Ziliani: "La Juventus trascura la formazione dei giocatori ed è la squadra più vecchia della Champions"

19.08.2019 18:40 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
Ziliani: "La Juventus trascura la formazione dei giocatori ed è la squadra più vecchia della Champions"

Sulle colonne de Il Fatto Quotidiano, Paolo Ziliani, ha criticato apertamente la programmazione della Juventus nelle ultime stagioni: “"Non è da questi particolari che si giudica un giocatore", cantava De Gregori spronando Nino a non aver paura di sbagliare un calcio di rigore. E tuttavia, nel calcio ci sono particolari che la differenza la fanno eccome: specie al livello dei top club che ogni anno lottano per vincere la Champions. È di questi giorni l' annuncio di Fabio Paratici, responsabile tecnico della Juventus, a proposito della lista dei 25 giocatori da consegnare all'Uefa in vista della prossima Champions: "Possiamo iscrivere 21 giocatori più 4 local player: quest' anno ne abbiamo solo uno, per cui ne iscriveremo solo 22". Parole che tentano di gettare acqua sul fuoco dopo il grido d' allarme lanciato da Maurizio Sarri: "Dobbiamo fare sei tagli per la lista Champions, questo ci mette in difficoltà; è una situazione imbarazzante".

Per chi non lo sapesse, i club ammessi ai tornei Uefa possono iscrivere 25 giocatori; 17 free, 4 formati in patria (tra i 15 e i 21 anni devono aver militato per almeno 3 stagioni in un club della federazione d' appartenenza, per la Juve la FIGC ) e 4 cresciuti nel club stesso, e cioè i local player di cui parla Paratici. Ebbene: avendo in rosa un solo giocatore formatosi per 3 stagioni nel vivaio, e cioè Pinsoglio, la Juventus più iscrivere soli 22 giocatori. Un guaio grande; perché se oltre a Pinsoglio nel suo vivaio fossero cresciuti, poniamo, Bernardeschi, Buffon e Chiellini, nella lista dei 17 free si libererebbero 3 posti per giocatori ritenuti ora in esubero; e Sarri potrebbe utilizzare in Champions calciatori che oggi rischiano di essere estromessi come Mandzukic, Matuidi, Rugani, Emre Can o altri ancora.

Non c'è bisogno di scomodare Catalano per capire che contare su 25 buoni giocatori è meglio che contare su soli 22. Un recente studio del CIES Football Observatory ha stilato la classifica dei club (di tutto il mondo: ci sono anche River Plate, 21°, e Boca Juniors, 37°) che hanno cresciuto e formato il maggior numero di giocatori presenti oggi nei 5 campionati top: inglese, spagnolo, tedesco, italiano e francese. Ebbene, sapete quali sono i club ai primi due posti? Barcellona e Real Madrid. Il Barça ha 69 giocatori cresciuti nella sua cantera sparsi nei 5 più importanti tornei ma ne ha conservati diversi per sé, da Messi a Piquè, da Busquets a Rafinha, da Jordi Alba a Sergi Roberto. Campioni iscrivibili alla voce local player e che liberano il posto, tra i 17 free, ad altri campioni. Al 2° posto c' è il Real Madrid, al 3° il Lione, al 4° il Manchester United mentre il primo club italiano è la Roma (18^), seguita da Atalanta (19^), Milan (26°), Inter (31°) e Empoli (41°).

Non pervenuta la Juventus, che trascura completamente l'aspetto "formazione dei giocatori" nonostante sia il club con più calciatori sotto contratto in Europa; secondo France Football nel 2017 ne aveva 68 contro i 23 di Barcellona e i 28 di Real Madrid e Bayern. Tattica rischiosissima: come dimostra l'insostenibile pesantezza del caso Higuain, rientrato alla base contro la volontà del club e oggi in rosa a costi spacca-bilanci. Dimenticavamo: la Juve era la squadra più vecchia dell' ultima Champions con l' età media di 29,53 anni. E non c' era Buffon, rientrato all'ovile. È buona programmazione? Come si dice in questi casi: va tutto ben Madama (con la M maiuscola) la marchesa!"