferocia del portoghese ha fornito nuovi stimoli e motivazioni ai suoi compagni. Se la vecchia Juve aveva il difetto di specchiarsi e di accontentarsi, con lui in campo non se lo può più permettere. E' un perfezionista perché lavora sempre per ricercar la perfezione, è competitivo come lo era Vialli e come lo è Ibrahimovic. Non puoi mai sbagliare. Come accaduto a Frosinone quando va a battere una rimessa laterale al 94', ti invoglia a far sempre meglio. Infatti i bianconeri non hanno mai snobbato una partita e non è del tutto casuale".

Quindi la Juventus non ha punti deboli?

"Sì, non c'è nessun punto debole in questa squadra. L'unico dubbio era legato al ritorno di Bonucci, per me poteva creare qualche frizione visto come si era interrotto il rapporto con il popolo juventino. E invece, il calciatore si è calato nuovamente benissimo nella realtà e ha voluto dimostrare il suo attaccamento alla maglia. Alla prima partita giocata allo Stadium in questa stagione ha chiesto scusa ai tifosi presente, è stato un bel segnale".

E c'è chi criticava due mesi fa il suo scambio con Caldara, non accolto benissimo dalla piazza. A distanza di due mesi, però, sembrano essersi abbondantemente ricreduti. Quale è la tua idea a riguardo?

"Bonucci ha sempre dimostrato di essere un grandissimo giocatore e per lui, il modulo, non è mai stato un problema. E' un valore aggiunto per il reparto difensivo, è un giocatore di grande affidamento. Si è ripreso dalle difficoltà avute lo scorso anno al Milan, oggi è un giocatore forte e completamente diverso. Chi ha criticato lo scambio con Caldara lo ha fatto per via della sua età, i mugugni derivavano proprio perché l'ex atalantino veniva visto come il successore di Barzagli e Chiellini che ormai non son più giovanissimi. Ma, personalmente, Bonucci è il giocatore giusto se vuoi vincere subito e avrei anche io accettato questo scambio. Ricordo il quarto di finale con il Barcellona al Camp Nou, ero allo stadio e vidi un match giocato in maniera sontuoso. Mi resi conto, in quel frangente, il suo reale valore. La Juve è da anni che non sbaglia una campagna acquisti".

Alessandro Del Piero, qualche settimana fa, diceva che questa Juventus può essere accostata a quella che vinse la Champions. Tu che cosa ne pensi?

"Sono due Juventus fortissime, l'unica differenza è che nella mia Juve e nel resto d'Europa non c'era questa possibilità di investire tanti soldi per un calciatore. La Champions è una competizione in cui gli episodi sono fondamentali, ripenso alla vittoria ai rigori contro l'Ajax e quella di certo non era meno forte rispetto a quella che perse nel 2003, sempre ai rigori, contro il Milan. Mi auguro che questa squadra possa rivincere la coppa dalle grandi orecchie, questa è forte o forse anche più rispetto a quelle del passato ma c'è troppa smania di vincere. Se non dovesse trionfare non è un disastro, ovviamente deve arrivare il più in fondo possibile ma può anche capitarti l'avversario difficile già dagli ottavi in poi".

Pjanic è meglio vederlo costruire il gioco oppure come mezz'ala? Magari potrebbe rendere meglio in quest'ultima zona di campo e lasciare ad Emre Can le chiavi della regia.

"Pjanic ha una visione e una pulizia di gioco completa a differenza di Emre Can, che è più battaglia. La sensazione è che il bosniaco vada bene li per l'idea molto fisica che ha il mister, ma è logico che possa giocare in ogni zona del campo perché ha grandi qualità. Allegri è talmente bravo con i suoi giocatori che a Manchester può giocare con giocatori fisici e lasciare Pjanic in panchina, a dimostrazione del fatto che quel centrocampo è intercambiabile in ogni suo reparto. Con quelle caratteristiche c'è solo lui, forse Bentancur rispetto a tutti gli altri ha più geometrie rispetto agli altri che sono più incursori".

Adesso inizierà un periodo particolare per la Juve, che si aprirà con il match contro il Genoa e porterà i bianconeri per due volte a sfidare il Manchester United di Mourinho.

"Con la partita di Manchester, capiremo ancora di più quali saranno i reali obiettivi di questa squadra. Perché battere lo United in casa loro significherebbe una maggiore autostima, oltre che una maggior tranquillità di classifica perché la qualificazione aritmetica sarebbe molto a portata di mano. A Valencia c'è stata la dimostrazione di forza, a Manchester sarà un bel banco di prova perché è sempre una squadra forte. In Italia, invece, non si potrà sempre vincere poiché sono esseri umani anche loro ma è clamoroso quanto sta facendo la Juve attualmente. Inter e Napoli proveranno sempre a dar fastidio, la sensazione però è che ci sia molto divario difficilmente colmabile. Bisognerà vincere il prima possibile il campionato per poi concentrarsi sulla coppa, anche se la rosa ampia è una garanzia in tal senso per Allegri".

Si ringrazia Alessio Tacchinardi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.