Ripristinata la regolarità del campionato. Le lacrime nerazzurre: altro che calendario, volevano "vincere facile". Sicuri che a maggio l'Inter giocherà più partite della Juve? Il vero motivo della protesta dei tifosi interisti con lo striscione...

01.03.2020 01:45 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
Ripristinata la regolarità del campionato. Le lacrime nerazzurre: altro che calendario, volevano "vincere facile". Sicuri che a maggio l'Inter giocherà più partite della Juve? Il vero motivo della protesta dei tifosi interisti con lo striscione...

Quella appena trascorsa è stata una giornata di rabbia e protesta in casa Inter. E non poteva essere altrimenti, visto che tutti - da Marotta a Conte, fino all'ultimo dei giocatori - si erano illusi di poter giocare a porte chiuse la sfida Scudetto contro i Campioni d'Italia, in uno stadio che notoriamente - con i 40mila che spingono - in queste sfide decisive diventa quasi inespugnabile. La Lega, invece, ha rimesso le cose a posto, rinviando il match al prossimo 13 maggio, quando giustamente  si potranno aprire i cancelli dell'Allianz Stadium e consentire anche alla Signora di affrontare il derby d'Italia con il legittimo vantaggio di poter giocare davanti al proprio pubblico.

"Campionato falsato", per il popolo nerazzurro, abituato storicamente a "vincere facile". Ma il campionato rischiava di essere falsato in caso di gara giocata a porte chiuse: questo è un fatto incontestabile. Si sarebbe configurata un'evidente disparità di trattamento. 

Neanche il tempo di apprendere la decisione del rinvio, che le dichiarazioni dell'ad nerazzurro Giuseppe Marotta erano già in circolazione. Doppia intervista a Sky e Mediaset per denunciare - in politichese - non si sa bene che cosa, visto che l'Inter - secondo le storiche norme del gioco del calcio - avrebbe dovuto giocare in uno stadio pieno di juventini e non in un impianto deserto. 

Marotta non ha parlato esplicitamente di campionato falsato, ma ha edulcorato il concetto spiegando che "dobbiamo salvaguardare l'equilibrio e la competitività del nostro campionato". Ed è proprio quello che ha fatto la Lega di Serie A.

Non regge nemmeno la pretestuosa protesta contro un calendario che adesso penalizzerebbe la squadra di Antonio Conte. Ecco la recriminazione della Milano nerazzurra: se dovessimo arrivare in fondo in tutte le competizioni, nel mese di maggio dovremmo disputare 9 partite in 24 giorni. Ragionamenti sulla carta, o meglio, sul cartone.

Se a Torino si abbassassero allo stesso livello, potrebbero obiettare che nello stesso mese, la squadra di Sarri, potrebbe giocare potenzialmente cinque partite di campionato (Udinese, Sampdoria, Inter, Cagliari e Roma), più eventuali semifinale di ritorno e finale della Champions League, più eventuale finale di Coppa Italia. Totale: 8. Una in meno dei nerazzurri. Sempre ragionando sul cartone, a Torino potrebbero anche far notare che la squadra di Sarri avrà il vantaggio di affrontare le prossime gare di ritorno in Europa e in Coppa Italia tra le mura amiche, con fondate possibilità di passare i turni. Mentre l'Internazionale, dopo aver salutato la Champions League con abbondante anticipo, rischia di uscire di scena anche dalla Coppa Italia dopo la sconfitta in casa contro il Napoli nella semifinale d'andata. 

In chiusura, filtrano invece indiscrezioni sul vero motivo della contestazione inscenata da quei tifosi dell'Inter che nella serata di ieri hanno esposto davanti alla sede della Lega di Serie A uno striscione che rievocava Calciopoli. Pare protestassero per la riforma Bonafede sulla prescrizione.