La panchina di Sarri traballa. Simone Inzaghi e Zidane in prima fila

08.08.2020 14:10 di Quintiliano Giampietro   Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
La panchina di Sarri traballa. Simone Inzaghi e Zidane in prima fila

Il Lione di Garcia ha dato una zampata forte alla panchina di Sarri. Forse decisiva. Nel post gara dello Stadium Andrea Agnelli ha preso tempo rispetto alla decisione sul tecnico: "Adesso dobbiamo valutare". Parole però dal sapore di esonero. Del resto il Presidente la scorsa estate avrebbe confermato confermato Allegri, l'ingaggio dell'ex Chelsea, come noto, è opera di Nedved e Paratici, entrambi confermati dal numero uno della Juventus. L'allenatore era stato chiamato per la rivoluzione tattica ed estetica, quasi culturale rispetto alla tradizione bianconera fondata sul principio della vittoria prima di tutto. Detto che il bel gioco si è visto a sprazzi, è arrivato lo scudetto, ma probabilmente non basterà per dare al tecnico un'altra chance.

Sul bilancio sarriano pesa molto l'uscita agli ottavi di Champions League, peraltro contro un avversario oggettivamente alla portata di Ronaldo e compagni. Risultati a parte, un altro pollice verso rispetto alla conferma lo impone la vulnerabilità difensiva: 43 gol incassati in campionato sono uno schiaffo alla storia di chi ha costruito i suoi successi sulla solidità del reparto arretrato. Il tecnico non è riuscito a dare un'identità alla squadra a causa dello scarso feeling tattico con i giocatori, abituati ad Allegri, le cui idee sono in antitesi con quelle dello stesso Sarri. La missione Pjanic è fallita, ma in questo caso parte della colpa è anche del bosnicao. Altri due capi d'imputazione sono la mancanza di carica dalla panchina e l'incapacità di cambiare la gara in corso nei momenti difficili. Sullo stile ci sarebbe da aprire un capitolo a parte perché appartiene ad un ambito extra tecnico.

Qualche merito però Sarri credo lo abbia. Intanto, non è scontato vincere lo scudetto al primo anno, malgrado alla Continassa lo ritengano il minimo sindacale. Poi c'è da sottolineare la consacrazione definitiva di Dybala che la scorsa estate era sul punto di partenza dopo una stagione in cui Allegri lo aveva colpevolmente utilizzato lontanissimo dalla porta. La gestione di De Ligt, l'esplosione di Bentancur e, nel finale di stagione di Rabiot sono altri punti a favore del tecnico. Tutto sommato anche il rapporto con Ronaldo è stato produttivo, ma il fuoriclasse portoghese è fuori concorso e le sue prestazioni prescindono da chi lo allena. Per onestà intellettuale va ricordato che Sarri ha trovato sicuramente un gruppo forte, ma non ha potuto incidere minimamente sul mercato. La prossima stagione bisogna rinfrescare in modo importante la rosa, come aveva detto Allegri. Chiunque sieda sulla panchina della Juventus.

A proposito, nel caso in cui Sarri venisse esonerato sono due i nomi in pole position per sostituirlo. Il preferito di Andrea Agnelli è Zidane. Lo scorso anno Zizou era stato contattato e sembrava vicino al suo ritorno, in questo caso da allenatore. Una telefonata del presidente del Real Madrid Perez lo riportò alla Casa Blanca. Il tecnico francese arriverebbe con una bacheca di prestigio, in cui figurano, tra l'altro, due campionati spagnoli e tre Champions Legaue. Conosce il mondo Juve ed è un ottimo gestore di fuoriclasse. A Torino ritroverebbe Ronaldo, uno degli elementi che hanno fatto la sua fortuna. Il contratto di Zidane scade nel 2022, ma l'eliminazione dalla Champions potrebbe cambiare le carte in tavola.

L'altra strada, in realtà più percorribile, è quella che porta a Simone Inzaghi. Anche lui cercato la scorsa estate, soprattutto dall'amico Paratici. L'allenatore della Lazio piace per lo stile e il modo in cui fa giocare la squadra, finora ha ottenuto solo successi in Coppa Italia e Supercoppa nazionale, ma è giovane e può crescere. Inzaghi sta discutendo con Lotito il rinnovo del contratto scadente nel 2021, ma ci sarebbe stato già stato un contatto con la dirigenza della Juventus. Nel caso in cui l'allenatore biancoceleste si trovasse difronte ad una scelta, sarebbe difficile resistere alle tentazioni della Vecchia Signora. Più remota l'opzione Allegri, finito anche nel mirino dell'Inter. Nei prossimi giorni ne sapremo di più.