La Juve che verrà
Cara Juve ti scrivo, così mi rilasso un po'. Se questa fosse una canzone e non un articolo, quale modo migliore per cominciarla. E invece, "la Juve che verrà" è un pensiero fisso nella mente di tutti gli Juventini, un insieme di suggestioni che inconsciamente sono iniziate al fischio finale di Juve-Palermo, quello che ha sancito la vittoria del trentunesimo scudetto. Suggestioni che però si sono palesate più insistentemente non appena finita la festa, una volta archiviata una stagione condotta a passo di carica. Nella mente di tutti gli Juventini, si diceva. Già, a partire da colui che incarna meglio il tifoso bianconero, ma che allo stesso tempo è alla guida di questa squadra: Antonio Conte. Si può immaginare che la Juve che verrà, Antonio ce l'abbia già in testa e da parecchio. Chi meglio di lui conosce stimoli, benzina e attitudini dei suoi ragazzi? Chi meglio di lui sa di che cosa ha bisogno la squadra? Nessuno. E allora ci piace pensare che la Juve che verrà sia quella che effettivamente il mister vorrà. Ci piace pensarla come un mix della squadra affamata, piena di furore, frizzante e devastante della prima stagione e di quella cinica, spietata, fisicamente superiore e solida della seconda stagione, che ha dominato quasi tutte le partite razionalmente, ben consapevole della propria superiorità, ma senza comunque peccare di superbia o di scarsa umiltà, tranne che in rarissime eccezioni. E le costanti, citando ancora il mister, sono il sudore, il lavoro, l'abnegazione.
E allora, tramite queste componenti, aspettiamoci una mutazione evolutiva: non tanto nei numeri o nei moduli, che pur cambiando non altererebbero l'identità da dominatrice della Juventus, quanto nel mero modo di giocare, che grazie agli innesti di nuovi giocatori (inutile star qui a far nomi, tanto da adesso al 31 agosto se ne faranno un centinaio) e al rientro di alcune pedine fondamentali (in questo caso eccome se il nome va fatto: Simone Pepe) potrebbe ulteriormente variare, magari adattandosi di volta in volta sia agli avversari che ai momenti della stagione e delle partite stesse. Viene in mente un'immagine, quella di un Bayern Monaco che sa essere sia feroce che freddo, sa mettere al tappeto sia con una serie di ganci mostruosi che con un semplice montante ben assestato. La Juve in questo può e deve migliorare, non ponendosi limiti. E allora la Juve che verrà, quanti giocatori cambierà? È chiaro che per crescere serve innanzitutto la voglia per farlo. Bisognerà capire quali sono gli uomini ancor prima che giocatori, a volere, fortemente volere, mettersi ancora in discussione. Bisognerà capire chi non è affatto appagato da due scudetti consecutivi e una Supercoppa. Bisognerà ripartire, consapevoli di ciò che si è fatto ma vogliosi di ciò che ancora si può fare. Perché la Juve ha ancora tanto da dare. In cambio riceverà l'amore incondizionato del suo popolo. Insieme, con la Juve che verrà, verso la vita che verrà.
Direttore: Claudio Zuliani
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