Sereni racconta il Sarri dello Stia a RBN: "Portò qualcosa di mai visto. Era già scaramantico..."

17.06.2019 23:30 di Edoardo Siddi Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Sereni racconta il Sarri dello Stia a RBN: "Portò qualcosa di mai visto. Era già scaramantico..."

Graziano Sereni è stato uno dei primissimi collaboratori di Maurizio Sarri. Erano i tempi dello Stia, in seconda categoria, e il nuovo tecnico della Juve portava già metodi rivoluzionari, con tanto di osservatore degli avversari. E quel compito toccò proprio a Sereni, che oggi è intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera: "Era qualcosa di mai sentito. A quei tempi e a quei livelli era qualcosa di strano. Invece fu un'innovazione che portò entusiasmo a tutta la squadra. Lui ambiva a conoscere le caratteristiche degli avversari, non solo tecniche, ma anche fisiche. Giocatore per giocatore, ma era già avanti. Lui quando parlava alla squadra trasmetteva l'idea che sì, doveva conoscere la squadra, ma era l'avversario a doversi preoccupare. Poi lui degli avversari voleva sapere tutto, portiere, altezza, quale piede metteva avanti per primo, se era grosso, tutto queste piccolezze".

"Dire che sarebbe arrivato a questo livello forse no, però che aveva già le idee molto chiare sì, perché altrimenti non arrivi in una seconda categoria così preparato - ha proseguito Sereni -. Poi lui portò anche la rifinitura il sabato mattina, un rinnovamento nell'allenarsi e nell'andata in campo. Aveva già idee abbastanza chiare, poi arrivare a questi livelli qui non ci si pensava. Io non so se aveva già i 33 schemi, ma la rifinitura era tutta occupata dagli schemi su palla inattiva. Se era scaramantico? Sì, c'era una curva in cui lui accendeva sempre la sua sigaretta. Se anche ne aveva buttata una poco prima, lui lì doveva accenderla di nuovo. La scaramanzia era quello. E poi c'era anche il discorso trasferta, le persone con lui in macchina dovevano essere sempre le stesse con lui. Ora col senno di poi, ricordando queste cose, era facile pensabile sarebbe arrivato dov'è arrivato".