Il curioso caso di Paolo Z

Il curioso caso di Paolo Z TuttoJuve.com
© foto di Micri Comunication
mercoledì 8 settembre 2010, 20:45Calciopoli
di Alessandro Vignati
Le strane indagini di un noto giornalista italiano

Che le nuove intercettazioni giunte la scorsa primavera da Napoli abbiano trovato più o meno eco in ogni media o in ogni giornalista un dato di fatto. Chi minimizza, chi glissa, chi ne da ampio risalto e chi le segue con attenzione. C'è anche chi cade in contraddizione come Paolo Liguori (colui che disse che nel 2007 bastava telefonare ai designatori o arbitri per subire penalità e che, tre anni dopo, si dice scandalizzato per via del ripescaggio delle chiamate di Facchetti ritenendole cose normali, beata coerenza....) ma c'è anche chi ha un rifiuto psicologico e decide che queste cose non siano mai successe, anzi di pensare che i fatti del 2006 siano ancora più pesanti e quasi da delitto penale. Lo chiameremo Paolo Z e di particolare ha una specie di odio cieco verso Fabio Capello (per via di episodi passati) e verso i colori juventini. Così succede che in una sera di inizio maggio Paolo Z per la trasmissione "Matrix", dove ospite c'è un altro "demone" del calcio come Luciano Moggi, produca un servizio che sembra figlio della più nitida immaginazione e fantasia.

Paparesta chiuso nello spogliatoio? Tutto vero, e chissenefrega che c'è una sentenza della cassazione del tribunale di Reggio Calabria che di fatto smentisce questa storia. Moggi e Giraudo autentici boss malavitosi del calcio italiano? Altrochè, i poveri Milan, Fiorentina e Lazio (anch'essi coinvolti nello scandalo parte prima) povere vittime cadute nel "pizzo mafioso" che i due compari attuavano. Gli ultimi sviluppi del processo napoletano? Non esistono, anzi Mancini è un vile che ha detto il falso davanti ai magistrati (a riguardo della testimonianza del tecnico del Manchester City nelle quali smentì di fatto l'ipotesi di una cupola o cose varie). Questi solo alcuni dei punti che Paolo Z ha toccato nel suo servizio e sul suo sito personale, dove Luciano Moggi fa sembrare simpatico pure Jack lo Squartatore, Fabio Capello è un povero montato perdente e il male del calcio italiano (ma diremmo quasi della società italiana) corrisponde ai colori bianconeri.