Zoff: "La Juve giocherà per vincere anche domani. Buffon e Marchetti grandissimi. Che colpo se i bianconeri prendessero Ibra!"
In vista dela sfida di domani, Dino Zoff, grande ex di Juventus e Lazio, ha rilasciato una lunga e interessante intervista a "Il Giornale". Ecco le sue parole, raccolte dal collega Enrico Turcato:
Possiamo dire che Lazio e Juventus sono i grandi amori della sua vita?
«Sicuramente sì. E infatti quando si incontrano per me non è mai una sfida come le altre. Poi ci aggiungo anche il Napoli, che mi ha lanciato ad alti livelli: sono molto affezionato alla città e ai tifosi. Fossero arrivate nei primi tre posti in classifica queste tre squadre sarebbe stato perfetto».
Ma da allenatore della Lazio, come affrontava la Juve? La soffriva a livello emotivo?
«Quando vivi il tuo mestiere come un professionista tenti di non pensarci. E poi allenando la sentivo meno. Forse sarebbe stato diverso giocarci contro da calciatore. Comunque è normale che la partita contro la Juventus era diversa dalle altre, anche perché i bianconeri giocavano sempre per vincere il campionato».
La Juventus può avere un contraccolpo psicologico dopo l'eliminazione dalla Champions?
«Non credo. In campionato ha ampi margini di vantaggio e poi ha la consapevolezza di aver fatto il massimo in Champions. Arriva a Roma anche leggermente più riposata della Lazio. E anche i biancocelesti arrivano da un'eliminazione. La squadra di Conte giocherà come sempre da Juve, per vincere».
Vede i bianconeri favoriti all'Olimpico?
«Se mi dovessero chiedere un pronostico direi di sì. La Lazio sarà più stanca e non dimentichiamo che conta assenze pesanti per le squalifiche di Biava, Lulic e Radu. E Klose non è ancora tornato in forma. La Juve è solida e vede la meta finale vicina».
Crede che Petkovic possa ambire al titolo di miglior allenatore del campionato?
«Non so se glielo daranno. Ha fatto molto bene, la squadra ha giocato a calcio, però è difficile che la Lazio possa arrivare nelle prime tre in campionato e in Europa League è uscita ai quarti. Vedremo come finirà la stagione e cosa farà in finale di Coppa Italia. Certo, tra i pretendenti a miglior allenatore c'è anche Conte: è stato un fattore determinante nel possibile scudetto della Juve e nell'approdo ai quarti di Champions».
Ma Conte ha ragione a dire che dipende solo da una questione economica il divario che separa la Juve ai top club europei?
«Non credo. Lui è stato bravo a dare un'identità e un gioco alla Juventus. E i risultati si sono visti. Ora ci vuole pazienza, anche perché la Juve era al primo anno di ritorno in Champions. Non mi pare che Borussia Dortmund o Bayern Monaco abbiano speso follie sul mercato. Anzi hanno il bilancio in attivo. Eppure sono solide, esperte, giocano bene e sono difficili da incontrare. La dimostrazione che non tutto è legato ai soldi, ma ci vuole tempo, progettazione e anche fortuna».
I bianconeri hanno bisogno del famigerato top player per vincere in Europa?
«Ci sono soltanto tre giocatori al mondo in grado di fare la differenza da soli: Messi, Ronaldo e Ibra. I primi due sono inavvicinabili a livello economico, il terzo sarebbe un gran colpo. Però non sempre con i top player si vince. Ripeto: sono tanti i fattori e non basta un grande nome per essere vincenti».
Da ex numero 1, noterà che Lazio-Juve è anche Buffon contro Marchetti: sono i due migliori portieri italiani?
«Buffon e Marchetti sono grandissimi portieri. Ma preferisco non parlare di giocatori che ricoprono il mio ex ruolo».
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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