Sconcerti a TMW Radio: "Pirlo? Il suo limite è il silenzio. Starei comunque attento alla Juve, perché vedo miglioramenti: ogni partita vedo venti minuti di alta qualità"

01.12.2020 21:30 di Andrea Bargione Twitter:    Vedi letture
Sconcerti a TMW Radio: "Pirlo? Il suo limite è il silenzio. Starei comunque attento alla Juve, perché vedo miglioramenti: ogni partita vedo venti minuti di alta qualità"
TuttoJuve.com

Il direttore Mario Sconcerti ha parlato a Stadio Aperto, programma di TMW Radio, condotto da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini. L'intervista comincia dal dentro o fuori cui è attesa questa sera l'Inter, e dal peso che ha sul percorso di Conte: "Moltissimo, per una ragione semplice: la Champions è l'unica cosa che porta contanti alle società in questo momento, ed uscire vuol dire non avere più finanziamenti. Questo è un fatto estremamente importante".

Hakimi ed Eriksen fuori sono il limite di Conte con i top player?
"Conte è uno che ama che i giocatori facciano le cose sotto dettatura, li vuole estremamente fedeli ai propri suggerimenti e se da un punto di vista è un bene, dall'altro è un limite perché quelli di qualità che non amano essere diretti, si sentono soffocati. Quelli che vorrebbero dare sfogo alla fantasia... Non è la prima volta che a Conte succede, e siccome va giudicato nell'insieme resta comunque un grande allenatore".

Cosa pensa di questo secondo anno di Conte all'Inter? C'è davvero dell'entusiasmo?
"Io sono restio agli esoneri nelle grandi società, e dopo nove giornate è sempre molto problematico. Conte va rinsaldato, se lo si vede spento va più riacceso che esonerato, perché a darti più garanzie di lui ce ne sono pochi. A Firenze, per esempio, lo vorrei stasera. Credo però che si sia commesso un errore dandogli troppa importanza: sembra che giochi lui. Se perde, perde lui, si sta attenti a come parla e all'umore che ha. A disposizione però ha venticinque giocatori importanti, ed è a loro che si deve cominciare a far sentire le responsabilità. Sta facendo da schermo a qualsiasi cosa, ma chi sta fallendo con lui è tutta la squadra".

Vidal ha tradito le aspettative di Conte?
"A me sembra il contrario, che Conte stia tradendo le aspettative di Vidal facendolo giocare dove non era mai stato, davanti alla difesa. In una Champions come questa, però, l'esperienza è sì importante ma soprattutto la qualità, che manca a quasi tutte. Ci sono risultati sorprendenti, e l'esperienza che vuole Conte il Lipsia dell'anno scorso, arrivato in semifinale, non ce l'aveva. Se guardi le classifiche in testa ci sono quattro inglesi e quattro tedesche, poi... L'importante è giocar bene a pallone, e in questo momento lo sanno fare in pochi, in qualunque posto".

La Juventus sta deludendo?
"Sì, attenzione però: in campionato non hanno mai perso. Il Barcellona, poi, è più forte della Juventus... Mi sembra comunque una Juve molto simile a quella di Sarri: i giocatori allora non amavano quello che voleva Sarri, oggi non capiscono quello che Pirlo non dice, visto che lui con la squadra parla poco, e lo fa fare più a Tudor o Baronio. Questa è nella sua indole, è uno silenzioso, ma questo spegne il carisma, perché anche se ce l'hai i giocatori non lo avvertono... Questo è il vero limite di Pirlo. Sono rimasti superficiali, convinti di vincere senza poter giocare com'era con Sarri appunto. Ma se lui non era amato per come si proponeva, Pirlo non si propone proprio. Comunque starei attento alla Juve, perché vedo miglioramenti: ogni partita vedo venti minuti di alta qualità".

Passa tutto dall'onnipresenza di CR7 o serve trasformare chi non ha avuto queste possibilità finora?
"Va calcolato che Ronaldo è un giocatore della Juventus, perciò non vedo perché si debba pensare a una Juve senza di lui. In campo internazionale la Juventus è sopravvalutata: Bernardeschi, Arthur, Dybala e Chiesa sono tutti grandi mezzi giocatore. Ma anche Demiral... Se togli Cuadrado, l'unico che porta avanti il pallone in verticale, si nota che avrà la stessa importanza di Ronaldo. Lui per di più gioca con la squadra, mentre CR7 con se stesso, ma sono questi i due i giocatori fondamentali, gli altri contano veramente poco. E per questo Pirlo fa fatica a trovare la sua squadra, è molto parlata ma senza giocare: non si riescono a trovare due mezzali. Lo stesso sull'ala: quando mai Chiesa o Bernardeschi sono stati costanti? Si pensava lo sarebbero diventati, ma cominciano ad avere la loro età".

La Fiorentina deve pensare a fare 40 punti?
"Certamente sì. Però essendo una squadra superiore è molto più difficoltoso: chi li deve fare lo sa e lotta da piccola squadra, mentre la Fiorentina non lo ha nel pensiero. Chi si pensa di qualità, fa più fatica a correre: manca chi lotta, tutti sono convinti di essere capitani e nessuno sa di essere un gregario, mentre in questo momento ne servirebbero almeno otto-nove. Ma soprattutto un momento d'entusiasmo: il pessimismo dei fiorentini è storico, mentre io vorrei che le finestre di Firenze si aprano tutte assieme e che la città intera applauda la Fiorentina invece di discuterla. Perché se va in B la Fiorentina, va in B la città: è la sua espressione, e non solo quando vince ma anche quando perde. In questo momento bisogna cercare di non farla perdere e di aiutarla"


Mario Sconcerti, prima firma del giornalismo italiano, intervistato da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini