Sarri-Improta; Mikaela Calcagno: "Quella di Sarri è una caduta di stile. Quando litigai con Mancini poi mi mandò un mazzo di fiori. Nel giornalismo sportivo donne in maggioranza, giocatori e allenatori si abituino"

13.03.2018 15:40 di Redazione TuttoJuve Twitter:   articolo letto 12957 volte
Sarri-Improta; Mikaela Calcagno: "Quella di Sarri è una caduta di stile. Quando litigai con Mancini poi mi mandò un mazzo di fiori. Nel giornalismo sportivo donne in maggioranza, giocatori e allenatori si abituino"

Sarri-Improta; Mikaela Calcagno: "Quella di Sarri è una caduta di stile. Quando litigai con Mancini poi mi mandò un mazzo di fiori. Ormai nel giornalismo sportivo le donne sono in maggioranza, giocatori e allenatori si abituino"

 

Mikaela Calcagno, giornalista Mediaset, è intervenuta ai microfoni di Sport Academy su Radio Cusano Campus per commentare la vicenda legata alla risposta del tecnico del Napoli Maurizio Sarri alla giornalista Titti Improta.

 

“Sicuramente quella di Sarri non è stata una risposta educata –ha affermato Calcagno-. Sarri era piuttosto nervoso già nello studio di Premium. Mi hanno dato molto fastidio anche le risate in sala stampa dopo la sua risposta a Titti Improta, c’è stata poca solidarietà. Quella di Sarri è stata una caduta di stile che lui ha capito subito, tant’è vero che si è andato a scusare. Per me non è stata una risposta educata, se io mi fossi sentita dire: “sei una donna, sei carina” mi avrebbe dato fastidio. Un giornalista fa il giornalista, a prescindere dal fatto che sia un uomo o una donna. La domanda della collega era assolutamente pertinente. Spero sia un episodio che non si ripeterà”.

 

 

 

Sulla lite di due anni fa con Roberto Mancini in diretta su Premium Sport.  “Con Mancini non c’è più stato nessun problema, mi ha anche mandato un  mazzo di fiori” ha rivelato Calcagno.

 

Pregiudizi degli sportivi sulle giornaliste donne? “In questo momento la maggioranza dei giornalisti che si occupano di sport sono donne quindi bisogna anche abituarsi –ha dichiarato Calcagno-. Può darsi che certe domande i giocatori e gli allenatori li accettino più da persone che sentono più vicine come ex giocatori, questo l’ho notato. Qualcuno ha sempre il retro pensiero: tu non hai giocato al calcio quindi non puoi capire”.