Zambrotta: "Gli ultimi anni di Lippi, i due di Capello, l'ultimo di Allegri e il primo anno di Sarri hanno visto le rose più forti di quella Juve e di questa di oggi"

07.04.2020 16:40 di Giovanni Spinazzola Twitter:    Vedi letture
Zambrotta: "Gli ultimi anni di Lippi, i due di Capello, l'ultimo di Allegri e il primo anno di Sarri hanno visto le rose più forti di quella Juve e di questa di oggi"

Gianluca Zambrotta, ex difensore di Juve e Milan, ha parlato ai microfoni di Sky Sport in collegamento da casa sua.

"Sono a casa con mia moglie Valentina, mio figlio Riccardo di 7 anni e la nostra cagnolina Olivia. Ci divertiamo, aiutiamo Riccardo a fare i compiti".

"Gli anni al Milan? Quello è stato un grande momento, ma sono stati intensi anche i giorni precedenti. Fu una domenica ricca di emozioni, di gente che piangeva sugli spalti, compagni di squadra che piangevano in campo con i propri figli. Gli scherzi fatti a Rino restano indimenticabili: ironizzavamo sul pesce che portava dalla sua pescheria a Milanello e dicevamo che non era fresco. Una volta durante un allenamento perse una scommessa con Kaladze e si mangiò una lumaca intera. Di colleghi simpatici ce ne sono stati tantissimi, al Milan ricordo ai tavoli del ristorante risate incredibili con Gattuso, Ambro, Pirlo, Gattuso, Abbiati e Oddo".

"Zambrotta, poi, ricorda il MOndiale 2006 e la traversa centrata contro la Germania in semifinale. Mi è passato tanto per la mente in quel momento. Quella è stata "la" partita. Ho sempre pensato che potevamo vincerla noi. Fabio ha fatto un grandissimo gol, Gilardino e Del Piero hanno costruito uno splendido raddoppio. Messi? Si capiva che era un campione, si vedeva che era un talento puro, un fuoriclasse".

Zambrotta, poi, ha parlato anche del ruolo di terzino. "Diciamo che negli ultimi anni è stato un po' modificato, riadattato. Anche grazie a giocatori come Dani Alves, Maicon che erano più attaccanti che difensori. Uno attuale che mi ha impressionato molto è Theo Hernandez del Milan, ha grande personalità e grande tecnica. Spinazzola? Può ricordare il mio modo di giocare, Fabio Caressa ci ha anche scambiato nelle telecronache qualche volta (ride, ndr). Spinazzola sa fare entrambe le fasi, difensiva e offensiva, sicuramente fa comodo a qualsiasi tipo di allenatore". 

"Il Milan è una squadra che stava crescendo. L'arrivo di Ibrahimovic sicuramente ha portato forze nuove e una mentalità differente. Ora bisognerà vedere questo stop cosa comporterà. Credo sia una squadra in costruzione, con un allenatore capace come Pioli che stimo molto. Juve di oggi o quella del 2006? Sono state le rose più forti insieme a quelle del Milan della prima Champions di Ancelotti. La differenza la fanno sempre i campioni. Gli ultimi anni di Lippi, i due di Capello, l'ultimo di Allegri e il primo anno di Sarri hanno visto le rose più forti di quella Juve e di questa di oggi".