Turrini: "La stagione di Sarri comincia adesso, dal Lione in poi sentiremo la birra"

20.02.2020 15:20 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Turrini: "La stagione di Sarri comincia adesso, dal Lione in poi sentiremo la birra"

Il giornalista del QS Leo Turrini, in un'intervista rilasciata a Calciomercato.com ha parlato anche di Sarri e della Juventus: "Tutti aspettano la Juve in semifinale di Champions? Ci arriva, ci arriva. La stagione di Sarri comincia adesso, finora ha fatto solo riscaldamento. Agnelli ha cambiato Allegri perché a torto o ragione si era convinto che con lo stile di Max la Coppa con le orecchie non l’avrebbe mai sollevata. Quindi Sarri, che pure in Serie A è primo in classifica, verrà giudicato sulla base del rendimento europeo. Fin qui ci siamo sorbiti la schiuma, dal Lione in poi sentiremo la birra”.

Secondo te è più semplice gestire Higuain-Dybala-CR7 o i tuoi amici Leclerc e Vettel in Ferrari?
“Mattia Binotto, il capo delle Rosse, è più empatico  di Sarri e non ci vuole molto, però anche Binotto gronda bonomìa da tutti gli artigli. Probabilmente i tre della Juve insieme dal primo minuto non possono giocare, così come Seb e Carletto insieme il mondiale non lo possono vincere, in F1 alla fine della fiera il compagno di squadra è il primo avversario. Ma, per stare alle corse, il problema in realtà non si pone: vincerà ancora la Mercedes, vedrai”.

Toglimi una curiosità: ma gli Agnelli/Elkann sono più legati alla Juve o alla Ferrari?
“Emotivamente alla Vecchia Signora ed è pure ovvio, se ripensi alla giovinezza di Gianni e di Umberto. Solo che con la Juve ci rimettono, basta guardare il bilancio e il debito. Con la Rossa invece ci guadagnano, basta andare a vedere l’ultimo dividendo che verrà distribuito agli azionisti del Cavallino. Ma trattandosi di una famiglia che tiene dalla stessa parte il cuore e il portafoglio, tutto si aggiusta”.

Sulle critiche a Conte: "Non so come andrà l’eurosfida con i viandanti bulgari, ma ti assicuro che Conte lo criticano solo gli juventini, perché ne hanno paura. Mica è colpa di Antonio, se Padelli in uscita non ha l’occhio di falco di Dorothea Wierer, la nostra Divina del Biathlon...”.